News per Miccia corta

01 - 06 - 2009

E Krusciov ordinó: alzate il Muro

 

(la Repubblica, lunedí, 01 giugno 2009)

 

 

I documenti conservati negli archivi segreti del Cremlino svelano uno dei piú grandi enigmi della Guerra fredda Fu il capo dell'Unione Sovietica a imporre al dittatore della Rdt Walter Ulbricht di dividere le due Germanie 

 

   

 

ANDREA TARQUINI

 

 

 

BERLINO 

Fu l'allora capo del Cremlino, Nikita Krusciov, a decidere la costruzione del Muro di Berlino nel 1961. La scelta, che provocó una delle piú gravi e pericolose crisi nei decenni di confronto tra mondo libero e impero sovietico, non fu dunque fatta sovranamente dal dittatore tedesco-orientale Walter Ulbricht. Il chiarimento finale di uno dei piú grandi enigmi della Guerra fredda viene dai dossier segreti di Mosca. Matthias Uhl, ricercatore del Deutsches Historisches Institut a Mosca, li ha studiati a fondo, e ha trovato i documenti-chiave: i protocolli dei colloqui top secret al Cremlino tra Ulbricht e Krusciov.

I dossier segreti del Cremlino ci riportano indietro di un'epoca. Il vertice tra Krusciov e Ulbricht ha luogo il primo agosto del 1961, cioè dodici giorni prima dell'inizio (il 13 agosto dello stesso anno) della costruzione della "barriera di difesa antifascista" che separó l'est dall'ovest dell'allora ex capitale tedesca, e i confini esterni di Berlino Ovest, isola libera e presidiata dai soldati americani, britannici e francesi nel bel mezzo della Rdt che la circondava.

I due si conoscevano giá  dai tempi della battaglia di Stalingrado: Krusciov era ufficiale nell'Armata rossa, Ulbricht, esule antinazista, con gli altoparlanti sovietici incitava i soldati della Wehrmacht ad arrendersi. Ma fin da allora non si piacevano: diretto e impulsivo il figlio di contadini, sempre ripiegato su se stesso e sui suoi piccoli calcoli di potere il funzionario comunista sá ssone. La Rdt, piegata dall'esodo in massa delle élites attraverso Berlino cittá  aperta, si preparava al peggio, pensava a chiudere i confini. Ma fu Krusciov, è scritto nei protocolli, a porre il problema, convocando il dittatore. «Il compagno segretario generale ha inviato il nostro ambasciatore a Berlino est dal compagno Ulbricht». Il diplomatico portó a Ulbricht una lettera segreta: «Compagno Walter, vorrei informarla di alcune mie riflessioni su come affrontare e usare le tensioni con il mondo capitalista, e costruire un anello d'acciaio attorno a Berlino...molti, troppi ingegneri sono scappati dalla Rdt, è un problema per tutto il blocco».

Ulbricht voló a Mosca sul suo lussuoso "Ilyushin 18" personale, atterró a Vnukovo 2, lo scalo dei vip, accorse al Cremlino. Krusciov fu esplicito: «Compagni, ma che sta succedendo da voi? Due anni fa sono venuto al congresso del vostro partito, tutto era in ordine, volevate sorpassare la Germania ovest...». Il capo del Cremlino trovó un Ulbricht acquiescente e pronto a ogni misura: «Compagno Nikita Serge'evic,», rispose il dittatore con la barba a pizzetto e il comico accento sá ssone, «affrontiamo alcuni problemi non risolvibili con frontiere aperte...la gente avanza rivendicazioni che non possiamo soddisfare». Poi cominció a prendersela con gli altri paesi del blocco: «Dove sono le forniture di acciaio o carbone che polacchi o bulgari ci promettono? Senza quelle consegne come faccio a far marciare l'industria?». Poi Ulbricht colse l'occasione per assecondare Krusciov e consolidare il suo potere contro la debole fazione che nella Sed (il Pc al potere nella Rdt) simpatizzava con i cauti riformismi di Mosca. «I primi responsabili sono i revanscisti di Bonn...ci risulta che tramino per organizzare una rivolta da noi in autunno».

Krusciov gli credette e rispose con un ordine. «Vi lascio una o due settimane di tempo». «Informo subito i miei responsabili economici», replicó Ulbricht. «No, per caritá , se no tutto diverrá  pubblico», rispose Krusciov. La costruzione del Muro fu diretta dall'astro nascente del regime, l'allora giovane Erich Honecker. Ventotto anni dopo Honecker, diventato numero uno del regime, avrebbe visto la caduta del Muro della Vergogna e la fine del suo Stato. 

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