News per Miccia corta

27 - 04 - 2009

``Stop al ddl sull'equiparazione tra partigiani e repubblichini``

 

(la Repubblica, lunedí, 27 aprile 2009)

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

ANDREA MONTANARI 

 

 

 

 

MILANO - Silvio Berlusconi smentisce i colonnelli del Pdl e annuncia il ritiro del ddl su Saló. «Non sapevamo che fosse stato presentato questo disegno di legge, sará  certamente ritirato». Per la seconda volta in una settimana, il presidente del Consiglio, dopo aver debuttato alle celebrazioni del 25 aprile, ha raccolto in meno di un'ora un nuovo invito del segretario del Pd Dario Franceschini. Il disegno di legge in questione è quello che prevede la parificazione dei partigiani con i repubblichini. Lo stesso che ancora ieri il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto e il vicepresidente vicario Italo Bocchino avevano difeso in una nota congiunta. Appena arrivato per una visita a sorpresa al Salone del Mobile in corso a Milano, si è capito subito che Berlusconi era in vena di annunci. Al Pd che ora gli chiede la promessa di non cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza risponde indirettamente: «L'Abruzzo sia un primo banco di prova per iniziare a fare cose insieme anche con l'opposizione. Ho sempre pensato che siano maturi i tempi perché si guardi insieme al passato e si progetti insieme il futuro. C'è molto lavoro che ci aspetta ancora. Mi auguro che si possa lavorare insieme per fare le cose di cui abbiamo bisogno». Frena invece il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto. La Costituzione stessa, dice Cicchitto prevede che «si puó registrare il consenso fra maggioranza e opposizione, ma anche il dissenso e la conseguente modifica realizzata a maggioranza». Dunque, dice il capogruppo, la richiesta di Franceschini al premier implicherebbe l'accettazione di un potere di veto dell'opposizione» che non è previsto.

 

Si capisce peró che la svolta del 25 aprile e prima ancora il dramma del terremoto potrebbero aprire una nuova fase politica di dialogo con il Pd. «Mi sembra si possa pensare davvero a superare il periodo che abbiamo alle spalle e andare verso un comune sentimento nazionale». dice il Cavaliere. Berlusconi non scioglie peró i nodi sull'ipotesi di ridimensionare i finanziamenti per l'Expo in programma a Milano nel 2015 per accelerare la ricostruzione delle zone terremotate. «Abbiamo stanziato una cifra importante, siamo pronti a fare tutto ció che è necessario e se questa cifra non basterá  avremo la possibilitá  di fare altro», dice il premier». Che aggiunge: «Stiamo gestendo molto bene 75mila persone. Stiamo lavorando per la costruzione di questi quattordici complessi immobiliari che dovrebbero essere pronti prima dell'inverno, abbiamo spostato il G8 all'Aquila. Anche l'Expo di Milano puó andare nella direzione di un'attenzione verso una terra come l'Abruzzo sulla quale dovranno confluire le disponibilitá  e possibilmente di tutti. Sono abbastanza sereno. Sono sicuro di riuscire a non far passare il prossimo inverso al freddo agli sfollati». Il premier dispensa ottimismo anche sulla crisi economica: «Ci sono tanti buoni segnali che stanno arrivando – dice – e io continuo a essere ottimista come lo sono sempre stato. Ho sempre detto che l'Italia è messa in una situazione da cui puó uscire prima e meglio degli altri paesi europei da questa crisi globale». 

 

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