News per Miccia corta

17 - 07 - 2009

La lettera rossa ai ``compagni`` dell'anno 3000

 

(la Repubblica, venerdí 17 luglio 2009)

 


 


 

LEONARDO COEN

 

 

MOSCA

Fu nella notte tra il 5 e il 6 maggio del 2008, una notte né buia né tempestosa, che in tutta segretezza un manipolo di piterskijer kommunistj, gli accaniti e trinariciuti comunisti di Pietroburgo, si ritrovó davanti al nobile palazzo Smolnyj, nel cuore del centro storico, proprio davanti alla statua di Lenin col braccio proteso in avanti. Lí i bolscevichi avevano allestito il loro quartier generale, pochi giorni prima della Rivoluzione d'Ottobre. E non lontano da lí si era appena festeggiato il 190esimo anniversario della nascita di Karl Marx. Ma non bastava.

Occorreva un'azione "epocale". Qualcosa di "immortale". Per questo, uno di loro reggeva una scatola, quasi fosse una preziosa reliquia. E un altro brandiva una vanga. Ad un segnale convenuto alcuni si erano sparpagliati ai quattro angoli della piazza della Dittatura Proletaria, per far da sentinella. Quello con la vanga aveva cominciato a scavare. E dopo qualche minuto la scatola veniva interrata. Poi l'uomo della scatola chiamó attorno a sé tutti gli altri, con voce rotta dall'emozione: «Compagni! Salutiamo gli abitanti della cittá  di Lenin che tra dieci secoli leggeranno il nostro messaggio! Siamo stati costretti ad agire come ladri nella notte, perché i traditori che hanno fatto crollare l'Unione Sovietica non ci avrebbero mai permesso di operare alla luce del sole. Bisogna mantenere il segreto».

Invece è bastato poco piú di un anno perché il segreto venisse a galla. Sul sito Internet del Partito comunista di Pietroburgo. Dapprima, solo la notizia che era stato seppellito un messaggio destinato ai «fortunati compagni dell'anno Tremila». Poi, in un secondo tempo, si è rivelato il contenuto del messaggio. Con tanto di traduzione in inglese.

ሠun puro atto di fede. Di speranza. I comunisti sconfitti del Ventunesimo secolo ipotizzano un futuro tutto comunista: «Siamo convinti, cari compagni del XXX secolo, che nel vostro tempo il comunismo sia trionfante, che l'umanitá  comunista abbia giá  conquistato lo spazio, esplorato le profonditá  degli Oceani, e sia stata capace di penetrare il nucleo terrestre. Siamo inoltre certi che l'Africa sia stata sfamata. Che la Natura selvaggia sia stata preservata e che la durata della vita umana si sia allungata sino a 150-200 anni».

I visionari del 2008 immaginano che il mondo del 3000 sará  dominato dalla Repubblica Mondiale dei Soviet, «basata sul principio dell'associazione comunista», in cui «ciascuno dá  secondo le sue capacitá  a ciascuno secondo le sue esigenze». Il sogno di Marx e di tutti i rivoluzionari del passato si sará  avverato, «emancipazione totale del lavoro, scomparsa dello sfruttamento, passaggio di tutte le ricchezze naturali, intellettuali e culturali in mano ai lavoratori, fine dei conflitti di classe e di quelli interetnici». Certo, tutto ció ha un prezzo. Una condanna: «Siamo certi che i capitalisti e gli imperialisti saranno stati da voi esiliati sui pianeti meno popolati del Sistema Solare, dove loro, inutilmente e facendo ridere i polli, cercheranno invano di far rinascere il capitalismo. Fessi», conclude il documento.

Perché tutto questo livore? I comunisti di oggi lo spiegano ai loro posteri: «I capitalisti stranieri odiano il nostro Paese, calunniano la Russia, ci puntano addosso i loro missili, la Nato ha stretto una morsa di ferro attorno alla nostra cittá , culla di tre rivoluzioni. In Estonia hanno abbattuto il monumento al soldato sovietico, i borghesacci hanno assunto una tale potenza che siamo stati costretti a seppellire questa lettera». Saputolo, i russi a loro volta li hanno seppelliti di risate.

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori