News per Miccia corta

05 - 10 - 2009

L`Argentina piange Mercedes Sosa, ``cantora popular`` di lotta e libertá 

(Repubblica.it)

di RITA CELI



L'Argentina piange Mercedes Sosa "cantora popular" di lotta e  libertá 

Mercedes Sosa in concerto in Costa Rica nel 2008

MERCEDES Sosa, la "cantora popular" simbolo della lotta contro la dittatura e per i diritti civili in Argentina, è morta oggi all'etá  di 74 anni. Lo hanno reso noto fonti della sua famiglia annunciando che la camera ardente per rendere omaggio all'artista sará  allestita nel "Salone dei Passi perduti" al Congresso argentino.

"Nella giornata di oggi, nella cittá  di Buenos Aires, comunichiamo che la signora Mercedes Sosa, la piú grande artista della musica popolare latinoamericana, ci ha lasciato", si legge sulla homepage del
sito ufficiale dedicato alla cantante. Mercedes Sosa era stata ricoverata il mese scorso in un ospedale della capitale argentina a causa di una disfunzione renale.

In 60 anni di carriera, si legge ancora, ha attraversato diversi Paesi nel mondo, condiviso la scena con prestigiosi artisti e lascia un'enorme ereditá  artistica. "Adios" si legge in uno dei tantissimi messaggi lasciati sul sito, "Il mondo non è giusto", "Negra querida, la tua voce ci seguirá  cantando".

Nata da una famiglia povera a San Miguel de Tucumá¡n il 9 luglio del 1935, Haydé Mercedes Sosa inizia la sua carriera artistica giovanissima, appassionandosi presto alla canzone popolare. Arrivata al successo negli anni Sessanta, nel 1967 si esibisce in una lunga tournée che la porta negli Stati Uniti, Russia ed Europa.

Nel 1971 pubblica "La voz de Mercedes Sosa" e "Homenaje a Violeta Parra", in cui canta numerose canzoni della famosa cantante cilena, fra cui la celeberrima "Gracias a la vida". Nel 1972, nonostante gli attacchi dei militari, esce "Hasta la victoria", un album con canzoni di chiaro contenuto sociale e politico e "Cantata Sudamericana" con musica di Ariel Ramá­rez e versi di Félix Luna.

Considerata uno dei simboli della resistenza alla dittature del continente, dopo il golpe militare del 1976 la sua musica di denuncia inizia a essere invisa ai militari: dapprima è vittima della censura, le impediscono di pubblicare dischi, viene arrestata durante un concerto a La Plata e infine, nel 1979, è costretta all'esilio a Parigi e l'anno dopo a Madrid. Durante quel periodo dedica molti brani alla sua patria e alla speranza di cambiamento e di pace e democrazia per gli argentini, come "Todo cambia" e "Solo le pido a Dios", che diventerá  l'inno delle nuove generazioni alla libertá  riconquistata.

Torna in Argentina il 18 febbraio del 1982, alla vigilia della caduta del regime, e si esibisce in una serie di concerti a Buenos Aires che vengono registrati e pubblicati. Il successo discografico e il documentario dal titolo "Como un pá¡jaro libre" coincidono con il ritorno della democrazia nel suo Paese. Da allora non ha mai smesso di cantare, esibirsi anche all'estero, arricchendo la sua discografia. Nel suo vasto repertorio ha interpretato e collaborato con poeti cileni quali Vá­ctor Jara, Pablo Neruda, il cubano Ignacio Villa e Atahualpa Yupanqui, considerato il piú importante esponente della musica folk argentina.

Il suo ultimo lavoro, uscito nei mesi scorsi, è "Cantora - Un viaje intimo", un album doppio di duetti in cui Mercedes è affiancata dai principali artisti del Sudamerica, fra cui Shakira, Lila Downs, Gustavo Cerati, Marcela Morelo, Jorge Drexler, Gustavo Santaolalla, Julieta Venegas, Caetano Veloso e molti altri. Il cd è in corsa per i
Latin Grammy Awards, i prestigiosi riconoscimenti della musica latinoamericana, che saranno consegnati il 5 novembre a Las Vegas. Mercedes Sosa ha conquistato diversi Latin Grammy sin dalla prima edizione, nel 2000, e poi nel 2003 e nel 2006. Quest'anno "Cantora 1" è candidato nelle categorie miglior album dell'anno e miglior album folk.
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