News per Miccia corta

29 - 09 - 2009

«Socialmente non pericoloso, Gianni Guido resta libero»

(Corriere.it)

 

Il giudice del tribunale di Sorveglianza ha respinto la richiesta della procura che voleva la libertá  vigilata


 

Gianni Guido in una foto recente (Ansa)
Gianni Guido in una foto recente (Ansa)
ROMA - Nessuna libertá  vigilata per Gianni Guido uno dei responsabili della strage del Circeo (30 settembre del 1975), ormai libero dopo aver finito di scontare la sua pena il 25 agosto scorso. Lo ha deciso il giudice del tribunale della Sorveglianza Enrico della Ratta Rinaldi sciogliendo cosí la riserva apposta all'esito della dell'udienza del 21 settembre scorso, durante la quale la procura aveva chiesto che all'uomo venisse applicata appunto la misura di sicurezza della libertá  vigilata per Gianni Guido. L'uomo resta quindi libero.

Il ritrovamento, nel 1975, del corpo di Rosaria Lopez, uccisa nel massacro del Circeo (Ansa)
Il ritrovamento, nel 1975, del corpo di Rosaria Lopez, uccisa nel massacro del Circeo (Ansa)
«NON PERICOLOSITA' SOCIALE» - In particolare, il giudice della sorveglianza, secondo quanto riferito dal suo legale, l'avvocato Massimo Ciardulo, «ha dichiarato la non pericolositá  sociale di Guido sulla scorta del percorso giudiziario che lo ha visto ottenere nel tempo tutti i benefici premiali previsti dalla legge Gozzini». «Si tratta di un provvedimento ineccepibile sia dal punto di vista giuridico che logico - ha detto - Dal punto di giuridico perché ha rispettato tutte le scadenze delle legge Gozzini. Dal punto di vista logico perché da circa cinque anni a questa parte Guido ha goduto progressivamente di maggior libertá  fino ad ottenere l'ottenere l'affidamento al servizio sociali e tali benefici sono stati concessi sulla base di puntuali relazioni scientifiche». In sede di condanna a trent'anni di reclusione a Guido erano stati inflitti anche tre anni di libertá  vigilata.

«RIMORSO» - «Il reato commesso ha costituito per Gianni Guido un evento che ha radicalmente modificato l'evoluzione della sua personalitá , contribuendo ad orientarla verso la riflessivitá , la consapevolezza della complessitá , la ricostruzione etica e rendendola attraversata dal tormento e dal rimorso e il tormento per il crimine commesso». Questo un altro dei passaggi dell'ordinanza di sei pagine del giudice della Ratta Rinaldi che oltre a valutare la condotta tenuta da Guido, parla del suo percorso di studi: «Studi condotti con molta serietá  che hanno portato alla laurea in lettere ottenuta con pieni voti». Guido, riferisce il giudice, ora «collabora alla gestione del patrimonio di famiglia e fa traduzioni». L'ex pariolino, come era emerso dalle relazioni dei magistrati, ha collaborato anche con la Caritas e in particolare traduceva testi di filosofia e religiosi dallo spagnolo, lingua che conosce molto bene. Nel tracciare il percorso di riabilitazione di Guido, parlando della detenzione nel carcere di Civitavecchia, a partire dal 2005, il giudice scrive: «Gli operatori dell'Istituto rilevano il parziale superamento delle difese emotive dovute allo schiacciante senso di colpa ed un percorso di rielaborazione critica dei reati».

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori