News per Miccia corta

10 - 02 - 2006

Le Foibe e la memoria dimezzata. Intervista a Galliano Fogar

(Il manifesto 10 febbraio 2006)

INTERVISTA

«Foibe, memoria dimezzata»

Lo storico Galliano Fogar: «Ciampi dimentica la violenza fascista. L`esodo e le foibe furono due tragedie, ma non sono paragonabili alla Risiera di San Sabba»


MATTEO MODER
TRIESTE
Oggi a Trieste e in molti altre cittá  italiane, si svolgeranno cerimonie pubbliche - in apertura di campagna elettorale - per il cosiddetto ``giorno del ricordo``, annunciato a senso unico dagli spot in tv del governo Berlusconi come il giorno della «pulizia etnica comunista». Questa interpretazione è stata accreditata mercoledí dal presidente della repubblica Ciampi che nel suo discorso, prima di premiare con la medaglia d`oro i parenti di alcune vittime dichiaratamente fasciste, si è dimenticato di «ricordare», senza alcuna indicazione di memoria condivisa, che la storia attribuisce una responsabilitá  sanguinosa e primaria all`occupazione nazifascista della Slovenia e dei Balcani durante la seconda guerra mondiale (1940-1944). Su questo abbiamo posto alcune domande a Galliano Fogar, storico dell`Istituto per la storia del Movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia.

Che pensa del discorso di Ciampi?

Il messaggio di Ciampi per la giornata del Ricordo dell`esodo istriano, fiumano e dalmato, senza alcun cenno al fascismo e alle sue colpe per quanto è poi avvenuto nella Venezia Giulia, puó anche indirettamente suffragare l`idea, tutta post-fascista, che su questi confini si sono fronteggiati due totalitarismi, quello nazista e quello comunista jugoslavo di stampo stalinista. Non è stato cosí. E il fascismo dov`è? Io rispetto ció che dice Ciampi per il fatto che gli italiani dell`Istria, di Fiume e di Zara dovettero abbandonare le terre perse, ma anche lui dimentica di ricordare che tutto ció, anche se è certamente da condannare sul piano umano e morale, ebbe il suo terreno di coltura nella violenza fascista e nell`invasione e disgregazione della Jugoslavia da parte italiana e tedesca. Senza questo non si puó discutere, non esiste una storia a metá .

Fini alla cerimonia con Ciampi ha dichiarato: «Basta buchi neri, basta omissioni, basta pagine strappate...

Altro che buchi neri. Nelle terre di confine, in quella che fu la Venezia Giulia il ventennio fascista imperversó, ancor prima dell`invasione della Jugoslavia, con una violenta opera di snazionalizzazione verso tutto ció che non era «italiano» e perció «fascista». Io non mi rassegno al fatto che la storia venga «dimezzata», che l`ignoranza e la disinformazione su quanto realmente è avvenuto qui, in quella che fu la Venezia Giulia, la faccia da padrone e che perfino gli eredi dell`ex Pci si appiattiscano sulle tesi antistoriche di An, che fa nascere la storia - dal 1945, dall`occupazione di Trieste da parte delle truppe di Tito.

Invece di una memoria condivisa siamo ad una storia dimezzata?

Sí, c`è la volontá  di una storia dimezzata. Era quello che avrei voluto dire il 6 febbraio di due anni fa a Fassino e Violante quando vennero a Trieste per aderire alla proposta di Roberto Menia (An) di istituire il 10 febbraio la giornata del ricordo dell`esodo e per attribuire al Pci di allora colpe ed errori di valutazione. Come puó Fassino dire che il Pci sbaglio ``perché l`aggressione fascista alla Jugoslavia non poteva giustificare in nessun modo la perdita di territori né l`esodo degli Italiani``? Ma è stata quella la causa scatenante, l`Italia fascista è stata responsabile e corresponsabile con la Germania di Hitler delle devastazioni e delle stragi che hanno insanguinato l`Europa. A partire da queste terre con stragi perpetrate dai militari italiani, rappresaglie delle camice nere contro le popolazioni in Slovenia, i campi di concentramento come quello famigerato di Arbe: decine e decine di migliaia furono le vittime civili, non solo i partigiani. Che dovrebbero dire ebrei, polacchi, russi, i milioni che sono stati sterminati?

C`è il tentativo di omologare la Resistenza alla tragica stagione delle Fobie?

Dal processo della Risiera del 1976 non si contano piú i tentativi di equiparare la Resistenza alle Foibe, il comunismo jugoslavo al nazifascismo. Poi si è passati al revisionismo storico, al voler equiparare carnefici e vittime, a chiedere la pacificazione nazionale servendosi dell`ignoranza della storia per cercare di cancellare i valori della resistenza antifascista. Con una martellante campagna di stampa sulla «vergogna della tragedia dimenticata» e sui processi da fare per le foibe, dimenticando che giá  sotto il Governo militare alleato erano stati celebrati a Trieste processi contro 72 infoibatori o presunti tali con condanne fino all`ergastolo. E` deplorevole che parte della grande stampa , la Rai, i politici democratici conoscano assai poco le vicende internazionali - e non locali - di una regione, la Venezia Giulia, che con la guerra fu coinvolta in pieno nel conflitto dell`area danubiana-balcanica. Non è un caso che il 10 febbraio preso dalla destra come simbolo della tragedia (ma foibe ed esodo sono due cose distinte) è la data della sigla del Trattato di Pace di Parigi. Ma questi signori non spiegano che l`Italia era sul banco degli imputati e che la gran parte dell`Istria e Fiume furono perdute non certo per colpa dei partigiani ma per le precise colpe del fascismo e della sua violenta opera snazionalizzatrice prima e per l`invasione della Jugoslavia poi.
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