News per Miccia corta

06 - 06 - 2009

Obama tra gli orrori dell'Olocausto ``Ahmadinejad venga qui a vedere``

 

(la Repubblica, sabato, 06 giugno 2009)

 

 

 

 

Il pellegrinaggio con Elie Wiesel e Angela Merkel: "Non dimenticher├│ quel che ho visto" 

 

 

ALBERTO FLORES D'ARCAIS 

 

 

 

DRESDA - Una rosa bianca posata sul marmo che ricorda le vittime dell'Olocausto, la testa chinata, il lungo silenzio e una promessa: ┬źNon dimenticher├│ mai cosa ho visto a Buchenwald┬╗.

Camminano lentamente, Barack Obama e Angela Merkel, in quella terra e in quelle stanze che hanno visto migliaia di morti innocenti, l'erede dei liberatori a fianco dell'erede degli aguzzini. Accanto al presidente cammina lentamente anche Elie Wiesel, il premio Nobel che aveva sedici anni quando vide arrivare nel campo di sterminio nazista i soldati dell'89esima divisione di fanteria americana.

Tra quei militari c'era anche Charlie Payne, un ragazzo di pochi anni pi├║ grande di lui che tornato in America ┬źrimase scioccato per mesi┬╗ dall'orrore che aveva visto. ├í╦ć Obama che lo racconta, perch├ę il soldato Charlie ├Ę il fratello di sua nonna materna, e quella storia il presidente americano l'ha ascoltata in famiglia, come Elie Wiesel ha raccontato le angosce di chi quell'orrore lo aveva subito. Un incrocio che lega simbolicamente il passato e il presente, con Buchenwald che fa da cerniera storica tra il genocidio nazista e le atrocit├í┬á del mondo di oggi, perch├ę ┬źnon si deve┬╗ dimenticare: ┬źQuesto posto ├Ę una risposta a chi nega l'Olocausto, il passare del tempo non ha diminuito l'orrore di questi luoghi┬╗.

Ahmadinejad non viene citato per nome, ma ├Ę chiaro a tutti che ├Ę il presidente iraniano il primo della fila dei negazionisti cui sta pensando Obama. E del resto il nome lo aveva fatto poco prima di salire sul Marine One, l'elicottero presidenziale che da Dresda lo avrebbe portato a Buchenwald, parlando con la Nbc per rispondere all'ennesima provocazione del leader iraniano che nei giorni scorsi ha definito il genocidio di sei milioni di ebrei ┬źil grande inganno┬╗: ┬źAhmadinejad dovrebbe venire qui in visita. Non ho pazienza con chi nega la storia. E la storia dell'Olocausto non ha nulla di ipotetico┬╗.

┬źMi inchino davanti a tutte le vittime┬╗. Angela Merkel, nata e cresciuta in Germania Est quando Buchenwald era dalla parte sovietica della cortina di ferro, non si ├Ę limitata a denunciare gli eccidi del Terzo Reich nazisti ma ha ricordato che questo lager ┬źdal 1945 al 1950┬╗ fu trasformato dai russi in un campo di prigionia, che nuove vittime di una nuova dittatura seguirono quelle naziste: ┬źQui a Buchenwald vorrei sottolineare un obbligo che ricade su noi tedeschi, come conseguenza del nostro passato: dobbiamo difendere i diritti umani, lo stato di diritto e la democrazia. Soltanto con la consapevolezza delle nostre responsabilit├í┬á potremo lottare per la pace con i nostri amici alleati negli Stati Uniti e nel resto del mondo┬╗.

Nel giorno dei simboli, dei ricordi e della speranza, il momento pi├║ toccante arriva quando prende la parola Elie Wiesel. La letteratura non ha bisogno delle certezze della politica, ma il premio Nobel appare quasi il pi├║ realista: ┬źNon sono cos├ş sicuro che il mondo abbia imparato┬╗. A quei tempi ┬źera umano comportarsi in modo disumano┬╗, dice prima di raccontare che da qualche parte, sotto quelle zolle di terra, riposa suo padre. ┬źIl giorno in cui mio padre ├Ę morto ├Ę stato uno dei pi├║ bui della mia vita. Quando domandava aiuto io ero l├ş, ero l├ş per sentire le sue ultime parole. Ma non ero l├ş quando mio padre mi ha chiamato, pochi momenti prima di morire┬╗.

La giornata era iniziata a Dresda, altro luogo simbolico della storia contemporanea. Il 13 febbraio 1945, i bombardieri anglo-americani iniziarono a martellare una cittá  ormai priva di difese, radendola al suolo insieme ai suoi gioielli dell'architettura e provocando uno sterminato incendio in cui morirono 25mila civili.

La citt├í┬á fu poi ricostruita quasi da zero, riportando in vita, palazzi, chiese e monumenti come erano prima della guerra. Uno di questi, il ┬źCastello di Dresda┬╗, ├Ę stato la sede del vertice Obama-Merkel e della successiva conferenza stampa. Occasione che ├Ę servita al presidente americano per tornare a parlare di Medio Oriente all'indomani del "discorso all'Islam". ┬źIl momento di agire ├Ę adesso┬╗, ha detto Obama, fiducioso che il suo messaggio del Cairo abbia creato ┬źl'atmosfera giusta┬╗ per far ripartire i negoziati di pace. Un dialogo che non pu├│ avere altra soluzione che quella ┬źbasata sui due Stati┬╗ e che entro la fine di quest'anno pu├│ fare ┬źseri progressi┬╗.

Il viaggio di Obama finisce oggi. Ultime tappe, Parigi (dove verr├í┬á raggiunto da Michelle e dalle due figlie) e la Normandia, dove parteciper├í┬á alle celebrazioni per il 65┬░ anniversario dello sbarco alleato. Con lui ci sar├í┬á anche Charlie Payne, il soldato (oggi 84enne) che liber├│ Buchenwald. 

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