News per Miccia corta

10 - 09 - 2009

Caso Battisti, il Brasile rinvia ancora, cavillo procedurale alla Corte suprema

(la Repubblica)

 

OMERO CIAI



Caso Battisti, il Brasile rinvia ancora cavillo procedurale alla Corte suprema

Cesare Battisti

BRASILIA - L'estradizione c'è ma non è ufficiale. Con un cavillo procedurale - una richiesta di rinvio per studiare meglio le carte - il giudice Marco Aurelio è riuscito a sospendere l'annuncio della sentenza del Tribunale supremo brasiliano sul caso dell'ex militante dei Proletari armati per il comunismo Cesare Battisti, quando ormai era evidente che la maggioranza dei giudici era favorevole ad annullare l'asilo politico concesso dal ministro della Giustizia all'ex terrorista.

Fino a quel momento avevano pronunciato la loro dichiarazione di voto sette membri del Tribunale: quattro per l'estradizione, tre contro. Il voto di Marco Aurelio, se l'avesse espresso, sarebbe stato un no ma subito dopo di lui avrebbe votato invece a favore il presidente del Tribunale, Gilmar Mendes. Risultato finale 5 a 4. Davanti alla sconfitta certa Marco Aurelio ha chiesto il rinvio non dichiarando il suo voto. Undici ore di seduta non sono quindi servite a prendere una decisione sul destino di Battisti.

Quel che puó accadere ora dipende dai limiti della decenza. Per quanto tempo Marco Aurelio puó congelare i lavori della Corte Suprema? Una settimana? Dieci giorni? Un mese? Quando la Corte si riconvocherá  non si potrá  fare altro che prendere atto della maggioranza favorevole all'estradizione. Un fatto inedito che apre uno scontro fra potere politico e potere giudiziario anche se il relatore del caso Battisti, Cezar Peluso, è stato bravissimo ad evitare il conflitto costituzionale sul primato dei poteri. Non è la legge sull'asilo che dá  al governo il privilegio di concederlo ad essere sbagliata ma è lo status di rifugiato dato a Battisti ad essere "illegale" perché, vista la legge, l'ex terrorista italiano non ne ha diritto.

A due anni e mezzo dall'arresto (18 marzo 2007) il Brasile non è ancora riuscito a mettere la parola fine, in un senso o nell'altro, sulla vicenda di Battisti liberandolo dal carcere di Papuda, a Brasilia, dove ancora si trova o riconsegnandolo a l'Italia che ne ha chiesto l'estradizione sulla base di due condanne all'ergastolo per quattro omicidi avvenuti alla fine degli anni Settanta. Ieri sera, dopo undici ore di dibattimento, sembrava che fosse arrivato il momento di una decisione. E invece c'è stato un altro rinvio.

Dietro alla mossa del giudice Marco Aurelio potrebbe anche esserci una strategia. Pochi giorni fa infatti è morto uno degli undici giudici della Corte Suprema (ieri i magistrati presenti erano in tutto nove perché il decimo, Cesar de Mello, si è autosospeso per incompatibilitá ) e il presidente Lula deve nominare un sostituto che potrebbe modificare l'orientamento della Corte. Ma i tempi sono stretti, la nomina del nuovo magistrato della Corte dovrebbe avvenire non prima di gennaio. Forse per quell'epoca il Tribunale Supremo avrá  giá  emesso una sentenza definitiva sul destino di Battisti.
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