News per Miccia corta

22 - 08 - 2009

Strage di My Lai. Il rimorso dell`autore del massacro

(Corriere.it)

 

fu condannato all'ergastolo ma la pena fu commutata in tre anni ai domiciliari




Una copertina di Time dedicata al caso Calley
Una copertina di Time dedicata al caso Calley
««Non ci sono giorni in cui non senta rimorso per quanto accaduto quel giorno a My Lai». Lo ha dichiarato William L. Calley, l'ex ufficiale statunitense condannato all'ergastolo per la strage del 1968 nel villaggio vietnamita che costó la vita a centinaia di civili. «Provo rimorso per i vietnamiti che sono stati uccisi, per le loro famiglie, per gli americani coinvolti ed i loro cari. Sono veramente dispiaciuto», ha aggiunto Calley parlando al Kiwanis Club di Greater Columbus, in Georgia, riferisce l'edizione online del Ledger Enquirer.

OLTRE 350 CIVILI UCCISI - Nella strage di My Lai, nel marzo del 1968 in Vietnam, vennero uccisi tra i 350 ed i 500 civili, in gran parte donne e bambini. Calley, secondo le testimoniane, radunó al centro del villaggio un gruppo di 80 persone ed ordino ai suoi uomini di aprire il fuoco uccidendone gran parte. Esauriti i colpi, Calley strappó l'arma ad un soldato che si era rifiutato di uccidere altre persone, usandola per portare avanti la strage. Venne condannato all'ergastolo nel 1971 da una Corte marziale per l'uccisione di 22 persone. L'allora presidente Usa Richard Nixon commutó la pena in tre anni di arresti domiciliari. Calley venne infine rilasciato nel settembre del 1974. L'ex ufficiale, che oggi ha 66 anni, ha poi lavorato in una gioielleria di Columbus prima di spostarsi ad Atlanta, dove vive attualmente. In tutti questi anni ha sempre rifiutato di rilasciare interviste o commentare in qualche modo i fatti di My Lai.

LA DIFESA - La sua linea difensiva, ribadita anche al Kiwanis Club, è quella di «aver eseguito ordini dei superiori». Il suo comandante peró, il capitano Ernest Medina, è stato giudicato non colpevole, cosí come gli altri 26 ufficiali processati per la strage. Il procuratore del caso, William George Eckhardt, oggi professore universitario, ha commentato le dichiarazioni di Calley affermando che «è difficile chiedere scusa per aver ucciso cosí tante persone. Almeno peró c'è il riconoscimento delle proprie responsabilitá ».

 

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