News per Miccia corta

18 - 09 - 2009

Terrorismo, quei ragazzi in «prima linea»

(Brescia oggi, 17 settembre 2009)

 

 

 

 

 

 

 

 

Il regista De Maria: «áˆ solo un film che racconta la scelta tragica e feroce del "sogno rivoluzionario"»

 

 

 

 

«Sono un regista, racconto delle storie. Il cinema è un linguaggio, il cui compito è far crescere la societá . Credo e spero di aver fatto un film che aiuti a capire».
Renato De Maria, regista di «La prima linea», film sugli anni del terrorismo in Italia, che al Toronto International Film Festival ha ricevuto un'accoglienza calorosa, ha spiegato che il suo film rivisita gli Anni di Piombo dal punto di vista dei terroristi.
Protagonisti sono gli aderenti al gruppo di Prima linea: Sergio Segio (Riccardo Scamarcio) e la sua donna Susanna Ronconi (Giovanna Mezzogiorno) che decisero di scegliere la violenza per realizzare «il sogno rivoluzionario» di liberare i lavoratori dall'oppressione dei padroni. «Gli ideali di quell'epoca - sostiene De Maria - perseguiti nella forma della lotta armata sono stati un errore politico ed esistenziale».
Il regista racconta che quando decise di fare questo film si aspettava d'incontrare delle difficoltá  «ma non polemiche forti e preventive nei confronti di un progetto, di cui nessuno ha letto una parola o visto un'immagine».
«Comprendo - ha aggiunto - la reazione dell'associazione dei parenti delle vittime. Quando ci si avvicina a persone che hanno sofferto bisogna rispettarne il punto di vista. Ma è chiaro che non possiamo non ragionare su ció che è successo. Io mi limito a mettere in fila i fatti, a fare un piccolo racconto attraverso un'unica giornata che rappresenta un'epoca».
Per tali ragioni il regista afferma di aver scelto di fare l'anteprima mondiale del film a Toronto. «Avevamo paura - sostiene De Maria - che a Venezia si sarebbe creato un clima per cui non si sarebbe parlato del film come oggetto artistico, ma si sarebbero prese posizioni politiche che avrebbero trasceso il film. Abbiamo preferito Toronto, dove pubblico e addetti ai lavori avrebbero potuto gudicarlo per ció che è: un film. A novembre usciremo nelle sale italiane e il pubblico deciderá  se andare a vedere il film e prenderá  una posizione».
Il regista ricorda che in Italia si contano soltanto un paio di film sul terrorismo: «Buongiorno notte» di Bellocchio, del 2003, incentrato sul rapimento di Aldo Moro, in cui i protagonisti non sono i terroristi, ma il personaggio di Moro, e «La seconda volta», di Mimmo Calopresti (1995), con Nanni Moretti, dove si racconta la storia di una vittima che viene gambizzata dal terrorismo e deve convivere con il suo handicap.
«Il mio è il primo film sul terrorismo - ribadisce De Maria - raccontato dal punto di vista dei terroristi. Non l'ho fatto peró per assecondare la loro scelta. Volevo mettermi dal punto di vista narrativo nella testa di questi ragazzi, allora 24enni che decisero di passare dai cortei alla lotta armata e quindi a uccidere. Una scelta tragica, stupida, feroce. Mi interessava raccontare ció che è realmente accaduto. Invece quello che è successo in Italia è stato rimosso. Noi abbiamo vissuto degli anni molto tragici, di cui non si riesce mai a parlare in maniera intelligente per capire la nostra storia, chi siamo, da dove veniamo».
Per realizzare il suo quarto film come regista, De Maria ha incontrato sia Sergio Segio che Susanna Ronconi, conosciuti anche da Riccardo Scamarcio e Giovanna Mezzogiorno.

 

 

 

 

 

 


 

 

 

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