News per Miccia corta

22 - 09 - 2009

Toronto, la riscossa del made in Italy

 

(la Repubblica, martedí 22 settembre 2009)

 

 

 

 

 

 

SILVIA BIZIO

 

 

 

TORONTO 

Successo del made in Italy, ovvero dei sei film italiani presenti al festival di Toronto che hanno scatenato l'appetito degli acquirenti piú di quanto non sia successo a Venezia (ma il festival italiano è sempre protagonista alla rassegna canadese, dove non a caso Lebanon, vincitore a Venezia, è stato oggetto di una frenetica lotta all'acquisto). Io sono l'amore di Luca Guadagnino, prodotto dalla Mikado e interpretato da Tilda Swinton, che ne è anche coproduttrice, è stato la grande sorpresa della kermesse. Tanto che Jeff Gilmore, ex direttore del festival di Sundance (passato al Tribeca di De Niro) ha dovuto ricorrere a una raccomandazione per accedere all'affollatissima prima del film (ci sono state quattro proiezioni aggiuntive per soddisfare tutte le richieste). Il film, arrivato a Toronto con Variety che lo definiva un "capolavoro", cui sono seguite critiche esaltanti del Los Angeles Times e The Independent, è stato venduto in poche ore in Australia, Inghilterra, Francia, Benelux e Nuova Zelanda. Alessandro Usai, presidente della Mikado, conferma che sono in corso trattative "per cifre importanti" con una grossa distribuzione americana che non esclude un percorso di candidatura all'Oscar per Tilda Swinton. Vincere di Marco Bellocchio è stato apprezzato dal pubblico e dai piú importanti giornali del settore e uscirá  nei cinema Usa dopo l'anteprima nella rassegna Cinema Italian Style a Los Angeles a metá  novembre. Entusiasmo del pubblico e dei media canadesi, assai piú caloroso che a Venezia, per Giuseppe Tornatore e il suo Baaría: oltre dieci minuti di applausi con Tornatore assediato a lungo da spettatori e fotografi. Il film, attraverso Summit Entertainment, è stato venduto in tutti i paesi del mondo.

Molti acquirenti anche per La prima linea di Renato de Maria, con Giovanna Mezzogiorno e Riccardo Scamarcio nei panni del terrorista Sergio Segio dal cui libro è tratta la sceneggiatura, che la Lucky Red ha deciso di presentare a Toronto dopo aver saltato a pié pari il festival veneziano. «Quello che mi fa piacere e conferma la mia decisione di venire a Toronto e non a Venezia è che il film qui è stato visto come un'opera bella e importante, e non come caso politico; non ci sembrava una strategia positiva arrivare a Venezia con un film accompagnato da polemiche e pregiudizi due mesi prima dell'uscita in sala» commenta Andrea Occhipinti della Lucky Red. 

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