News per Miccia corta

07 - 07 - 2009

ሠmorto l'ex segretario alla Difesa Usa Fu ``l'architetto`` del conflitto in Vietnam. Poi si pentí

 

(la Repubblica, martedí 7 luglio 2009)

 

 

 

 

 

Aveva 93 anni. Era stato al servizio di due presidenti: John F. Kennedy e Lyndon B. Johnson

 

Scrisse le proprie memorie e si confessó nel film da Oscar "The Fog of War"

 

 

VITTORIO ZUCCONI

 

 

 

Per Robert McNamara, morto ieri a 93 anni, la guerra era business, da condurre con criteri di ingegneria aziendale, una fabbrica per produrre vittorie come una catena di montaggio sforna automobili o frigoriferi. Fu soltanto dopo avere prodotto in sette anni 58mila morti americani, due milioni di morti vietnamiti e il piú umiliante fallimento che gli Stati Uniti d'America avessero conosciuto, che questo californiano troppo brillante, troppo intelligente, troppo preparato per capire di non aver capito niente, si accorse che dentro i diagrammi e l'acciaio c'era una cosa fragile e preziosa chiamata vita umana.

Piangeva molto, da vecchio ormai, "Bob" McNamara, scrivendo le proprie memorie umide di pentimento e confessandosi in un film documentario, "The Fog of War", la nebbia della guerra, che vinse un Oscar. E se almeno ebbe il merito di ammettere che la guerra nel Sud Est Asiatico, l'ossessione del "domino" comunista da fermare consumando sempre piú bombe, e sempre piú vite in Vietnam, era stata soltanto un'altra tappa in quella che la storica Barbara Tuchman definiva "la marcia della follia", ebbe il torto di farlo un po' troppo tardi.

Ma non si puó condannare troppo severamente questo "whiz kid", questo maghetto dell'organizzazione aziendale e del management per avere impiegato troppi anni a capire, non di fronte ad altri vecchi stolidi incapaci ancora oggi di ammettere il proprio errore. Fino dagli anni del liceo a Oakland, dove era nato prendendo dalla mamma il cognome usato come secondo nome, "Strange", strano, poi a Berkeley e a Harvard, il futuro ministro della Difesa per John Kennedy e poi Lyndon Johnson dal 1961 al "˜68, era stato allevato nella certezza di essere uno dei "best and brightest", dei migliori e piú brillanti di quella generazione che, dopo avere sbriciolato l'Asse aveva finalmente ereditato l'America intera e il problema gigantesco di "fermare il comunismo".

Giá  con l'uniforme di colonnello dell'Esercito, nel 1944, questo dottor "Strange" (il nome aveva colpito Kubrick, che lo aveva usato nel suo Doctor Strangelove per descrivere peró un altro genio inquietante dell'epoca, il dottor Edward Teller) era stato chiamato ad aiutare il generalissimo dell'aria, Curtis LeMay a rimettere insieme i pezzi della piú complessa macchina che mai l'umanitá  avesse costruito nella propria storia. Era il bombardiere B29 progettato e costruito con tanta fretta e approssimazione da avere ucciso piú equipaggi per incidenti di quanti ne sarebbero stato abbattuti dalla moribonda contraerea giapponese. Senza il genio manageriale e analitico di McNamara, il presidente Truman e i comandi militari mai avrebbero affidato proprio a un B29, chiamato Enola Gay, la prima bomba atomica sganciata su Hiroshima.

Era quella stessa prodigiosa abilitá  di gran risolutore di rompicapo pratici che lo avrebbe portato alla presidenza della Ford auto non ancora cinquantenne e che avrebbe attirato l'attenzione di un altro personaggio convinto di essere, come avrebbe scritto lo storico piú brillante della tragedia vietnamita, David Halberstam, parte dei "luminosi figli del mattino" destinati a ridare luce all'America, JFK.

Dal Pentagono, che lui riorganizzó secondo schemi e organigrammi che ancora oggi regolano il pachiderma militare americano, McNamara divenne il simbolo, e quindi il parafulmine, di una spedizione che lui considerava come un bilancio societario, una questione di investimenti, costi e ricavi. In una parola, come un "business", la guerra vissuta come la continuazione dell'industria con altri mezzi. Senza ricordare il monito di tutti i veri condottieri e strateghi, Von Clausewitz soprattutto, secondo i quali su ogni campo di battaglia scende inesorabile quella "Fog of War" dopo il primo assalto.

Proprio «La nebbia della guerra» è il titolo del documentario confessione nel quale lo si vede, ormai anziano, ma ancora orgogliosamente affezionato a quella riga diritta e mediana nei capelli che un po' ricordava il volto di un altro genio ambiguo della sua generazione, Werner Von Braun, piangere e chiedere scusa. Ma fu proprio Robert Strange McNamara uno dei consiglieri di Kennedy che frenarono le fregole dei generali, nel 1963, ansiosi di invadere la Cuba dei missili sovietici notando come il rischio di uno scambio nucleare con l'Urss avrebbe superato ogni profitto di un'invasione.

«Il pericolo di una guerra atomica era troppo grande, ed è ancora oggi con noi» disse poco prima di morire e se davvero riuscí a impedire almeno la follia dell'invasione di Cuba, forse il conto dei vivi e dei morti alla fine gli torna. Ammesso che le vite si possano contare e non, come si diceva per le azioni, pesare una per una.

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