News per Miccia corta

10 - 05 - 2009

Napolitano: Pinelli vittima due volte

 

(la Repubblica, domenica, 10 maggio 2009)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il presidente si commuove per l'anarchico. "Sulle stragi verit├í┬á monca" 

 

  No alla tesi del "doppio Stato". "Ma riflessione collettiva sul terrorismo" 

 

Pinelli fu vittima di infondati sospetti, poi di una assurda fine. Qui si rompe il silenzio su una ferita legata ai 17 morti della strage di piazza Fontana 

 

 

 

 

GIORGIO BATTISTINI 

 

 

 

 

ROMA - ┬źGiuseppe Pinelli fu vittima due volte: prima di pesantissimi e infondati sospetti, poi di un'improvvisa, assurda fine┬╗. Giorgio Napolitano, celebrando al Quirinale il Giorno della memoria, riapre il capitolo delle responsabilit├í┬á sulla strage di piazza Fontana. Senza rimettere in discussione il lavoro d'un magistrato ┬źd'indiscutibile scrupolo e indipendenza┬╗, e cio├Ę Gerardo D'Ambrosio. Con le sue parole nette il presidente della Repubblica intende compiere, e lo dice chiaro nel Salone dei Corazzieri al Quirinale, ┬źun gesto politico e istituzionale┬╗, ┬źrompendo il silenzio su una ferita non separabile da quella dei 17 che persero la vita a piazza Fontana, e su un nome┬╗ - qui la sua voce ├Ę spezzata dall'emozione che gl'impedisce di proseguire - di cui ┬źva riaffermata e onorata la linearit├í┬á┬╗: quello di Giuseppe Pinelli. Napolitano ringrazia la vedova Licia per aver ┬źaccettato, lei e le sue figlie, di essere oggi con noi┬╗. Al suo fianco la vedova di Luigi Calabresi (presente anche il figlio Mario, direttore della Stampa), che le stringe la mano in un vistoso gesto di riconciliazione. Dopo un gelo silenzioso durato quasi quarant'anni.

 

Qualcosa in pi├║ d'una riconciliazione nazionale, peraltro gi├í┬á avviata da tempo. Il capo dello Stato getta ulteriori basi per una ricomposizione, dopo gli anni del terrore e della paura, quel conflitto a bassa intensit├í┬á che ha accompagnato in Italia la guerra fredda. Negli anni in cui, dice, ┬źs'incrociano in Italia diverse trame eversive, da un lato di destra neofascista e d'impronta reazionaria, con connivenze anche in seno ad apparati dello Stato. Dall'altro di sinistra estremista e rivoluzionaria, fino al dilagare del terrorismo delle Brigate rosse┬╗, fino al delitto Moro.

 

Secondo Napolitano ricordare la strage di piazza Fontana, e con essa ┬źl'avvio di un'oscura strategia della tensione┬╗, significa anche ┬źricordare una lunga e tormentatissima vicenda d'indagini e processi da cui non si ├Ę riusciti a far scaturire un'esauriente verit├í┬á giudiziaria┬╗. E questo vale anche per altri ┬źanelli┬╗ di quella catena di stragi che hanno colpito, oltre a Milano, Bologna e Brescia. Tutte vicende per le quali ┬źnon sono scaturite esaurienti verit├í┬á giudiziarie┬╗.

 

Spiega il presidente della Repubblica, sintetizzando tanti anni d'inchieste giudiziarie e politiche, che il clima era ┬źdi convulso allarme e disorientamento, e quindi il fine venne indicato in una destabilizzazione del sistema democratico fino a creare le condizioni per una svolta autoritaria nella direzione del Paese┬╗. Componente ┬źnon secondaria┬╗ di quella trama, come scrisse la Commissione stragi, fu ┬źl'attivit├í┬á depistatoria di una parte degli apparati dello Stato┬╗, grazie alla quale ┬źrimasero spesso non determinate le responsabilit├í┬á, individuali e non solo┬╗. Bisogna invece riuscire a ┬źguardare avanti senza dimenticare quel che ├Ę accaduto, ma superando ogni istintivo rancore┬╗.

 

Ci├│ detto, secondo Napolitano ┬źnon si possono gettare indiscriminati e ingiusti sospetti┬╗ sull'operato di quanti indagarono, e in particolare sulla magistratura. Anche quando ├Ę rimasto incompiuto il cammino della verit├í┬á e della giustizia┬╗. Il presidente nega la teoria del ┬źdoppio Stato┬╗, cara a una parte della sinistra, e invita invece ad accomunare nel rispetto i familiari di tutte le vittime. 

 

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