News per Miccia corta

15 - 06 - 2009

áËÜ morto Ivan Della Mea il cantautore del lavoro

 

(Unita.it)

 

di Stefano Miliani


Nel 1966 Ivan Della Mea scrisse una canzone che iniziava cos√≠: "O cara moglie stasera ti prego, / di' a mio figlio che vada a dormire / perch√© le cose che io ho da dire / non sono cose che deve sentire. / Proprio stamane l√°¬† sul lavoro, / con il sorriso del caposezione / mi √® arrivata la liquidazione, / mi han licenziato senza piet√°¬†. / e la ragione √® perch√© ho scioperato"¬Ě. Ve la riportiamo perch√© a 69 anni, all'ospedale San Paolo di Milano, il cantautore nonch√© poeta, scrittore, uomo appassionato del destino degli uomini, un battagliero sostenitore degli ideali di giustizia sociale, uomo di sinistra, √® morto nella notte tra sabato e domenica.

Se n'√® andato un artista completo, dotato di una capacit√°¬† rara di cogliere la realt√°¬†: lo dimostr√≥ "O cara moglie"¬Ě che ha accompagnato il '68, le lotte degli anni Settanta e che risuona sorprendentemente, o forse amaramente, attuale nell'Italia dei precari di oggi. Fino all'anno scorso scriveva di tanto in tanto per l'Unit√°¬†.

Ivan Della Mea √® stata una delle figure pi√ļ importanti di una cultura ancorata alle ragioni di chi lavora o di ha perso o cerca il lavoro. E un musicista autentico: rileggeva in chiave attuale la tradizione e il folk virandola come pochi sanno fare al nostro tempo. Spesso con ironia e con umorismo.

Era nato a Lucca il 16 ottobre 1940, poi andó a Milano e qua, nel 1962, fondó con Gianni Bosio il Nuovo Canzoniere Italiano, formazione essenziale del folk. Ma prima di passare a tempo pieno alla musica fece ogni tipo di lavoro: operaio, scaricatore, fattorino, barista, correttore di bozze.

Ha scritto canzoni e ballate, talvolta in dialetto milanese, senza abbandonarsi alle mode. Ha avuto come compagni di viaggio artisti come Giovanna Marini e Paolo Pietrangeli. E nel 1966 pubblic√≥ per la neonata etichetta musicale ¬ęI dischi del sole¬Ľ il suo primo disco, ¬ęIo so che un giorno¬Ľ: primo capitolo di una narrazione che non ha mai risparmiato critiche a una societ√°¬† che divideva privilegi e fatica. Ivan Della Mea contestava il potere ingiusto, la societ√°¬† capitalista, ma non risparmiava critiche alla sua amata sinistra, quando lo riteneva necessario: anni fa non esit√≥ a scrivere una lettera a Bertinotti in veste di segretario di Rifondazione dicendo in sostanza che la sinistra aveva perso la sua strada, che stava tradendo se stessa accecata dal potere. Lui non ebbe mai benefici dal potere. E "Comunista"¬Ě, per Ivan Della Mea, non era una parolaccia o un passato da dimenticare.

Di grande umanit√°¬† e artista versatile, ha inciso dischi come "Il rosso √® diventato giallo"¬Ě, "Se qualcuno ti fa morto"¬Ě, "La nave dei folli"¬Ě, "La piccola ragione di allegria"¬Ě. Tra i libri, perch√© scriveva molto bene, la sua bibliografia indica "Fiaba d'orso, di bagatto di un giorno centenario¬Ľ (1984), ¬ęIl sasso dentro"¬Ě (1990), "Se nasco un'altra volta ci rinuncio"¬Ě (1992, primo Premio Forte dei Marmi¬ę per il libro pi√ļ divertente dell'anno¬Ľ), "Un amore di luna"¬Ě (1994). Infine, a ricordarne la versatilit√°¬†, va detto che lavor√≥ un paio di volte anche per il cinema: con Franco Solinas scrisse il soggetto dello spaghetti-western ¬ęTepepa¬Ľ (1969), dieci anni dopo parteci√≥ al film di Paolo Pietrangeli "I giorni cantati"¬Ě con Roberto Benigni, Melato e Giovanna Marini.

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