News per Miccia corta

10 - 05 - 2009

L'Italia riapre il caso Battisti. Napolitano: ``Francia e Brasile indulgenti``

 

(la Repubblica, domenica, 10 maggio 2009)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il j'accuse di Napolitano ai due governi: "Incomprensibile indulgenza" 

 

 

 

OMERO CIAI 

 

 

 

 

ROMA - ሠsevero il presidente Napolitano quando, nel corso della celebrazione della Giornata della Memoria, ricorda i «trattamenti incomprensibilmente indulgenti» riservati a «terroristi condannati per fatti di sangue e per lungo tempo sottrattisi alla giustizia italiana». Il presidente non cita i due terroristi, ma il suo riferimento a Cesare Battisti e Marina Petrella è evidente. «Attenzione e rigore - insiste Napolitano - ho dovuto mostrare in tempi recenti nei rapporti con i Capi di Stato della Francia e del Brasile per difendere tra l'altro il prestigio del nostro sistema democratico, che ha dato e dá  tutte le garanzie dovute nell'amministrazione della giustizia, e anche nella gestione delle sanzioni penali. Spero - ha concluso - che la mia voce sia ascoltata con spirito di amicizia».

 

Un giudizio e un appello che oggi puó pesare molto di piú sul caso Battisti, ancora aperto in Brasile, che su quello di Marina Petrella, chiuso con il no all'estradizione per motivi umanitari, in Francia. Dopo la concessione dell'asilo politico da parte del ministro della Giustizia all'inizio dell'anno, infatti, il processo per l'estradizione dell'ex terrorista dei Pac è ancora in attesa di una sentenza da parte del Tribunale Supremo di Brasilia. Il dibattito tra giudici, procura, avvocati e politici in Brasile è serrato e previsioni sul verdetto nessuno vuole farne.

 

Martedí nella Commissione diritti umani del Parlamento brasiliano si svolgerá  un incontro al quale parteciperá , invitato come "giornalista italiano", addirittura Achille Lollo, uno dei tre ex militanti di Potere Operaio condannati per la strage di Primavalle. Insieme a Lollo, che dopo la fuga dall'Italia raggiunse prima l'Angola e poi il Brasile, ci saranno Fred Vargas, la giallista francese che protegge Battisti e finanzia tutte le spese per la sua difesa; il ministro della Giustizia, Tarso Genro; e gli avvocati dell'ex terrorista. Ad organizzare l'incontro sono i deputati e i senatori del Pt, il partito del presidente Lula, e l'intento chiaro quello di fare pressione sui magistrati del Tribunale.

 

Intanto la sentenza tarda anche perché i nodi giuridici da sciogliere sono complessi e i pareri discordi. «Sará  una sentenza emblematica per la nostra storia giuridica» ha detto De Mello, uno degli undici magistrati del Tribunale Supremo (un organo che in Brasile ricopre anche funzioni della nostra Corte Costituzionale), scusandosi del ritardo per un verdetto che è previsto entro la fine del mese di maggio ma che potrebbe slittare ancora. A favore di Battisti s'è pronunciato in questi giorni il procuratore capo della nazione, De Souza, consegnando una memoria nella quale sostiene che il Tribunale dovrebbe estinguere il processo, perché l'attribuzione dell'asilo è un atto politico del governo che non puó essere messo in discussione dai magistrati. Per il principio della separazione dei poteri - argomenta De Souza - qualsiasi decisione di politica internazionale, come la concessione dello status di rifugiato ad uno straniero, compete esclusivamente al governo brasiliano e l'ultima parola non spetta ai magistrati ma semmai al presidente Lula.

 

Le parole di Napolitano hanno avuto eco in Brasile ma anche in Italia, dove sia il ministro La Russa che l'esponente del Pd, Piero Fassino, hanno detto di condividere la posizione del Quirinale. 

 

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