News per Miccia corta

21 - 04 - 2009

25 aprile, La Russa contro i partigiani rossi

 

(la Repubblica, martedí, 21 aprile 2009)

 

 

 

 

 

Non ancora esclusa la presenza di Berlusconi a Milano Moratti e Formigoni prendono tempo 

 

 

ANDREA MONTANARI 

 

 

 

MILANO - L'unica certezza, al momento, è che Silvio Berlusconi parteciperá  sabato, per la prima volta, alle celebrazioni per il 64° anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Anche se non è ancora chiaro dove. Le ultime indiscrezioni parlano di Montelungo, dove si recherá  il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ma restano ancora in piedi le ipotesi di una nuova visita del premier nelle zone terremotate dell'aquilano o che partecipi nel pomeriggio alla tradizionale manifestazione nazionale organizzata dall'Anpi a Milano, dove lo ha invitato nei giorni scorsi il segretario del Pd Dario Franceschini.

Dal suo entourage, non trapela altro. Ma è sufficiente a far salire ulteriormente la tensione tra maggioranza e opposizione. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa rilancia: «I partigiani rossi meritano rispetto, ma non possono essere celebrati come portatori di libertá ». Pronta la replica del portavoce del Pd Andrea Orlando: «La Russa ha oltrepassato il segno. Fare distinzioni tra partigiani buoni o cattivi è intollerabile oltre che menzognero nei confronti della veritá  storica». Chiede rispetto anche Pierluigi Castagnetti del Pd: «Quelle di La Russa sono solo manifestazioni di incapacitá  ad accogliere il senso storico di quella pagina gloriosa della storia d'Italia». Sulle barricate pure l'estrema sinistra. Per Oliviero Diliberto del Pdci «il premier farebbe meglio ad andare in Sardegna perché non si puó diventare antifascisti in un sol colpo», mentre il segretario di Rifondazione Paolo Ferrero aggiunge: «Se non dichiara apertamente il suo antifascismo, la sua partecipazione sarebbe solo una presa in giro degli italiani».

Ma anche il centrodestra si divide. Il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto invita il premier a «non dover dimostrare le sue credenziali a Franceschini andando a farsi fischiare in piazza Duomo a Milano, come è giá  successo a Bossi e alla Moratti». Nel frattempo, a Milano è giá  partito sul sito Indymedia il passaparola negli ambienti vicini ai centri sociali e alla sinistra antagonista. Al grido: «Berlusconi se ne stia a casa. Antifascisti sempre». Tanto che il verde Carlo Monguzzi lancia un appello a tutte le anime della sinistra: «Se Berlusconi verrá  a Milano ci sará  una piazza divisa in due: la prima fischierá  Berlusconi, la seconda il Pd che l'ha invitato. Pensiamo solo a organizzare una grande manifestazione, non a Berlusconi».

Il governatore lombardo Roberto Formigoni e il sindaco di Milano Letizia Moratti prendono ancora tempo e si affidano al premier. «Mi consulteró con Berlusconi, ma nel "˜95 partecipai e fui fischiato» - precisa il primo. «Sto valutando, anch'io sentiró il premier» - sottolinea la seconda, che nel 2006 fu costretta ad abbandonare la manifestazione insieme al padre Paolo Brichetto Arnaboldi, ex deportato a Dachau. Il suo predecessore Gabriele Albertini, ora eurodeputato del Pdl, peró non ha dubbi: «Il sindaco di Milano non puó mai mancare sul palco di Piazza Duomo. E se il caso si prende i fischi, come è capitato a me. Le istituzioni non possono dimenticare che Milano ha ricevuto la medaglia d'oro». 

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