News per Miccia corta

13 - 02 - 2006

I movimenti di oggi e il mito dei `70. Una lettera su Miccia corta



Ho appena finito di leggere il Suo ``Miccia corta``, libro che reputo importante sia per l`efficacia dello stile, che lo rende godibile come un
romanzo d`avventura, sia per la luciditá  dell`analisi politica.
Subito mi sono messo a cercare in internet ulteriori informazioni che la riguardano, cosí ho trovato questo indirizzo in fondo a un vecchio articolo.
Le scrivo quindi, sperando che l`indirizzo sia ancora attivo, prima di tutto per farle arrivare i miei complimenti. Poi, eventualmente fosse possibile,
per poter instaurare con lei una qualche comunicazione.
Vede, mi sento non solo come uno che ha appena finito di leggere un libro che gli è piaciuto molto, ma come una persona che è finalmente riuscita a
mettere insieme un quadro piú ampio, incollando le tessere di un puzzle rimaste finora sparpagliate. Voglio dire, per quelli della mia etá  (1966),
che si sono affacciati alla maturitá  e all`impegno politico di movimento nei primissimi ani `80, gli anni `70 sono stati un periodo mitico, favoleggiato
e idealizzato con la nostalgia e il rammarico di chi si comportava come fosse finalmente arrivato a una gigantesca festa quando ormai se ne stavano andando tutti. Negli anni a seguire, sebbene la maturitá , lo studio e l`esperienza sul campo servisse a noi giovani punk a generare solidi antidoti alle tentazioni irresponsabili, disperate e nichiliste, una sorta
di sentimentimento romantico di comprensione per certe avventure rimaneva sempre, senza mai smettere di apparire come una opportunitá  a portata di
mano. Del resto, la fatica della militanza ``costruttiva`` giorno per giorno, la mancanza di sponde politiche istituzionali per tante energie impiegate,
l`incapacitá  di cementare risultati duraturi generazione dopo generazione continuano ad essere ancora oggi i piú grandi nemici dei movimenti e le
migliori giustificazioni a qualunque tentativo di scorciatoia. Il suo merito
credo sia di aver detto queste cose nel modo piú franco, piú lucido e naturale, sempre ``dall`interno`` e con l`ottica di individuare nuove
soluzioni positive, contribuendo a spazzare via le troppe ipocrisie e a rendere piú complesso il quadro d`analisi degli ``anni di piombo``,
unanimemente schiacciato addosso alla storia e al destino delle BR.
Insomma, sono completamente d`accordo con quello che dice, sperando di aver capito
tutto, visto quanto è difficile ormai trovare linguaggi e volontá  comuni. Mi rammarica profondamente il trattamento riservatole da alcuni settori del
movimento, soprattutto da parte di alcuni quadri dirigenti, che oltre a riflettere ed esprimere necessariamente il generale clima di imbarbarimento della politica nel quale ci troviamo a vivere tutti, conferma tristemente
limiti culturali, politici, di prospettiva, di analisi e di prassi della cosiddetta sinistra ``antagonista.`` Ma non è certo per questo che ci faremo
buttare giú. Vero?
A quando il prossimo libro?
Distinti saluti
Andrea Bassi
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