News per Miccia corta

03 - 06 - 2009

Verona, aggredito il giudice anti-nazi

 

(la Repubblica, mercoledí, 03 giugno 2009)

 

 

    

L'attacco di notte, dopo la fine di una festa parrocchiale Il sindaco: brutalitá  inqualificabile 

 

 

ROBERTO BIANCHIN 

 

 

 

VERONA - L'hanno riconosciuto alla festa della parrocchia. L'hanno seguito per la strada, insultato, aggredito a colpi di bottiglia, che fortunatamente l'hanno centrato a una spalla anziché alla testa. Spinto a terra con forza, è caduto e ha dovuto andare a farsi medicare al pronto soccorso. Se l'è cavata con alcune contusioni, il Procuratore capo della Repubblica di Verona Mario Giulio Schinaia, assalito lunedí sera da un giovane staccatosi da un gruppetto di dieci, presumibilmente di estrema destra, che lo aveva preso di mira. «E' una vicenda che umanamente mi deprime, perché è vigliacco aggredire le persone alle spalle - dice il Procuratore - ma quello che mi dispiace ancora di piú è che non si riesce a creare un dialogo con questi ragazzi, che purtroppo pensano di risolvere i problemi menando le mani». «Un atto di violenza brutale, vile e inqualificabile», commenta il sindaco Flavio Tosi.

Il magistrato è impegnato da tempo a tentare di arginare la violenza dei gruppi di giovani di estrema destra che infestano la cittá  con pestaggi pressoché continui nei confronti di altri giovani di idee opposte. «Siccome c'è giá  scappato il morto - spiega - stiamo cercando di imporre l'alt a questi atteggiamenti». L'aggressione subita, dice, «sembra proprio legata» alle sue inchieste degli ultimi tempi, in cui ha messo sotto accusa 30 giovani di estrema destra: 17 indagati per dieci pestaggi avvenuti negli ultimi tre anni, 8 arrestati per l'aggressione a una ragazza del gennaio scorso, 5 mandati a processo per l'uccisione del giovane Nicola Tommasoli, massacrato a calci un anno fa.

L'altra sera il magistrato, insieme alla moglie e ad alcuni amici, era andato come fa ogni anno alla tradizionale festa della parrocchia di Avesa, un borgo sulle colline nell'immediata periferia della cittá , poco distante da dove abita. Clima festoso, pasta con le sarde, la lotteria, la pesca coi tappi. Proprio al bancone dei tappi aveva vinto una pianta che teneva in mano mentre, verso le undici, lasciava la festa e insieme alla moglie stava andando a prendere l'auto che aveva parcheggiato in una strada poco distante. E' a questo punto che si accorge di essere seguito da un gruppetto di una decina di giovani, ragazzi e ragazze, tra i venti e i venticinque anni. Li aveva giá  notati alla festa, quando lo avevano riconosciuto: «Guarda, quello è Schinaia», dicevano. Ma non aggiungevano altro. Adesso parlavano tra loro a voce alta, in italiano ma con un forte accento veronese, e con un frasario scurrile. Piú parolacce che parole.

A un certo punto, mentre imbocca la stradina buia dove ha lasciato l'auto, il magistrato sente dei passi veloci alle sue spalle, e un grido: «Schinaia di m.». Non fa in tempo a voltarsi che viene aggredito alle spalle. Sente il peso di un corpo che gli si butta addosso spingendolo in terra, e nello stesso tempo il colpo di una bottiglia di vetro che si abbatte sulla sua spalla destra e si frantuma in mille pezzi. Solo allora si volta e vede un giovane che scappa. Un metronotte, che passava in auto, dirá  di averne visti due fuggire. Il magistrato gli grida: «Ma perché? Cosa ti ho fatto? Qual è il problema?». Schinaia dovrá  ricorrere alle cure del pronto soccorso, dove gli troveranno alcune contusioni, ma niente di rotto, e gli applicheranno un tutore per tenere fermo il braccio. Ma stamane, assicura, sará  regolarmente in ufficio. Le indagini sono state affidate alla Digos. Il magistrato dice di non aver riconosciuto il suo aggressore. Ma sembra certo che l'ambiente da cui proviene sia proprio quello dei gruppuscoli dell'estrema destra veronese. Quelli che la collettivitá  cittadina troppo spesso esita a condannare con fermezza. 

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