News per Miccia corta

26 - 04 - 2009

``Repubblichini come i partigiani`` ora vacilla il ddl della maggioranza

 

(la Repubblica, domenica, 26 aprile 2009)

 

 

 

La legge prevede l'Ordine del Tricolore e un vitalizio per tutti i combattenti 

 

 

LIANA MILELLA 

 

 

 

ROMA - Un «ordine del Tricolore» per tutti. Per chi fu gappista o partigiano e per chi combatté dall'altra parte, per la repubblica di Saló. Un vitalizio annuo di 200 euro da versare sempre entro il 31 luglio. E un 20 per cento in piú per le pensioni. E' scritto in una proposta di legge il 23 giugno 2008, oggi all'esame della commissione Difesa della Camera, che nel giorno dell'unitá  sul 25 Aprile fa litigare Franceschini e Berlusconi. «Gli chiedo di essere coerente e di far ritirare dal gruppo parlamentare del Pdl il progetto di legge di cui è giá  iniziata la discussione alla Camera che prevede l'equiparazione di repubblichini e partigiani. Per essere coerenti ritirino domani il progetto di legge», dice il leader del Pd.

l premier non dice no, non chiude la porta. «E un tema - dice il Cavaliere - su cui ancora non ho riflettuto. Ci sono state differenze anche se la pietá  deve naturalmente andare anche a coloro che credendosi nel giusto hanno combattuto per una causa che era una causa persa. Su questo tema rifletteremo».

Berlusconi forse vuole nuove polemiche proprio nel giorno della Festa della Liberazione.

Chi non si spaventa delle polemiche è invece Lucio Barani, il deputato del Nuovo Psi che ha presentato la proposta di legge. Circola a Montecitorio con un garofano rosso all'occhiello e dice «sono socialista, figlio di un partigiano, non posso essere sospettato di revisionismo»). E' entusiasta di Berlusconi («Conosce la mia proposta e la condivide») e di Napolitano («áˆ per la pacificazione»), né pensa al passo indietro. Nel comune di cui è stato sindaco (Aulla) ha eretto una statua di Craxi e affisso il cartello "paese dedipietrizzato", ignora Alemanno.

Il sindaco di Roma, appena ieri mattina, ha platealmente firmato, a Forte Bravetta, la petizione del consigliere comunale Pd Paolo Masini che chiede di stoppare la legge. Lui risponde: «La storia non la ferma nessuno, neppure Alemanno. La pacificazione c'è stata in Spagna, Portogallo, Grecia. L'ha chiesta, quand'era presidente della Camera, Violante. Se n'è fatto interprete, nella sua ultima intervista, Craxi. Il mio "ordine del tricolore" sta sulla scia dell'amnistia per tutti concessa da Togliatti e delle pensioni per tutti di Scelba e Tambroni».

Massimo D'Alema piglia le distanze perché «non si puó mettere sullo stesso piano la Resistenza e Saló». Ma Barani non demorde: «Giuliano Vassalli nel "˜35 vinse un premio fascista, oggi dice che ha sbagliato, ha presieduto la Consulta e tutti lo consideriamo un padre della patria. Vogliamo forse parlare di Spadolini? Dopo 60 anni quella pagina va chiusa».

Soddisfatto, cita chi ha firmato la legge, tutti pidiellini, il suo segretario Stefano Caldoro, l'ex Pri Ricardo Antonio Merlo, due dell'Mpa (Lo Monte e Sardelli). Nessuno lo ha chiamato per fermarsi. Ma la disciplina di gruppo conta. Il bergamasco Gregorio Fontana, classe "˜63, non lo scarica, ma è cauto. «Un vecchio socialista come lui è al di sopra di ogni sospetto, non è un reduce di Saló, e per questo ho firmato una legge che perseguiva la pacificazione. Se peró dovesse rinfocolare odi e divisioni, sarei pronto a fare un passo indietro». 

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