News per Miccia corta

31 - 08 - 2009

DIBATTITO/Memoria condivisa coi fascisti? Mai. Un intervento di Pino Casamassima

 

(da http://altronline.it/)


di Pino Casamassima

Anche questa storia del Circeo s'è chiusa. I protagonisti - vittime e carnefici - o sono morti o sono in galera. Tutti meno uno. Dopo oltre tre decenni, solo uno potrá  vivere il resto della vita da uomo libero. Gianni Guido. Quello che in primo grado aveva rimediato trent'anni anziché l'ergastolo, perché - come i criminali di guerra nazisti a Norimberga, ma con migliore fortuna - aveva spiegato che lui s'era limitato a "eseguire degli ordini". Insomma, "il soldatino" Guido aveva sí partecipato alle sevizie, agli stupri, al massacro fino alla morte, ma l'aveva fatto roboticamente, senza iniziativa, insomma.

Ai suoi "capi", le due menti dementi che rispondevano ai nomi di Angelo Izzo e Andrea Ghira, Guido era accomunato dallo stesso ambiente di provenienza, quello dei Parioli. I Parioli degli anni settanta: quartiere "bene" velocemente trasformatosi fino a diventare tristemente noto per la sua connotazione violenta e fascista, oltre che - ovviamente - padronale. Anche lui, come i suoi colleghi di criminalitá  futura, fin da piccolo era stato svezzato a latte e discriminazione.

Anche per lui era stato tracciato un percorso che come destinazione finale aveva il luogo del privilegio: quello dal quale si comandano esseri inferiori sia economicamente sia socialmente. Anche lui era stato educato cosí da genitori , che avevano nel rigore e nella disciplina (degli altri) le parole d'ordine da trasmettere di generazione in generazione. Solo che se sei Jim Morrison, e tuo padre è un inflessibile, rigoroso e, manco a dirlo, fascista, ammiraglio della marina, prima o poi gli dici "Father, I want to kill you...". Ma se non sei il "Re lucertola", se sei solo uno che vuole imporsi con la sopraffazione sugli altri, allora invece di diventare artista fai una strage in una noiosa giornata di fine estate. Ovviamente, "obbedendo agli ordini". Questa volta non del papá , ma di quei popó di personalitá  di Andrea Ghira e Angelo Izzo (tornato a casa sua come Lassie, laddove per casa sua s'intende la galera, dopo aver massacrato la moglie e la figlia di un suo "collega" di malavita). Il primo, "il drogato" - in costante latitanza sostenuta moralmente e economicamente dalla famiglia - dopo essere stato cacciato pure da quel consesso d'intellettuali della Legione straniera, aveva pensato bene di porre fine a un'esistenza dannosa per sé - ma soprattutto per gli altri - con un'overdose. Il secondo, per ottenere i benefici di legge per i "pentiti", s'era inventato un passato da improbabile leader dell'eversione nera. I giudici peró (le solite "toghe rosse") gli avevano creduto. E, tornato fra gli umani, Izzo s'era visto assegnare un ruolo pedagogico (sic!) in una comunitá . Gianni Guido, l'anello debole (si fa per dire) della catena dei tre, era invece rimasto in carcere, silente dopo essere stato riacchiappato per l'ennesima volta. Sono cosí passati gli anni, ed è arrivato "il giorno dei giorni": l'agognato "fine pena". Ha riacquistato cioè il diritto di sedersi nuovamente nell'agorá  dei suoi simili. Cioè, con noi. Con me. Pensando all'Agorá , quella storica, m'è venuta cosí in mente l'Ostrakon (sapete cos'è, vero? ሠquella tavoletta di terracotta che veniva distribuita al popolo e il popolo ci scriveva su il nome di chi voleva cacciare via, ostracizzare). In effetti, una bella scheggia di terracotta gliela darei a Guido. E sopra ci scriverei: "In nome della nostra societá  antifascista nata dalla Resistenza". Troppo retorico? Beh, per una volta...Gliela darei e gli direi: "Adesso, va'. Va' a fare la tua vita". ("Va' fuori dai coglioni!"). Del tuo futuro non voglio sapere nulla. E credo d'essere in folta compagnia.

Ma prima che tu vada fuori dai coglioni, voglio darti un consiglio: leggi, studia, cosí, alla fine, perfino tu capirai quanto sia fuori luogo e fuori dalla storia, dalla storia di questo paese, di questa Repubblica, quella "memoria condivisa" di cui si ciancia tanto. Perfino tu capirai che è meglio che ognuno si pianga i propri morti. Perché siamo diversi. Perché non c'è nulla da condividere. Perché se è vero che azioni criminali oltre ogni limite dell'umano sono state compiute pure da "compagni" (Primavalle, Ramelli, per citare due fra gli episodi piú noti e ricordati), è altrettanto vero che la cultura della morte, con le sue oscene rappresentazioni anche a livello grafico e iconografico e perfino musicale, è sempre stata (ed è) tutta dalla tua parte. Da quella parte che ha sempre visto nel diverso il nemico. Da abbattere. La sopraffazione, la discriminazione, la violenza come valore non hanno invece nulla a che fare con "noi". Noi che non capiamo, proprio non riusciamo a farcene una ragione di certe cose che certi uomini fanno ad altri uomini.

Noi non riusciremmo mai a fare quel che hai fatto tu (neppure sotto il giogo pesante di due menti eccelse come quelle dei tuoi compari di merende). Cosí come non capiamo come sia possibile aggredire due persone a colpi di coltello perché gay (diversi/inferiori). E' successo qualche giorno fa. Di nuovo. E' successo tante volte. Senza soluzione di continuitá  da quel giorno del Circeo. Ricordi i "camerati" di Ludwig, la sigla con la quale Abel e Furlan, due rampolli della Verona - ovviamente - "bene", firmavano delitti a colpi di martello di preti fuori dalle righe, barboni e, per restare fedeli alle tradizioni neonaziste, omosessuali? Lo facevano "per ripulire il mondo" (testuale da parte di Furlan). E' successo anche questo. Una variabile di una stessa cultura: quella tua e degli amichetti tuoi. Quella che vi ha fatto sentire semidei mentre vi accanivate su due ragazze di borgata (diverse/inferiori).

Noi siamo diversi. Con tutti gli sforzi che possiamo compiere, ad esempio, a noi proprio non riesce di capire come sia possibile abbandonare alla ferocia del mare aperto una barca di disgraziati. Quel "mare nostrum" solcato da yacht e navi da crociera, oltre che monitorato da mille satelliti centimetro per centimetro, ha ingoiato 73 persone. I cinque che si sono salvati, insieme alle cure hanno ricevuto avvisi di reato per immigrazione clandestina. Anche questo, come l'aggressione contro i gay, è successo qualche giorno fa, non decenni passati. Ecco, questa "cultura" non ci appartiene. Non è la nostra. Va' dunque pure libero nel mondo, Guido, ché nessuno di noi invoca altra galera per te, come per nessuno. Ma non credere a chi ti dirá  che sia possibile arrivare a condividere qualcosa con "noi". (Chi "siamo noi"? In poche parole, quelli che credono che non si possa essere felici se anche gli altri non lo sono). Tantomeno la memoria.

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori