News per Miccia corta

21 - 08 - 2009

La sera che cambió le nostre paure da allora la guerra diventó terrorismo

 

(la Repubblica, venerdí 21 agosto 2009)

 


 


  

La reazione americana fu il bombardamento a Tripoli che fece cento morti

L'unica veritá  incontestabile sono i 270 cadaveri, tra i quali cinque figure dello spionaggio Usa

 

VITTORIO ZUCCONI

 

 

WASHINGTON - La "Vergine dei Mari" morí alle ore 19, due minuti, 46 secondi e 9 decimi del 21 dicembre 1988, per annunciare dal cielo l'avvento del tempo del terrore. In hoc signo, trema.

Tredici anni prima dell'11 settembre, la carica di Semtex racchiuso in un registratore Toshiba dal nome profetico di «Bombeat» dentro una valigia Samsonite, che aprí uno squarcio proprio sotto la «P» di Pan Am, fu il segnale che nella guerra di spettri, di ombre, di sangue vero, nulla e nessuno sarebbe stato piú al sicuro. Neppure i bambini che piovvero ancora agganciati ai loro sedili sul campo da golf di Lockerbie, gli studenti universitari di ritorno in America dall'Europa per le vacanze natalizie, neppure gli abitanti del paesotto scozzese che furono carbonizzati da un'ala in fiamme piombata sulle loro case mentre cenavano con stufato di pecora e formaggio. Lockerbie non fu, e non sarebbe stato, l'apice di quella strage globale condotta nel nome di crociate, di jihad, di divinitá  lontane e interessi vicini. Ma l'obbiettivo scelto, l'orrore della ricostruzione forense che dimostró come alcune vittime avessero vissuto coscienti il volo libero verso il suolo ancora agganciati alle cinture, dissero che la guerra aveva cambiato marcia, in quella sera scozzese. E che negli aerei civili, nei simboli piú potenti e scintillanti della nostra libertá  di movimento e dunque di costume e di pensiero, il nemico aveva individuato lo snodo piú vulnerabile, piú terrificante e quindi piú appetitoso della nostra societá . Da allora, i progettisti del terrore avrebbero maturato la loro fissazione con gli aerei, dalla fallita «operazione Bojinka» che avrebbe dovuto far saltare in quota dieci jumbo, al volo dei quattro missili umani l'11 settembre.

Ma la fine del Pan Am 103 sbriciolato nei pezzi che piombarono a terra depositando intatto il muso sull'erba come un cetaceo in secca, espose un'altra faccia di questa guerra senza fine: la nebbia di responsabilitá , colpe, bugie, propaganda, misteri, doppi giochi, che avvolge tutto ció che definiamo stenograficamente «terrorismo» e che lascia sempre, anche dopo processi e sentenza, il sentimento di non arrivare mai davvero a toccare il volto della veritá .

Neppure l'ammissione ufficiale di responsabilitá  fatta nel 2003 dopo lustri di dinieghi, da parte della Libia di Gheddafi, e neppure la condanna di quel libico Abdelbaset Ali Mohmed Al Megrahi ieri scarcerato per le sue condizioni di malato terminale, hanno mai convinto del tutto né i parenti, né gli esperti, come quel Vincent Cannistraro della Cia che per alcuni anni condusse l'inchiesta segreta, mentre i tribunali e le polizie conducevano quella ufficiale, e ancora non crede.

Il filo esile che collega un indumento di al Megrahi alla valigia di Samsonite, il frammento di circuito stampato, grande come l'unghia di bambino, che potrebbe essere stato il timer dell'esplosione, le deposizioni fatte e ritrattate lungo il percorso della valigia letale fra Malta e Francoforte, da dove la «Vergine dei Mari» era decollata verso New York, non ha mai tessuto una storia del tutto convincente. Nemmeno quando Ronald Reagan, cultore di azioni militari dimostrative, lanció i suoi bombardieri F111 da basi inglesi per colpire le tende del «colonnello», uccidendo per vendetta 100 libici innocenti e un bambina di due anni, figlia adottiva di Gheddafi, tutto divenne chiaro.

Sulla Libia, allora pariah del mondo arabo e del mondo, era conveniente, scaricare il peso del nuovo «male» emergente.

Molto piú facile che puntare il dito sull'Iran sempre troppo grosso dell'ayatollah Khomeini, che pure aveva giurato vendetta per un aereo civile iraniano abbattuto poco prima di Lockerbie - per «errore» - dai missili della fregata americana «Vincennes» nel Golfo, sulla Siria di Assad, sulla Fplp, il fronte popolare per la liberazione della Palestina.

Giocatori importanti, troppo importanti, e necessari nella partita diplomatica mediorientale e voluti come alleati nella prima guerra contro Saddam Hussein.

Anche per l'ultimo volo del Jumbo Jet della Pan Am la sola veritá  incontestabile restano quei 270 cadaveri, tra i quali almeno cinque figure dello spionaggio e del controspionaggio americani coinvolte nelle trattative per liberare gli ostaggi di Hezbollah in Libano, e i 2,16 miliardi di dollari versati da Gheddafi per comperare la sua metamorfosi da «paria» a bramino corteggiato dai grandi del mondo. Il resto, i fili che si perdono, i volti dietro le maschere, gli inganni e le trame nel grande gioco del terrore, restano nella notte scozzese che inghiottí la Vergine dei Mari. E riservó da allora un posto fisso alla paura nei nostri viaggi e in ogni computer portatile.

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