News per Miccia corta

11 - 06 - 2009

Usa, nazista di 88 anni spara al museo della Shoah

 

(la Repubblica, giovedí, 11 giugno 2009)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  L'assassino tiene da anni un sito web "contro i negri e gli ebrei". Obama "rattristato" 

 

 

 

VITTORIO ZUCCONI 

 

 

 

 

WASHINGTON - Cercava il crepuscolo privato delle suoi divinitá  naziste, il vecchissimo Sigfrido americano di 88 anni che ieri ha invaso da solo il Museo della Shoah a Washington e ha cominciato a sparare, per finire il lavoro che Hitler, Himmler, Heydrich e i suoi eroi nella crociata contro la societá  multientica avevano lasciato incompiuto.

 

Alla fine di una vita consumata invano per proteggere la purezza razziale dell'Occidente dalla minaccia di meticci, sanguemisti, neri ed ebrei, James VonBrunn aveva visto il proprio sogno ariano crollare nella disperazione quando un uomo di sangue caucasico e africano si era insediato sul trono del «Sacro Impero d'Occidente», come lo chiama il suo sito internet, e aveva deciso di agire. Ha sparato ai visitatori dello straziante museo che ricorda l'Olocausto ebraico, a 500 metri dalla Casa Bianca, deciso a uccidere o a farsi uccidere. Ha ammazzato una guardia e ne ha ferita un'altra. Ferito dal fuoco di risposta, è ricoverato in ospedale. Valhalla e la Valkirie dovranno attendere.

 

VonBrunn, con quel suo nome etimologicamente identico a quello di un altro celebre nazista poi riciclato dalla candeggina della Guerra Fredda, Von Braun, non era comunque il solito good ol' boy, il ragazzone ruspante delle Grandi Praterie arruolato nelle miliizie fasciste e antigovernative che puntualmente riaffiorano dal fondo dell'America per far strage di innocenti, come a Oklahoma City, o ammazzare un ostetrico abortista, come nei giorni scorsi nel Kansas, nella loro micidiale confusione fra razza, politica, religione e troppe armi da fuoco. James, figlio della classica famiglia tedesca piccolo borghese emigrata a metá  dell'Ottocento e poi radicata nella rispettabilitá  delle professioni (il padre era ingegnere civile), era cresciuto nella piú banale normalitá .

 

Laureato in giornalismo, forse l'unico sintomo di squilibrio mentale, arruolato in Marina, combattente encomiabile nel Pacifico, dove aveva ottenuto ben quattro stelle al valore, Von Brunn aveva lavorato nei giornali e nella produzione cinematografica, pubblicitaria e televisiva, prima di ritirarsi in una piccola casa sulle sabbie atlantiche del Maryland. In solitudine, ma collegato al mondo grazie a internet, aveva scritto e pubblicato online un libro molto apprezzato fra i gruppi delle croci celtiche, «Uccidete i gentili», una citazione talmudica che lui aveva utilizzato per spiegare che l'ebraismo è religione di morte, dunque da schiacciare. Aveva creato un sito web dal titolo autoesplicativo, l'impero d'occidente punto com, incoronandosi neo Carlo Magno, e il suo nome era venerato nei circoli delle aspiranti sturmtruppen che pullulano nel web.

 

Il passaggio dalla sua fantasyland-nazi all'azione violenta ha richiesto quasi 89 anni - è nato nel 1920 - fino a ieri mattina, quando si è armato, ha raggiunto in automobile la Capitale, a un'ora di auto, è entrato nel Museo che dal 1993 ha ricordato la Shoah a 30 milioni di visitatori e ha sparato quattro colpi contro le guardie che controllano gli ingressi e i metal detector. Famiglie e scolaresche, abbondanti in questo mese di scuole in chiusura, si sono gettate a terra o nascoste dietro i pilastri, le guardie hanno risposto ai colpi, senza grande precisione, vetrate sono andate in frantumi, spargendo schegge e frammenti che hanno raggiunto un sorvegliante. Una sua piccola notte dei cristalli, come lo sfascio delle vetrine di negozi di ebrei nel pogrom nazista del 1938.

 

Anziché l'ingresso nel paradiso dei nibelunghi, accanto a Odino e alle Valkirie, il figlio dell'ingegnere tedesco si è garantito il resto della propria vecchiaia in un altro penitenziario federale, dove giá  aveva trascorso sei anni e mezzo, fantasticando di essere il nuovo Adolfo incarcerato dopo il putsch nella birreria del 1923. Quattordici anni or sono, l'ex giornalista, ex produttore, ex pubblicitario, aveva personalmente occupato la sede della Federal Reserve, la banca centrale americana, arrestando come semplice cittadino che assiste a un flagrante delitto, i funzionari della Fed, per delitti contro i liberi cittadini americani vessati e schiacciati dalla mano del governo centrale asservito alla cabala demo-pluto-giudaico-massonica. Era stato condannato a sette anni da una giuria composta, ha scritto nel suo Mein Kampf, naturalmente da «negri ed ebrei» e ieri ha cercato di saldare il conto.

 

Obama, avvertito dell'accaduto, si è detto «rattristato» dalla ferita inferta a Washington.

 

James VonBrunn non nuocerá  piú a nessuno, ma non era l'ultimo crociato razzista annidato nel ventre di una nazione dalle quale altri terroristi emergeranno, per lottare contro un mondo che li ha lasciati indietro, senza che loro se ne rendano conto. 

 

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