News per Miccia corta

15 - 06 - 2009

Ronde nere, la procura indaga

 

(la Repubblica, lunedí 15 giugno 2009)

 

 

 

 

 

  I funzionari di polizia: se passa il decreto nessuno potrá  fermare la vigilanza fai-da-te 

 

 

WALTER GALBIATI 

 

 

 

MILANO - Quei simboli, l'aquila imperiale sul basco e il sole nero, non potevano passare inosservati. E piú che una citazione, sono apparsi come vere e proprie riesumazioni del Ventennio. Fatto sta che la procura di Milano ha deciso di aprire un fascicolo sulle "Ronde nere" della Guardia nazionale italiana, l'associazione legata al nuovo Movimento sociale italiano di Gaetano Saya, che con divise che richiamano simboli nazisti ha deciso, in virtú del decreto Maroni, di pattugliare le strade nostrane per garantirne la sicurezza.

Il procuratore aggiunto Armando Spataro, capo del pool antiterrorismo, d'intesa con il procuratore capo di Milano, Manlio Minale, ha chiesto agli agenti della Digos di fare accertamenti. Per il momento non ci sono indagati e non vi è una ipotesi di reato precisa, anche se la direzione è quella della violazione delle legge Scelba che punisce la ricostituzione e l'apologia del fascismo. Gli agenti della Digos analizzeranno filmati, notizie di stampa, sulla scorta delle quali è stato aperto il fascicolo, cercheranno eventuali legami con l'eversione nera e infine redigeranno un rapporto per la procura.

Un fascicolo simile è stato aperto a Torino e i precedenti a carico dello stesso Saya non mancano visto che è finito sotto inchiesta a Genova per associazione a delinquere finalizzata ad usurpazione di titolo: secondo l'accusa, lui ed altri avrebbero svolto abusivamente le funzioni degli organi di polizia.

«Cresce la confusione provocata dal decreto sicurezza» ha commentato Claudio Giardullo, segretario del sindacato di polizia Silp-Cgil. Preoccupazione dall'associazione dei funzionari di polizia in vista del decreto. «Nessuno potrá  impedire le ronde "˜fai da te' - dicono - ed assisteremo ad un proliferare dello spontaneismo nella vigilanza sul territorio».

La Guardia nazionale italiana peró non si ferma. «Siamo una onlus regolarmente registrata. Non abbiamo commesso reati. ሠgiusto che la magistratura indaghi, ma che lo faccia con senso di giustizia», ribatte il vicepresidente, Maurizio Monti. «áˆ un'inchiesta assurda, non c'è da parte nostra nessun richiamo al fascismo, l'aquila imperiale fa parte della nostra storia fin dai Cesari» dice Maria Antonietta Cannizzaro, presidente dell'Msi e compagna di Saya. 

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