News per Miccia corta

02 - 09 - 2009

La Merkel si inchina a Danzica ``Causammo dolori indicibili``


(la Repubblica, mercoledí 2 settembre 2009)

 



 

La cerimonia è stata una resa dei conti. Auspicata una nuova era tra Varsavia e Cremlino

 

ANDREA TARQUINI

 

 

BERLINO - «La Germania, attaccando la Polonia, scatenó la Seconda guerra mondiale e l'Olocausto, la pagina piú buia della Storia europea. Qui, a Danzica, io, cancelliera tedesca m'inchino ai sessanta e oltre milioni di morti, penso a tutti i polacchi e a tutti gli europei cui i tedeschi inflissero anni di dolori indicibili, lutti e umiliazioni». Cosí, parlando alla Westerplatte di Danzica, Angela Merkel ha ripetuto a suo modo in sostanza e con forza il gesto storico del cancelliere della pace Willy Brandt che s'inchinó al Ghetto di Varsavia aprendo la distensione. Il premier russo Vladimir Putin invece non chiede scusa per nulla: condanna il Patto Molotov-Ribbentrop (con cui Hitler e Stalin si spartirono la Polonia) ma lo equipara agli accordi anglofrancotedeschi di Monaco, ricorda l'enorme tributo di sangue sovietico alla disfatta dell'Asse, tace sui crimini di Stalin nel centro-est europeo liberato e insieme occupato. La cerimonia di ieri per ricordare i settant'anni della seconda guerra mondiale è stata una resa dei conti col presente. Comincia - hanno auspicato Putin e il premier liberal polacco Donald Tusk - una nuova èra tra Varsavia e il Cremlino, anche aiutata da Obama che frena sul miniscudo spaziale in suolo polacco, ma siamo lontani dall'intesa tra la Polonia del boom, figlia di Solidarnosc, e la nuova Germania unita.

«Non ci sono parole che possano descrivere quei crimini, i dolori e lutti immensi causati dalla Germania con la guerra e l'Olocausto», ha sottolineato Angela Merkel. Ha aggiunto che dopo il "˜45 l'espulsione di milioni di civili tedeschi dai territori polacchi o passati alla Polonia «fu un errore», ma ponendo in rilievo che la causa fu la guerra scatenata dalla Berlino di Hitler. E rompendo con cautele e silenzi dei suoi predecessori Kohl e Schroeder, ha lodato la rivoluzione democratica polacca, «che aprí a tutti nell'89 la porta della libertá , noi tedeschi non dimenticheremo mai».

Ben diverso in toni e sostanza il discorso di Putin. Condanna sí del Molotov-Ribbentrop, ma anche di «ogni tentativo di definirlo unica causa della guerra», rifiuto di «ogni riscrittura della Storia». Ricordo dei 27 milioni di sovietici morti nel conflitto, silenzio sull'oppressione staliniana all'Est. Tutto in linea con la riabilitazione strisciante di Stalin, mentre da Mosca giungeva l'annuncio dell'imminente pubblicazione di dossier, non si sa se veri, che proverebbero negoziati tra la Polonia di allora e il Reich.

Se Merkel soddisfa le aspettative polacche, Putin dunque le ha in buona parte deluse. Eppure egli ha auspicato una nuova epoca nei rapporti Mosca-Varsavia, «liberandosi dai fardelli del passato». Il premier polacco Donald Tusk - che dalla sua vittoria nel 2007 contro i gemelli nazionalpopulisti Kaczynski tenta di ridurre le tensioni bilaterali - gli ha fatto èco. Anche auspicando che infine si vada ad accordi su gas ed energia, vitali per la prospera economica polacca, prima per crescita nella Ue. Ha teso la mano a Putin, ma ricordando la veritá . «Due totalitarismi», ha ricordato, furono all'origine della guerra, «prima da alleati poi da nemici». Ma «niente, nemmeno i drammi del dopoguerra, puó cancellare l'enorme tributo di sangue dei sovietici nel conflitto contro Hitler».

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