News per Miccia corta

27 - 08 - 2009

Toronto. Qualcosa che Venezia non ha Coen, Gitai, Amiel, Sergio Segio

 

(il manifesto, 26 agosto 2009)


 

 

di Daniela Sanzone

 

 

TORONTO

Ben 500 attori e attrici alla 34esima edizione del Tff. Tra le star George Clooney, Oprah Winfrey, Mariah Carey, Matt Damon, Bill Murray, Colin Farrell, Chris Rock, Jennifer Garner, il canadese Keanu Reeves e Natalie Portman. Inaugura il festival, il 10 settembre, Creation in anteprima mondiale, attesissimo film sulla vita di Charles Darwin, a firma del londinese Jon Amiel. Per la prima volta in 13 anni il festival, che si conclude il 19 settembre, verrá  inaugurato da un film non canadese. L'ultima volta fu nel 1996, con L'incredibile volo, dello statunitense Carroll Ballard, ma girato nell'Algonquin Park, Ontario. Il co-direttore del festival Cameron Bailey ha dichiarato che i programmatori si sono innamorati di Creation e hanno deciso di percorrere una rotta diversa. «Questo film - ha detto Bailey - è in grado di imporre il tono giusto per il tipo di conversazioni che ci auguriamo si aprano sul festival». Creation, che esplora le tensioni tra fede e ragione, giunge in occasione del 200° anniversario della nascita di Darwin. «Il nostro sostegno al cinema canadese - ha comunque assicurato il direttore del festival Pierce Handling - rimane assolutamente incrollabile».

Tra gli altri «film gala» annunciati, Precious: based on the novel Push by Sapphire, dell'african american Lee Daniels, sulla vita delle pop star Mariah Carey e Lenny Kravitz, giá  premiato dalla giuria del Sundance; The Informant! di Steven Soderbergh, la commedia di e con l'inglese Ricky Gervais The Invention of Lying cofirmata dall'americano Matthew Robinson (e con Rob Lowe); Bright Star di Jane Campion; l'australiano The boys are back di Scott Hicks con Clive Owen; Leaves of Grass, di Tim Blake Nelson, con Edward Norton nella parte di due gemelli; e il fiabesco Ondine di Neil Jordan con Colin Farrell.

Tra le «anteprima mondiali» Down for Life di Alan Jacobs, tratto da un reportage del New York Times sulle gang ispaniche di Ellei, con Danny Glover; Beyond the Circle, fiaba politica di Golam Rabbany Biplop (Bangladesh), Heiran dell'iraniano Shalizeh Arefpour; l'indipendente Usa Tanner Hall, ambientato in un collegio femminile del New England, di Francesca Gregorini (figlia di Barbara Bach) e Tatiana Von Furstenberg (figlia della stilista Diane Von Furstenberg). E poi Dorian Gray di Oliver Parker con Ben Barnes, da Wilde, sul potere distruttivo della bellezza; A serious Man di Joel Coen and Ethan Coen, esplorazione dei temi della fede, responsabilitá  familiare, comportamento delinquenziale, mortalitá  e giudaismo; Whip it, esordio alla regia di Drew Barrymore, Harry Brown, di Daniel Barber, provocatorio western moderno urbano britannico, con Michael Caine; l'irlandese Perrier Bounty di Ian Fitzgibbon, con Cillian Murphy e Brendan Gleeson, «scoppiettante commedia gangster»; Triage di Danis Tanovic, Irlanda/Spagna, con Colin Farrell. Tra le prime nordamericane, The private lives of Pippa Lee di Rebecca Miller, Bad Lieutenant: Port of Call New Orleans di Herzog e Capitalism: a love story di Michael Moore (questi ultimi due dopo Venezia).

Nella sezione «Future Projections» che include anche opere di Candice Breitz, Don McKellar, Apichatpong Weerasethakul, Jesper Just e Christopher Doyle, viene anche celebrato il 175° anniversario di Toronto, con la prima nordamericana del nuovo lavoro di Mark Lewis, creato per il padiglione canadese alla Biennale di Venezia.

