News per Miccia corta

10 - 01 - 2006

Revisionismi. Legge che equipara Saló e Resistenza arriva al Senato

(da ``La Repubblica``, martedí 10 gennaio 2006, pagina 22 - Interni)

Da domani in aula la discussione. Appello dell'Anpi a Pera e Casini.
Cofferati: decisione della maggioranza insensata


Saló, la legge arriva al Senato

Equipara repubblichini e partigiani. L'Unione: nuova vergogna

CLAUDIA FUSANI

ROMA - Diventeranno «militari belligeranti» gli uomini che scelsero di servire Mussolini e la Repubblica di Saló tra il 1943 e il 1945. Diventeranno tutti servitori della patria, cosí come lo sono i partigiani, i reduci di quella stagione: non solo chi militó nelle quattro divisioni - Littorio, Monte Rosa, San Marco e Italia - ma anche quelli delle bande criminali, come la banda Koch o la banda Caritá  che davano una mano ai tedeschi nei rastrellamenti a nord della Linea Gotica.
Se va tutto come previsto, domani il disegno di legge presentato da An, primo firmatario il senatore Riccardo Pedrizzi, sará  approvato dal Senato per approdare subito dopo alla Camera. L'opposizione non ci sta. «Nel merito e nel metodo» osserva il senatore diessino Walter Vitali: «Questo ddl era scomparso dall'agenda dei lavori un anno fa quando il centrodestra provó a barattarlo con i finanziamenti per il 60 esimo della Liberazione. Adesso è spuntato fuori di nuovo per fare un favore ai repubblichini». Il centrosinistra parla di «assurditá  storica basata su discutibili fondamenti giuridici e costituzionali» (Vasco Errani, governatore dell'Emilia Romagna) e di «decisione assurda e insensata» (il sindaco di Bologna Sergio Cofferati). «Una nuova legge vergogna con cui si cerca di riscrivere la storia» attacca il verde Paolo Cento. Le Associazioni partigiani di Firenze, il primo comune che si ribelló un anno fa al disegno di legge coinvolgendo tutti i consigli comunali, e di Bologna hanno scritto una lettera al presidente del Senato Marcello Pera e della Camera Pier Ferdinando Casini perché blocchino l'approvazione della legge. Di tutto ció il senatore Pedrizzi si dice «contento e onorato»: le polemiche sono immotivate perché «i militi della Rsi furono uomini che scegliendo Saló, il generale Graziani e Mussolini, rimasero fedeli alla Patria pur sapendo persa la guerra». Quindi, a tutti gli effetti e dal punto di vista giuridico, «erano militari belligeranti».
Per il centrosinistra, invece, «il parlamento sta per approvare una legge che viola la Costituzione antifascista». Dopo l'8 settembre del 1943 il governo legittimo dell'Italia era a sud e non a Saló.
Nella ``Storia d'Italia`` di Giorgio Candeloro i ``repubblichini`` sono stati circa duecentomila: 52 mila andarono con il generale Graziani, centomila furono arruolati nella Guardia nazionale repubblicana agli ordini di Renato Ricci, 4 mila nella X-Mas, ventimila arruolati direttamente con i tedeschi. «Ma il conto deve tener presente - osserva il professor Paolo Pezzino, consulente della Commissione parlamentare sulle stragi nazifasciste - anche le Brigate nere e le varie bande». Oggi è rimasto qualche migliaio di reduci.
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