News per Miccia corta

25 - 06 - 2009

Spiccioli di pena chiesti per la morte di Federico Aldrovandi. Ma diamo per scontato che sia una buona notizia

(linkontro.info)

 

 

di Susanna Marietti


Il pubblico ministero ha chiesto la condanna a tre anni e otto mesi di reclusione per i quattro agenti accusati di aver picchiato a morte Federico Aldrovandi. I genitori sono stati contenti. "Oggi ho capito che avremo giustizia", ha detto la madre. "Sono fiero che in Italia ancora esistano magistrati cosí", gli ha addirittura fatto eco il padre.
Certo, siamo abituati a che spesso le cose vadano diversamente.

Certo, al primo procedimento per la morte di Marcello Lonzi il pm chiese l'archiviazione. Il cadavere fu trovato coperto di lividi nel carcere di Livorno, ma lui era convinto che Marcello fosse morto per cause naturali. Certo. Peró anche la storia di Aldrovandi fa riflettere.

Federico tornava a casa, una notte del settembre 2005, dopo una serata in discoteca. Lo fermarono quattro agenti, tre uomini e una donna. Il pubblico ministero ha raccontato in aula cosa successe dopo, secondo le indagini da lui portate avanti. E non è stato un bel racconto. "Federico aveva solo diciotto anni", ha detto, "e se non avesse incontrato i quattro imputati oggi ne avrebbe ventidue. C'era proprio bisogno di picchiarlo in quattro con i manganelli, mentre diceva "˜basta' e "˜aiutatemi'? Era necessario colpirlo anche quando si trovava a terra, e poi prenderlo a calci, e immobilizzarlo in posizione prona mentre non riusciva a respirare?".
Vedo una grande differenza tra le storie processuali per Lonzi e Aldrovandi. A differenza della scandalosa fine del primo procedimento aperto per Marcello Lonzi, il magistrato è qui dichiaratamente convinto della colpevolezza degli imputati. E quale colpevolezza, e per quale crimine orrendo. "Chiedeva aiuto, diceva basta, rantolava, e i quattro imputati non potevano non accorgersi che stava morendo, eppure non lo aiutarono ma lo picchiarono".
Pur di fronte a questa sua ferma convinzione, tuttavia, il pm – e noi con lui - non osa pretendere piú di tanto. L'omicidio preterintenzionale è punito in Italia con la reclusione da dieci a diciotto anni. ሠevidente come questo omicidio, nella ricostruzione dell'accusa, lo sia. Ma il delitto è rubricato come omicidio colposo, e il magistrato non ha chiesto neanche il massimo della pena prevista (cinque anni).
Tutti noi siamo stati contenti di sapere che comunque una pena, quale che sia, è stata chiesta per i quattro. I poveri genitori, che avevano un figlio e ora non ce l'hanno piú per la bravata di quattro poliziotti, sono stati messi in condizione perfino di commuoversi. Perché? Possibile che siano riusciti a farci dare per scontato che i reati commessi da funzionari dello Stato restano impuniti? Possibile che ci paia ovvio che sia una buona notizia che per chi ha massacrato a manganellate un ragazzo indifeso di diciotto anni vengano chiesti, nel quasi silenzio dei media, spiccioli di pena?

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