Anche quest'anno piuttosto massiccia la presenza italiana. ሠqui e non al Lido La prima linea di Renato De Maria, con Riccardo Scamarcio e Giovanna Mezzogiorno, in lizza tra le «Presentazioni speciali», dal libro Miccia Corta di Sergio Segio, ex militante di Prima Linea. Vincere di Bellocchio è in prima nordamericana (sezione Masters), e, anche questo in quasi simultanea con Venezia, La doppia ora, esordio di Giuseppe Capotondi, thriller psicologico girato a Torino (sezione «Contemporary World cinema» che propone film che sfidano il nostro concetto di cinema tradizionale e si spingono oltre i limiti. Nella stessa sezione troviamo Giulia non esce la sera di Giuseppe Piccioni, mentre per «Visioni» Io sono l'amore di Luca Guadagnino, con Tilda Swinton, Edoardo Gabbriellini, Pippo Delbono. Baaria di Giuseppe Tornatore (in concorso anche a Venezia), dal nome fenicio di Bagheria, fará  parte delle «Presentazioni Speciali». Tra le coproduzioni italiane: Antichrist di Lars von Trier, Carmel di Amos Gitai in prima mondiale, dove la complessa storia del Medioriente si mescola alla personale vicenda del regista soldato e padre di un giovane coinvolto nel conflitto che travolge la regione ai giorni d'oggi; Honeymoons (Lune di miele) di Goran Paskaljevic, coproduzione Serbia/Albania/Italia, in prima nordamericana, dove due coppie appena sposate viaggiano all'estero con la promessa di un futuro migliore, ma le cui speranze e i cui sogni annegano negli incubi della realtá ; The White Ribbon (Il nastro bianco) di Michael Haneke, Germania/Austria/ Francia/Italia in prima nordamericana, vincitore della Palma d'oro a Cannes. The traveller di Ahmed Maher, con Omar Sharif, Italia-Egitto, in anteprima nordamericana. Il film, in gara a Venezia, narra i tre giorni fondamentali della vita di Hassan, che riassumono tutta la vita del protagonista, che lo hanno cioè fatto diventare quello che ora è. Tre giorni in cui si racconta l'amore, il tradimento, la paternitá , la vecchiaia; Io, don Giovanni di Carlos Saura. Il film, luci di Storaro, racconta la vita di Lorenzo Da Ponte, che non rinuncia al suo animo libertino e all'amicizia con Giacomo Casanova, nonostante sia stato ordinato sacerdote; Le streghe, femmes entre elles, coproduzione italo-francese a firma di Jean-Marie Straub, con Giovanna Daddi e Giovanna Giuliani, tratto dall'opera di Cesare Pavese Dialoghi con Leucó; Les herbes folles di Alain Resnais (Italia/Francia).

Infine Puccini conservato, del grande maestro visionario canadese Michael Snow, coproduzione Italia/Canada, commissionato al cineasta di Toronto dal Festival di Lucca per i 150 anni della nascita del grande compositore, il video offre una composizione visiva a commento de La Boheme. Nella sezione Future Projections, che include progetti artistici ispirati alla storia e alla cultura cinematografica, un progetto di Isabella Rossellini Green Porno: Scandalous Sea, adattamento dei corti da lei stessa realizzati lo scorso anno per il Sundance Channel, sulla vita sessuale degli insetti, in una installazione scultorea ambientata nell'oceano. L'attrice/regista appare in progetti diversi, circondata da grandi sculture di carta che ritraggono falli di crostacei, mostrando i rituali degli accoppiamenti degli animali del mare. Il 10 settembre verrá  anche presentata una proiezione con discussione dal titolo Green Porno: Bon Appetit, alla presenza dell'artista e del biologo marino Claudio Campagna.

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