News per Miccia corta

03 - 10 - 2009

Telecom, Mancini si appella al segreto

(la Repubblica, sabato 3 ottobre 2009)

 

 

L'ex numero tre del Servizio militare fa balenare l'ipotesi di un rapporto diretto fra vertici e gruppo 

 

EMILIO RANDACIO 

 

 

MILANO - ሠesistito un canale diretto tra la Security del gruppo Telecom e organi istituzionali come il defunto Sismi (oggi Aise) del generale Niccoló Pollari? E quali informazioni si sarebbero scambiati una struttura d'intelligence e una creata con lo scopo - ha scoperto la procura di Milano - di compiere una gigantesca opera di dossieraggio illegale?

Le ipotesi non sono avanzate da una procura della Repubblica, ma da uno degli imputati del processo all'ex struttura creata e comandata da Giuliano Tavaroli, l'ex sottufficiale dei carabinieri promosso negli anni "˜90 a responsabile Security prima in Pirelli e poi nella Telecom targata Marco Tronchetti Provera. Lui è Marco Mancini, ex numero tre del Sismi, responsabile dell'antiterrorismo, nome in codice «Tortello», arrestato per il dossieraggio Telecom nell'autunno di tre anni fa con l'accusa di aver ceduto dossier riservati del Sismi alla struttura di Tavaroli, in cambio di denaro. Mancini, amico di vecchia data dello stesso Tavaroli, dopo il suo arresto ha sempre negato di aver passato informazioni a Telecom, tantomeno in cambio di denaro.

Fino a oggi, nel calderone dell'inchiesta milanese, un rapporto diretto tra i vertici dell'ex Sismi e il gruppo telefonico non era mai emerso. I pm milanesi, Napoleone, Civardi e Piacente, avevano sempre e solo ipotizzato l'infedeltá  di alcuni agenti segreti, messi a libro paga dall'organizzazione di Tavaroli in cambio del vile denaro. Ora, peró, Mancini si appella alla presidenza del Consiglio per chiedere di permettergli di utilizzare atti coperti dal segreto di Stato, indispensabili per dimostrare la sua innocenza. La mossa è stata formalizzata ieri mattina, alla ripresa dell'udienza preliminare davanti al gup Mariolina Panasiti, con una «opposizione del segreto di Stato».

Secondo «Tortello», per spiegare i rapporti avuti con la struttura illecita di Telecom «il sottoscritto dovrebbe riferire fatti relativi agli assetti organizzativi e alle attivitá  operative del Sismi, nonché alle direttive impartite dal direttore del Servizio», vale a dire il defenestrato Pollari. Cosa puó aver chiesto il generale al suo sottoposto, al momento ovviamente è top secret. Solo un via libera di Palazzo Chigi potrebbe rivelare i rapporti intercorsi tra l'ex Sismi e le attivitá  illecite di Telecom.

La procura ha chiesto tempo per studiare il ricorso. Il gup, dopo il deposito dell'«opposizione al segreto di Stato», ha rinviato l'udienza. La mossa difensiva non è inedita per Mancini e per i suoi avvocati, Panella e Lauri. Nell'altro processo milanese in cui è coinvolto, quello sul rapimento dell'ex imam Abu Omar, la questione del segreto di Stato è stata portata davanti alla Corte Costituzionale. Le ragioni delle difese, in quel caso, hanno ottenuto un importante riconoscimento: quasi dimezzate le carte raccolte della procura, che sembrano minare l'ormai imminente verdetto di primo grado. Con la stessa mossa, ora, Mancini spera di veder riconosciute nuovamente le sue ragioni. Se da Palazzo Chigi arrivasse un diniego, prevedibile la mossa difensiva successiva: una richiesta di assoluzione per l'impossibilitá  a esercitare il diritto di difesa. 

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