News per Miccia corta

28 - 08 - 2009

Russia, polemica sull'inno ``Rimettiamo quella frase dedicata al culto di Stalin``

 

(la Repubblica, venerdí 28 agosto 2009)

 

 

 

 

   

La rabbia di storici e politologi: "Non si pu√≥ tornare a elogiare un dittatore" 

 

Ci ha fatto crescere Stalin e ci ha educato ad essere fedeli al popolo, al lavoro e alle grandi eroiche imprese 

 

LEONARDO COEN 

 

 

 

MOSCA - Proprio nel giorno in cui muore il novantaseienne poeta Serghej Mikhalkov, padre dei due grandi e popolari registi Nikita Mikhalkov e Andrej Koncialovskij, soprattutto celebre autore del testo dell'inno sovietico ma anche di quello (abbastanza simile) dell'attuale Federazione Russa, scoppia a Mosca una furiosa polemica relativa appunto all'inno dell'Urss che per molti nostalgici dell'Impero sovietico resta il ¬ęvero¬Ľ inno nazionale.

La strana e gelida estate moscovita - mai visto un freddo cos√≠ come in questo turbolento agosto russo - rischia finalmente di riscaldarsi al fuoco delle virulenti discussioni che pigliano spunto da un verso dell'inno composto nel 1941 e riapparso, dopo tantissimi anni di obl√≠o e di esilio, sul muro di una bella stazione della metropolitana, la Kurskaja-Circolare, nell'identica originaria collocazione, quella dalla quale era stato espiantato dopo la destalinizzazione alla fine degli anni Cinquanta: ¬ęCi ha fatto crescere Stalin e ci ha educati a essere fedeli al popolo, al lavoro e alle grandi eroiche imprese¬Ľ.

In realt√°¬†, non √® l'inno sovietico il fulcro del rovente scontro dialettico e politico, bens√≠ la figura di Stalin e la sua strisciante riabilitazione (in funzione patriottica), sistematicamente in atto ormai da un paio di anni. Dunque, un soggetto ideologicamente delicato, in tempi che vedono il Cremlino a rimettere i puntini sulle i della Storia. Per esempio, cominciando a restituire a Stalin i connotati di grande statista, in sintonia con la mitologia nazionale che gli attribuisce il merito della vittoria contro la Germania nazista. In un recente gioco televisivo, Stalin si √® piazzato al terzo posto nella lista dei pi√ļ grandi eroi russi, e lo stesso Putin sta pilotando il revisionismo storico relativo all'Unione Sovietica e alle sue ¬ęconquiste¬Ľ. La Duma lo scorso 7 luglio ha approvato un documento in cui si riafferma la ¬ęvolont√°¬† indefettibile delle autorit√°¬† russe di difendere la nostra storia sovrana contro ogni attacco esterno¬Ľ. Era la risposta ad una risoluzione adottata quattro giorni prima dall'Osce in cui si mettevano sullo stesso piano nazismo e stalinismo.

Un discorso complesso e controverso, perci√≥, quello della memoria collettiva rispetto allo stalinismo e agli anni delle purghe, dei gulag, degli stermini condotti dal regime del dittatore comunista: ¬ęNon si pu√≥ tornare a elogiare Stalin¬Ľ, gridano i difensori dei diritti umani, ¬ęnon si pu√≥ dimenticare che √® stato un boia¬Ľ. Cos√≠ la pensa anche gran parte della comunit√°¬† degli storici e dei politologi russi. Beninteso, esclusi quelli che si sono legati al carro del Cremlino. Quando qualche giorno fa √® stato riaperto l'atrio esterno della stazione Kurskaja e i passeggeri moscoviti con sorpresa hanno letto sul muro il verso dell'inno sovietico in cui si elogia Stalin non √® che l'abbiano presa bene. Le proteste sono state moltissime e Dmitrij Gaev, direttore della metropolitana di Mosca, negando ogni velleit√°¬† di ridare fiato al culto della personalit√°¬†, ha dichiarato che in questo modo √® stata ripristinata fedelmente ¬ęla giustezza storica strutturale della stazione, cos√≠ come era stata concepita nel 1949¬Ľ.

¬ęMa quale Storia - ha replicato duramente Oleg Orlov, direttore di "Memorial", la pi√ļ nota ong russa - spero che sia soltanto un lapsus linguae. Vorrei vedere, che cosa succederebbe in Germania, se restaurando qualche monumento architettonico avessero ripristinato il nome di Hitler o la svastica¬Ľ. La sezione russa del Gruppo di Helsinki reclama la rimozione della scritta, ¬ę√® vergognosa¬Ľ, ha commentato la direttrice Ljudmila Alekseieva. Gli fa eco Sergej Mitrokin, il leader del partito liberale Jabloko: ¬ęE' scandaloso, ed √® l'indizio dello stalinismo dilagante che sta infettando la Russia¬Ľ. E che fa fischiettare i versi dell'inno sovietico. Tanto, la musica √® sempre la stessa, quella composta da Alexander Alexandrov ed approvata personalmente da Stalin. 

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