News per Miccia corta

05 - 09 - 2009

L'ultradestra minaccia Placido ``Il "Ëť68 è stata una tragedia``

(la Repubblica, sabato 5  settembre 2009)

 

 

 

 

 

CHIARA RIGHETTI

 

 

 

ROMA 

Il film di Placido nel mirino della destra pi├║ estrema che prima minaccia il boicottaggio e poi fa dietrofront. ├í╦ć durata meno di 24 ore la contestazione del Grande sogno, il film di Michele Placido sul "╦ť68 in concorso a Venezia, ad opera del "Popolo di Roma" di Giuliano Castellino (ex naziskin della curva sud, candidato con la Destra alle ultime elezioni, oggi animatore dei circoli identitari di An). Gioved├ş notte, gli attivisti del "Popolo" avevano usato decine di bombolette spray per oscurare con la scritta ┬źNo 68┬╗ i manifesti del film, che per Placido ha forti implicazioni autobiografiche: Scamarcio ├Ę un poliziotto alle prese con la battaglia di Valle Giulia, il 1┬░ marzo 1968, che scopre l'amore e il pacifismo grazie alla studentessa cattolica Jasmine Trinca. Castellino aveva annunciato presidi davanti a tutti i cinema per spiegare che il "╦ť68 ┬źnon ├Ę stato un sogno, ma una tragedia. Il vero sogno ├Ę mandare a casa chi ha distrutto la cultura nazionale, diffondendo ateismo, droga, odio e lotta di classe┬╗.

Dopo il coro di proteste (i presidenti della Regione Lazio Marrazzo e della Provincia di Roma Zingaretti, fra gli altri, hanno fatto sapere che saranno presenti mercoled├ş a Venezia alla proiezione), nel pomeriggio anche il sindaco di Roma Alemanno ha definito ┬źinaccettabile qualsiasi tentativo di criticare dal punto di vista ideologico le produzioni artistiche┬╗. Poi ha telefonato a Placido, accettando l'invito alla prima romana anche per ┬źrispetto nei confronti di un grande attore che si impegna per promuovere la cultura nelle periferie┬╗.

Il regista, raggiunto a Milano, dove sta lavorando al film su Vallanzasca, commenta: ┬źNon voglio definire squadristi o fascisti i ragazzi autori di quest'atto. ├í╦ć stato un atto cattivo, ma lo ritengo espressione di un disagio sociale che in questo momento a Roma ├Ę forte. Inquieta semmai pensare a chi c'├Ę dietro┬╗. E Alemanno? ┬źMi ha chiamato, ho accettato volentieri le sua scuse, non tanto per me ma per quello che rappresento a Venezia. Dopodich├ę nel merito tutto si pu├│ discutere, anche se anticipo che il mio non ├Ę un film ideologico. Parla di ragazzi che hanno lottato per grandi ideali che ai giovani d'oggi non interessano pi├║. Non incita alla violenza, esprime la speranza in un mondo migliore. Vorrei invitare a vederlo proprio i ragazzi che mi hanno contestato, perch├ę la diversit├í┬á di vedute si affronta con la discussione┬╗.

Nel frattempo il "Popolo di Roma" fa dietrofront: ┬źNon volevamo intimidire o censurare film o persone. Terminiamo da subito la campagna e ci rendiamo disponibili per creare momenti di confronto sul "╦ť68. Non era nostra intenzione - aggiunge Castellino - minacciare valori come la libert├í┬á e la partecipazione. Siamo stati fraintesi┬╗. 

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