News per Miccia corta

10 - 06 - 2009

``Sta nascendo qui a Budapest il nuovo fascismo europeo``

 

(la Repubblica, mercoledí, 10 giugno 2009)

 


 

 


 

  Gli ultrá  urlano "Heil Hitler" sotto casa mia, le tranquille signore borghesi riconoscendomi dicono che vorrebbero tanto vedermi impiccato 

 

ANDREA TARQUINI 

 

 

BUDAPEST - «Sí, la democrazia è in pericolo. In tutta Europa o quasi, ma l'Ungheria è un caso estremo». Ecco il monito di Gaspar Miklos Tamá s, padre del dissenso sotto il comunismo, filosofo e docente, forse la massima voce critica del paese. Perseguitato dal vecchio regime, oggi subisce minacce quasi quotidiane. «Una volta un gruppo di ultrá  mi ha salutato sotto casa gridando "Heil Hitler", ma è normale che signore cinquantenni, tranquille borghesi cattoliche, o eleganti giovani yuppies, riconoscendomi mi dicano che dovrei essere impiccato. A ogni intervista a media stranieri mi accusano di calunniare la patria».

Professor Tamá s, lei parla dunque di gravi pericoli?

«Sí. Quando vediamo democrazie con grandi tradizioni come Francia o Regno Unito prigioniere di paranoie xenofobe, o la sinistra italiana che sembra sparire, cosa ci possiamo aspettare dall'Ungheria che ha vissuto quasi sempre sotto dittature o autoritarismo?».

Qual è la radice della crisi ungherese?

«La prima vera democrazia qui fu creata solo nel 1989 e coincise col collasso economico. Il primo risultato percepito dalla gente fu la perdita di 2 milioni di posti di lavoro. Nel nordest fame e miseria sono da terzo mondo. La catastrofe economica coesiste con una mentalitá  tipica dell'est: la gente vuole che lo Stato diriga, provveda, dia sicurezza. Ci sentiamo traditi dal mondo nuovo, e lo siamo. Anch'io ho rinnegato me stesso: sono stato liberale per una vita, ora sono marxista. Vorrei piú libertá  e giustizia. I miei compatrioti hanno altri desideri».

Quali?

«Il sistema democratico non ha riconoscimento né legittimazione, neanche i piú onesti leader dei partiti democratici vi credono. Povertá , crimine, sono problemi reali. La gente allora prende in mano la legge: ecco la Guardia magiara, un secondo Stato. Ecco i sindaci delle regioni povere che si arrogano il diritto di negare il sussidio ai rom o ai poveri disoccupati».

Vede un futuro di fascismo?

«Il futuro ne avrá  una dose un po' piú forte del presente. La destra estrema è giovane. Jobbik è nato come organizzazione studentesca. Quasi un "˜68 a rovescio: la paura del declassamento sociale, la competizione con i piú poveri per i magri aiuti statali, spingono i giovani a rivolte ed estremismo. Non capiscono che l'oppressione per alcuni diventa poi l'oppressione di tutti».

Torna il fascismo del passato?

«áˆ un fascismo diverso. Non hanno bisogno di militarismo, di sogni di guerra o idee totalitarie. ሠun fascismo difensivo, non offensivo, quindi piú attraente. Non passeggero, puó radicarsi. Non gli serve un partito unico, esprime il panico della middle class, introduce una lotta di classe dall'alto contro i piú deboli. Simile agli anni Venti è l'odio verso la libertá . E per i perdenti. ሠun problema acuto in tutto l'Est: qui il capitalismo democratico, per cui lottai per decenni, ha fallito. Le maggioranze a Est ritengono che prima dell'89 si stesse meglio. Tutti sapevano di non essere liberi. Ma il sistema garantiva stabilitá , societá  proletarie, plebee, ma quasi senza crimine, egalitarie nella cultura e non solo nell'economia. E non avevano come valore costitutivo il disprezzo per i deboli». 

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