News per Miccia corta

16 - 06 - 2009

Comunisti in rivolta per l'Aurora-party ``Memoria infangata``

 

(la Repubblica, martedí, 16 giugno 2009)

 

 

San Pietroburgo, denunciati gli oligarchi 

 

    

 

LEONARDO COEN 

 

 

 

MOSCA - Stavolta i comunisti sono furiosi piú che mai. Sono andati dal procuratore del distretto militare della regione di Leningrado dove sono ancora una potenza (tanto che il nome della regione attorno a Pietroburgo è lo stesso che c'era al tempo dell'Urss), e gli hanno detto a muso duro: «Basta con gli oligarchi e le loro cricche! Hanno profanato la memoria storica del nostro Paese. Un vilipendio mostruoso. Hanno inscenato un ballo demoniaco sulla tolda dell'incrociatore Aurora, che sparó la prima cannonata della Rivoluzione d'Ottobre!». Per inciso, il colpo fu sparato dal cannone di prua la notte del 25 ottobre 1917 dando il segnale d'inizio dell'assalto al Palazzo d'Inverno. Ben restaurata, ospita un museo popolarissimo, ma è rimasta simbolicamente in organico alla flotta russa del Baltico come Nave Numero 1.

Gloria del Paese e all'occasione, a quanto pare, anche night: poiché qualcuno, all'Ammiragliato, ha concesso l'incrociatore a Mikhail Prokhorov, il re del nickel e dell'alluminio, il russo piú ricco di tutti i russi. Una festa tra amici oligarchi, vip, ministri, autoritá  federali, l'élite del business locale, i politici. E poi, Prokhorov è amico di Putin, della governatrice Matvejenko. Che male c'è, devono aver pensato, in America lo fanno abitualmente, mica siamo ai tempi di Lenin e di Stalin... Insomma, accordo fatto e festa la notte bianca del 5 giugno. Il problema è che la festa si è rivelata esagerata, tumultuosa. Miliardari ubriachi che si gettavano nella Neva, per smaltire la sbornia; veline che aggiungevano pepe alla serata; la bella star tv Tina Kandelaki, a far da conduttrice.

E poi, quel su e giú dei marinai - morjak in servizio effettivo presso la base navale di San Pietroburgo - con scialuppe e motoscafi a recuperare affannosamente i brilli tuffatori. Il tutto, nella cornice istituzionale della Davos russa, il Forum economico internazionale (5-6 giugno) che aveva per filo conduttore come combattere la crisi: argomento serio, serissimo, che aveva visto in prima fila nei seminari e nei dibattiti proprio quei signori che partecipavano «al sabba», come ora accusano i comunisti di Pietroburgo. Il pretesto della serata? Celebrare il primo anno della rivista Russkij Pioner, edita da Prokhorov, il cui direttore scrive reportage su Putin ad anni. E chi è uno dei columnist? Vladimir Putin.

Cosí, i comunisti hanno preso la palla al volo: bacchettando i festaioli, invocando giustizia e pretendendo la testa di colui che ha dato il permesso a Prokhorov, colpiscono indirettamente anche l'ambiente vicino al premier: «áˆ illegale concedere musei per scopi diversi da quelli per cui sono stati concepiti». Ora, il magistrato militare, che ha aperto le indagini il 9 giugno, ha dieci giorni di tempo per decidere se procedere e formalizzare l'inchiesta. Guarda caso, Anatolij Lipinskij, comandante della base navale di San Pietroburgo, aveva giá  un precedente del genere. Il 4 agosto 2007 aveva concesso l'uso del motoscafo presidenziale Burevstnik come limousine galleggiante per la festa di nozze del figlio. 

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