News per Miccia corta

25 - 06 - 2009

Antisemita e razzista ecco il Nixon top secret

 

(la Repubblica, giovedí, 25 giugno 2009)

 

 

 

 

Oltre 150 ore di intercettazioni, 30mila pagine di trascrizioni, che gettano un'ombra sinistra sulla figura di "Tricky Dicky" 

 

 

VITTORIO ZUCCONI 

 

 

 

La voce dell'uomo che intercettó se stesso fino a distruggersi torna a inquietare un'America che del fantasma di Richard Nixon non riuscirá  ma a liberarsi. «Non vi sbarazzerete di Nixon tanto facilmente» aveva profetizzato lui stesso e il vecchio "Tricky Dicky", il magnifico truffatore aveva ragione: nella nuova valanga di autointercettazioni pubblicate ieri lo ritroviamo in gran forma mentre brontola di aborto, esprimendo piú dubbi e perplessitá  di quanti ci si sarebbero attesi da un campione della destra come lui, mentre scarica i fulmini dei propri pregiudizi antisemiti contro «gli ebrei che se le vanno sempre a cercare» e mentre complotta per sfuggire cappio di quello scandalo Watergate che gli si stava stringendo attorno al collo.

Sono altre 150 ore di intercettazioni registrate dai microfoni segreti che lui aveva disseminati nello Studio Ovale e nei telefoni, 30 mila pagine di trascrizioni e di documenti vomitati dagli archivi ancora segreti su una nazione che lo aveva detestato e che nel passare dei decenni lo ha, se non riabilitato, rimesso almeno nel contesto di altre presidenze successive, ancora piú esecrabili e disastrose. Per chi di noi lo aveva visto all'opera in diretta, nelle settimane arroventate del 1973, quando queste registrazioni furono fatte, la voce restituisce un Nixon d'annata, una compilation dei classici nixoniani.

In quelle ore - era il 23 gennaio del 1973 - la Corte Suprema, la mortale avversaria di un Presidente che essa aveva riportato al ruolo di cittadino soggetto alla legge senza immunitá  - aveva sancito la costituzionalitá  dell'aborto volontario, con la sentenza Roe contro Wade. Si sente Nixon rimuginare gli effetti di questa decisione, paventando "i rischi per la famiglia" e la discesa verso "il permissivismo", gli argomenti tradizionali e scontati degli anti abortisti. Ma da quell'uomo di Stato che, oltre la partigianeria e la doppiezza sapeva essere, riflette sulla necessitá  di mantenere il diritto a interrompere una gravidanza non voluta in caso di stupro o di incesto. E, essendo Nixon, nel «caso di un bianco e un nero», cosa che a lui, figlio di un'America che ancora nella decade "˜60, considerava in 13 Stati un reato la miscegenation, il matrimonio fra bianchi e neri, appariva come una mostruositá  contro natura, degna di essere abortita.

Il vecchio Dick non si smentisce mai, neppure quando conversa al telefono con uno dei massimi profeti dell'America bigotta, il predicatore evangelico Billy Graham per lamentarsi degli ebrei, che si opponevano alle crociate "cristianiste" lanciate in campus di universitá  pubbliche, impugnando la Costituzione. «Sono sempre i soliti, eccitano soltanto l'antisemitismo che c'è in America» si sente il presidente degli Stati Uniti spiegare al predicatore cristiano, «sono convinto che gli ebrei soffrano di un desiderio di morte e che questo sia sempre stato nei secoli il problema dei nostri amici ebrei», dove l'aggettivo "amico" tenta di attenuare, probabilmente per i microfoni in ascolto, la sostanza del pensiero.

Lo ascoltiamo mentre minaccia il premier fantoccio del Vietnam del Sud, Van Thieu, «di tagliargli la testa» se avesse continuato a opporsi a quella finta «pace con onore» con Hanoi che tutti, e soprattutto Thieu, sapevano benissimo essere la resa di fatto al Nord comunista. Suggerisce al proprio consigliere legale, Charles Colson, di «graziare» e quindi tacitare uno dei cospiratori arrestati nel palazzo del Watergate sorpresi a scassinare gli uffici dell'avversario elettorale McGovern, Howard Hunt. Un abuso di potere che avrebbe portato anche Colson in carcere, dopo la dimissioni di Nixon. Eppure, mentre organizza il «massacro» dei magistrati indaganti licenziandoli in massa in una sola notte perché ormai troppo vicini alla veritá  e mugugna contro gli ebrei, Nixon il Presidente diventa Nixon il marito della sventurata Pat, la First Lady che si consumava nella solitudine di quella casa sepolcro. Lo si sente domandare a Kissinger se a Pat avrebbe «fatto piacere cenare da Trader's Vic», un bar ristorante famoso per il greve dècor pseudo polinesiano, tra finti totem e canoe di plastica.

Ci sono ancora centinaia di ore di nastri, registrati nella divorante paranoia di un formidabile politico stroncato dalla propria diffidenza verso il mondo, gli ebrei, i Kennedy, ogni avversario. Nixon era un chiacchierone ed è crudele ironia il fatto che la sua condanna finale venne da un silenzio, dai 16 minuti di registrazioni che fece cancellare dalla propria segretaria per nascondere le frasi piú incriminanti. Un'isola di silenzio in un oceano di parole, contro la quale andó a schiantarsi. 

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