News per Miccia corta

03 - 08 - 2009

E a sinistra c'è chi dice ``Cambiamo questo rito``

 

(la Repubblica, lunedí 3 agosto 2009)

 


 

LUCIANO NIGRO

 

 

BOLOGNA - «E' il momento di ripensare la cerimonia». Non aspetta i fischi al ministro Sandro Bondi, il sindaco di Bologna Flavio Delbono. Né la minaccia del centrodestra di farsi una "manifestazione separata" nel trentennale della strage piú sanguinosa della storia repubblicana («L'anno prossimo - promette il deputato pdl Giuliano Cazzola - le vittime del 2 agosto le commemoremo per conto nostro»).

Lo dice dal palco il primo cittadino, anticipando il discorso del ministro: «Abbiamo bisogno di cambiare rituali di una manifestazione che non soddisfa piú lo scopo per cui era stata pensata». Era nata nel 1981, quella manifestazione con il corteo, i discorsi davanti alla stazione, il fischio del treno alle 10,25, l'ora dell'inferno in sala d'aspetto e sui binari. Per ricordare gli 85 morti e i 200 feriti. Per chiedere veritá  e giustizia. Per non dimenticare. Da dieci anni, peró, quella storia terribile, la richiesta dei familiari delle vittime perché il governo rispetti gli impegni sui risarcimenti e faccia cadere il segreto di Stato, tutto finisce coperto da una selva di fischi e di polemiche.

Cambiare, dunque. Perché il rito non diventi stanco e inutile. La redazione bolognese di Repubblica, ha proposto un «concorso d'idee» per rinnovare la memoria di una strage di cui chi è nato dopo di allora sa poco o nulla. «Il 2 agosto? L'hanno fatta le Br?», chiedono i ragazzi, interrogati sotto la lapide che ricorda «le vittime del terrorismo fascista». Cambiare. Un'idea che piace a Renato Zangheri, a cui il Sandro Pertini appoggiava la mano sulla spalla nel primo anniversario dell'eccidio. «Ci provó anche Renzo Imbeni, nel decennale - ricorda Zangheri - ma era troppo presto, troppo lontana la veritá ». E oggi? «Si puó, ma per fare di piú, coinvolgendo le scuole, non per fare di meno. E con il consenso dell'associazione dei famigliari delle vittime» avverte il vecchio e amatissimo ex sindaco. Paolo Bolognesi, il presidente dell'associazione 2 agosto è d'accordo: «Siamo pronti, ma che sia una cosa seria. Anche Sergio Cofferati per anni ha chiesto di cambiare, ma poi si è fatto poco». A Bolognesi piacerebbe un memoriale come a Ground Zero. «E ben venga un concorso di idee», aggiunge.

Il timore è tutto venga travolto da un tiro al ministro che dal 2000 non risparmia nessuno: da Giuliano Amato, allora premier, a Pier Ferdinando Casini, presidente della Camera nel 2001; e poi Rocco Buttiglione, Giuseppe Pisanu, Pietro Lunardi, Giulio Tremonti. Una breve tregua, nel 2006 per il prodiano Giulio Santagata. Ma nel 2007 tocca a Cesare Damiano e un anno fa a Gianfranco Rotondi. E adesso Bondi. Il governo rivedrá  la sua partecipazione alle celebrazioni? «Non lo so - risponde il ministro lasciando Bologna - ma è triste partecipare a una commemorazione che verrá  ricordata solo per i fischi». Per il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto «i nemici della commemorazione sono i fanatici che contestano ogni rappresentante del governo». Il piú drastico, peró, è Giorgio Guazzaloca, pure lui fischiato quando portava il tricolore, che consiglia a Bolognesi di farsi subito da parte. «Un'uscita strategica - suggerisce l'ex sindaco - per rinnovare una liturgia che si ripete da 29 anni. Le polemiche che si ripetono da dieci anni non fanno bene a nessuno».

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