News per Miccia corta

09 - 09 - 2009

Battisti, il giorno della veritá  l'estradizione appesa a un filo

(la Repubblica, mercoledí 9 settembre 2009)

 

 

 

 

    

I giudici sono divisi: ago della bilancia l'unico incerto, Ricardo Lewandowski 

 

 

OMERO CIAI 

 

 

 

BRASILIA - Non c'era Carla Bruni, l'altro ieri, quando suo marito, ospite d'onore, ha partecipato alla Festa dell'Indipendenza del Brasile seduto fra il presidente del Tribunale Supremo, Gilmar Mendes, e il presidente Lula. Mendez è il magistrato che vuole estradare Battisti verso l'Italia, Lula il capo del governo che gli ha concesso l'asilo politico. L'assenza della signora Sarkozy, che non ha accompagnato il marito a Brasilia per firmare un accordo di cooperazione militare, è stata letta come il desiderio di evitare nuove polemiche sul ruolo dell'Eliseo nel caso Battisti.

A poche ore dall'inizio della sessione plenaria del Tribunale supremo, l'attenzione è concentrata su Ricardo Lewandowski, il giudice incerto. Nato a Rio de Janeiro, 61 anni, nominato da Lula tre anni fa, Lewandowski sarebbe diventato l'ago della bilancia tra i due schieramenti. Dei nove componenti del Tribunale (dovrebbero essere undici ma uno è in malattia e un altro è appena morto) quattro vorrebbero annullare il processo di estradizione accettando il decreto di asilo politico firmato dal ministro Genro nel gennaio scorso, mentre altri quattro vorrebbero procedere con l'estradizione aprendo un conflitto costituzionale con il potere politico. In mezzo Lewandowski, dalla cui decisione dipenderebbe la sorte di Cesare Battisti.

In realtá , al di lá  dei rumors, l'unica cosa certa è che la relazione con la quale Cesar Peluso, il magistrato responsabile della causa, aprirá  la sessione plenaria è molto dura contro Genro e Battisti.

Peluso sosterrá , d'accordo con il presidente del Tribunale Mendes, che l'asilo politico è stato concesso per ragioni ideologiche a un imputato che non ne ha diritto, in quanto ha commesso omicidi che sono da considerarsi come comuni, e che non corre alcun pericolo di "rappresaglia" se dovesse essere riconsegnato all'Italia. Tutto il dibattito fra i magistrati ruota su due discriminanti. La prima è se i delitti commessi da Battisti, e per i quali è stato condannato a due ergastoli in Italia, siano da considerarsi di matrice politica - accettando in questo caso che nell'Italia degli anni Settanta era vigente una sospensione dello Stato di diritto - oppure se l'assassinio di un agente della Digos (Andrea Campagna, 19 aprile 1979) e una rapina (due dei casi nei quali fu protagonista Battisti) sono delitti comuni e quindi estranei alla legge brasiliana di amnistia per i delitti politici. La seconda appartiene alla sfera costituzionale, e si riferisce al riconoscimento di legalitá  del decreto di asilo politico. I magistrati favorevoli all'estradizione ritengono che il decreto del ministro della Giustizia non sia corretto e vorrebbero annullarlo. Se il Tribunale dovesse votare prima contro l'asilo e poi per l'estradizione, la decisione finale spetterebbe comunque a Lula. 

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