News per Miccia corta

22 - 08 - 2009

Lockerbie, libero il libico della strage

 

(la Repubblica, venerdí 21 agosto 2009)

 


 


 

 Accolto come un eroe al rientro a casa. Protestano i familiari delle vittime

 

FEDERICO RAMPINI

 

 

NEW YORK - ሠl'umiliazione suprema per gli americani: l'autore della strage di Lockerbie accolto a casa come un eroe, in trionfo al ritorno tra i suoi. Non sono servite le proteste dei familiari delle vittime, né lo sdegno della Casa Bianca. ሠlibero da ieri l'unico terrorista libico mai condannato per la strage di Lockerbie: il volo 103 della Pan Am che esplose il 21 dicembre 1988 facendo 270 morti, di cui 189 americani. Malgrado le pressioni politiche degli Stati Uniti, le autoritá  scozzesi hanno rilasciato «per ragioni umanitarie» Abdel Basset Ali al-Megrahi, 57 anni, ex agente dei servizi segreti libici. Condannato all'ergastolo nel 2001, ha scontato solo otto anni. La motivazione ufficiale del gesto di clemenza: secondo i medici al-Megrahi ha un cancro alla prostata e potrebbe morire entro pochi mesi. «Non dimenticheremo mai quel crimine - ha dichiarato il ministro della Giustizia scozzese, Kenny MacAskill - ma i nostri valori ci impongono di applicare la sentenza con compassione».

Due ore dopo l'annuncio tutte le tv americane riprendevano in diretta l'immagine del libico avvolto in un abito bianco, con un berretto da baseball in testa, mentre saliva sulla scaletta di un aereo della compagnia libica Afriqiyah, atterrato apposta a Glasgow per riportarlo a casa. Da Washington la reazione è stata secca: «Gli Stati Uniti - ha commentato la Casa Bianca - deplorano profondamente la decisione dell'esecutivo scozzese». Il segretario di Stato Hillary Clinton ha assicurato di aver fatto tutto il possibile perché al-Megrahi fosse tenuto in carcere a scontare la condanna per un «crimine odioso». Ma si avvertiva la sensazione che quelle parole di condanna fossero rivolte soprattutto a placare i parenti delle vittime. Nel frattempo la realpolitik ha favorito il disgelo fra l'Occidente e la Libia: una delle ereditá  di George Bush che Obama non ha interesse a rimettere in discussione. Dopo decenni in cui la Libia fu trattata come uno Stato-canaglia, la svolta avvenne nel 2003 con la rinuncia al programma nucleare da parte del colonnello Muammar Gheddafi. Un gesto a cui è seguita la riapertura del business petrolifero fra Tripoli e l'Occidente, inclusi gli importanti contratti per le due compagnie britanniche Bp e Shell.

Per i superstiti segnati a vita dalla strage di 21 anni fa, l'oblío è un'altra ferita. Ieri molti di loro si sono ribellati al rilascio di al-Megrahi. Suse Lowenstein perse il figlio 21enne, su quel volo diretto da Londra a New York. «áˆ inaccettabile - ha detto ieri - che l'assassino di 270 innocenti abbia il lusso di finire i suoi giorni in famiglia. ሠun privilegio che nostro figlio non ha avuto». «áˆ orribile - ha detto Kara Weipz che perse il fratello 20enne su quel volo - non si mostra compassione per chi non ha mai avuto un cenno di rimorso». Stephanie Bernstein, il cui marito Michael era a bordo del volo Pan Am 103, si è chiesta: «Se fosse bin Laden o uno dei luogotenenti, ci sarebbe altrettanta indifferenza? Si calpesta la giustizia in nome della politica del petrolio». Lo sdegno dei familiari è destinato ad aumentare se al suo arrivo in patria al-Megrahi sará  ricevuto con tutti gli onori dalle autoritá  libiche. Il terrorista appartiene a una tribú potente il cui appoggio è considerato prezioso per Gheddafi.

L'esplosione in pieno volo a bordo del jet Pan Am, mentre sorvolava la cittadina scozzese di Lockerbie, resta il piú grave attentato mai perpetrato sul territorio del Regno Unito. Le polemiche non sono mai finite sulla dinamica dell'attentato, sui mandanti, sulle responsabilitá  dei servizi libici e di Gheddafi in persona. Al-Megrahi fu identificato nel 1991 dagli inquirenti americani, ai tempi dell'attentato lavorava per le linee aeree libiche a Malta, un incarico dietro il quale nascondeva il suo ruolo nei servizi. Dopo un lungo braccio di ferro diplomatico il governo libico accettó di estradarlo in Scozia per il processo, dove venne condannato in secondo grado nel 2001. Fin dall'inizio i familiari delle vittime si organizzarono con una contro-inchiesta e un'informazione alternativa (oggi anche su Facebook) per denunciare l'inerzia e le reticenze di Londra e Washington. All'inizio di questa settimana sei senatori del New Jersey hanno lanciato un appello al ministro della Giustizia scozzese per tentare di scongiurare in extremis la liberazione di al-Megrahi. «Il suo rilascio - ha dichiarato ieri uno dei senatori, Frank Lautenberg - manda un messaggio sbagliato a tutti i terroristi del mondo sulle conseguenze dei loro atti, aumenta la minaccia di attentati contro gli Stati Uniti, il Regno Unito e il mondo intero».

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