News per Miccia corta

08 - 06 - 2009

Dall'est ondata di estrema destra boom delle camicie nere ungheresi

 

(la Repubblica, lunedí, 08 giugno 2009)

 
 

 

  In Polonia √® in vantaggio il premier liberal ed europeista Donald Tusk 

 

ANDREA TARQUINI 

 

 

BERLINO - Esultano e brindano a Budapest le camice nere della Magyar Gá rda e i criptofascisti in doppiopetto di Jobbik, che volano al 14,70 per cento e invieranno almeno tre deputati al Parlamento europeo, festaggiano in strada a Vienna la Fpoe del giovane, dinamico Hans-Christian Strache e l'altro partito radicalpopulista, la Bzoe orfana di Haider. In Olanda, il Pvv xenofobo ed euroscettico di Geerd Wilders stappa ancora le ultime birre: euforico è diventato il secondo partito dopo i democristiani (Cda) del premier Jan Peter Balkenende.

Il vento della destra radicale investe l'Unione europea. E pone una chiara ipoteca sul suo futuro, rafforzato coma mai prima dalla scarsa partecipazione al voto. Gli establishments democratici sono in allarme, e Budapest è la prima minaccia nel mirino. L'avanzata dell'ultradestra è senza precedenti. Disaffezione e diffidenza verso l'idea d'Europa, paura per l'immigrazione incontrollata e la criminalitá  che porta, disprezzo verso quelle autoritá  di Bruxelles viste come troppo impersonali e lontane, voglia d'indentitá  nazionale, hanno spinto la destra radicale a diversi trionfi.

La novit√°¬† pi√ļ inquietante √® quella ungherese, dove non solo la Fidesz nazionalconservatrice ed euroscettica di Viktor Orb√°¬†n vola al 56,37 per cento. L'ultradestra di Jobbik decolla al 14,70 per cento, e invier√°¬† almeno 3 rappresentanti a Bruxelles e Strasburgo, dove chieder√°¬† soluzioni radicali contro zingari, ebrei, stranieri in genere. Un partito vicino alla milizia paramilitare chiamata Magyar g√°¬†rda, guardia magiara, che pur ufficialmente proibita sfila ogni giorno in ogni citt√°¬†, e malmena e minaccia stranieri o intellettuali liberal e progressisti.

In Austria la Fpoe di Hans-Christian Strache vola dal 6 per cento circa del 2004 ad almeno il 13 per cento, e il suo giovane leader appare un potenziale capo transnazionale dello schieramento. Ai consensi per lui si aggiungono il 4 per cento alla Bzoe, il partito del defunto leader ultr√°¬† Joerg Haider, e il 18 per cento a sorpresa conquistato dal populista euroscettico di sinistra Hans Peter Martin. Consolano vistose eccezioni. Come la Polonia che inizi√≥ con Solidarnosc la rivoluzione non violenta dell'est: mancano ancora exit polls, ma i sondaggi danno il premier liberal ed europeista Donald Tusk vincente col 45,30 per cento contro il 29,5 dei nazionalpopulisti gemelli Kaczynski e i loro alleati, O la piccola ma efficiente Slovacchia, la Corea del sud europea, dove i socialdemocratici del premier Robert Fico vincono tranquilli. 

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