News per Miccia corta

16 - 09 - 2009

«Spero che il film su Segio spinga il pubblico a porsi una sola domanda: perché?»

 (Corriere della Sera 15 settembre 2009)

 

 

De Maria: in Italia sterile bufera sui contributi Il racconto che ho voluto fare non concede sconti sul piano delle emozioni non offre spettacolo e neppure romanticismo

 

Grassi Giovanna

 

 


TORONTO - ┬źAvremmo dovuto credere alla forza della ragione, invece scegliemmo la ragione della forza┬╗. Riccardo Scamarcio interpreta l' ex terrorista Sergio Segio nel film La prima linea e questa frase fa parte di un lungo monologo interiore del protagonista. La pellicola di Renato De Maria, preceduta da infuocate polemiche in Italia, ├Ę stata presentata con sottotitoli in inglese alla platea del 34┬░ Toronto International Film Festival. Con rigore quasi documentaristico, il film ricostruisce il viaggio sociale, culturale e anche privato di Segio, che quando fu arrestato aveva 27 anni, e quello della sua compagna Susanna Ronconi (Giovanna Mezzogiorno) dentro la frangia del movimento terroristico Prima Linea, fondato nel 1976 da reduci e fuoriusciti di Lotta Continua e Potere Operaio. Oggi i due non stanno pi├║ insieme - lui vive a Milano, lei a Torino - ed entrambi fanno volontariato. Dice il regista: ┬źA 35 anni, nel novembre del 1989, dal carcere torinese Le Nuove, Segio racconta nel film la sua storia e quella di altri compagni, gli arresti, gli interrogatori, i dissociati, con un montaggio che alterna piani, tempi, azioni diverse, spesso parallele, ma anche il dramma dei genitori di ragazzi che allora avevano in molti casi poco pi├║ di vent' anni. All' uscita della proiezione ├Ę stato importante sentire da persone di tutte le razze e le et├í┬á una domanda: "Quali risposte possiamo davvero sentire e dare oggi a quanto ├Ę accaduto?"┬╗. Dopo aver risposto al telefono ai co-produttori belgi, i fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne, che chiedono al regista e al produttore-distributore Italiano Andrea Occhipinti notizie sull' accoglienza a Toronto, De Maria prende con durezza le distanze da ogni polemica italiana sulle sovvenzioni dello Stato al film, che si ├Ę valso del contributo del ministero per i Beni Culturali. ┬źE del sostegno della Film Commission Torino Piemonte, di Euroimages nonch├ę con la collaborazione della Radiotelevisione belga, di Rai Cinema, di Sky e di Medusa Video - dice -. Sono tutti da citare per rispondere a una sterile diatriba┬╗. Sulla struttura di un film noir - il racconto si avvale anche dell' ausilio di spezzoni di tg, specie quelli dei funerali di Emilio Alessandrini, il sostituto procurato della Repubblica assassinato a Milano da Prima Linea il 29 gennaio del 1979 -, il copione sceneggiato da Sandro Petraglia, Ivan Cotroneo e Fidel Signorile (il regista ha firmato con tutti solo il soggetto, ispirato al libro di Segio ┬źMiccia corta┬╗) affronta anche la strategia messa a punto per far evadere dal carcere di Rovigo Susanna, la donna che con Sergio aveva diviso scelte politiche, fughe, armi, rapine e appartamenti dove i membri di Prima Linea conducevano ┬źuna vita-non vita di clandestinit├í┬á armata┬╗. Dice anni dopo il protagonista: ┬źAvevamo torto, ma allora non lo sapevamo. Rifiutavamo l' idea che usare le pistole non facesse bene ad alcuno come rifiutavamo le parole dei genitori┬╗. E in una sequenza la madre di Susanna mormora alla figlia: ┬źNon ti ho cresciuta per quello che stai facendo┬╗. Prima e durante la proiezione in anteprima mondiale di ieri a Toronto ci sono stati applausi e momenti angosciati nell' attenzione del pubblico. Al termine in molti - e non solo della folta comunit├í┬á italo/americana dell' Ontario - avevano le lacrime agli occhi. Puntualizza De Maria: ┬źNon ├Ę un film sul pre-terrorismo, non fa sconti sul piano emozionale, non offre spettacolo o romanticismo. Per Prima Linea , la formazione armata pi├║ vasta dopo le Brigate Rosse, sono stati processati 923 militanti, 201 dei quali erano donne. Le vittime cadute per mano loro sono state 23, in scontri a fuoco sono rimasti uccisi 5 militari. Nel film c' ├Ę una tragedia che tocca diverse generazioni, quella dei genitori proletari o borghesi, la condanna, la sofferenza delle famiglie delle vittime┬╗. ┬źSei un assassino┬╗, dice chi interroga Sergio sullo schermo; ┬źSono un prigioniero politico militante, un rivoluzionario┬╗, risponde l' arrestato. ┬źLe sue - spiega De Maria - sono parole pronunciate prima di scontare 22 anni di carcere e prima di un' autoanalisi pagata giorno dopo giorno, anno dopo anno. Segio ├Ę ancora alla ricerca di molte spiegazioni e io ho voluto acquistare i diritti del suo libro e dirigere il film per partecipare a una domanda - "perch├ę?" - che dovrebbe appartenere a tanti┬╗.

 

La scheda Il regista

 

Il regista Renato De Maria (foto), classe 1958, ├Ę nato a Varese. Debutta sul grande schermo nel 1996 con ┬źHotel Paura┬╗. Nel 2001 realizza il film ┬źPaz!┬╗ sul fumettista Andrea Pazienza. Tra i suoi film anche ┬źAmatemi┬╗ (2005), di cui ├Ę protagonista la moglie, Isabella Ferrari. In tv ha diretto episodi di ┬źDistretto di Polizia┬╗ e il film-tv ┬źDoppio agguato┬╗ con Luca Zingaretti Il film ┬źLa prima linea┬╗ ├Ę tratto dal libro di Sergio Segio ┬źMiccia corta┬╗ che racconta l' assalto al carcere di Rovigo, anno 1982, per liberare quattro ┬źdetenute politiche┬╗. Riccardo Scamarcio ├Ę Segio, Giovanna Mezzogiorno la sua compagna Susanna Ronconi

 

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