News per Miccia corta

19 - 04 - 2009

25 aprile, Franceschini sfida il premier ``Venga in piazza con me a Milano``

 

(la Repubblica, domenica, 19 aprile 2009)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  Il ministro della Difesa: saró alle celebrazioni ufficiali, ma non mi faró insultare 

 

La manifestazione di Milano sará  conclusa da Oscar Luigi Scalfaro ed Epifani 

 

 

 

ANDREA MONTANARI 

 

 

 

Milano - L'invito di Dario Franceschini a Silvio Berlusconi arriva al termine di un incontro con i candidati alle amministrative. «Venga con me a Milano alla manifestazione del 25 aprile - spiega il segretario del Pd - Sarebbe un modo per dimostrare che la Resistenza è ancora un luogo condiviso. Quando nella politica italiana c'erano grandi scontri, il 25 aprile è sempre stato un momento di unitá  e noi vogliamo che torni ad essere la festa di tutti e non confinata a un luogo cerimoniale». Nel giro di venti minuti arriva, per la prima volta e a sorpresa, un'apertura del presidente del Consiglio. «Ci sto pensando, ma probabilmente saró in campo - annuncia il premier in visita nuovamente nei luoghi del terremoto in Abruzzo - Non ho mai partecipato perché credo ci sia stata un'appropriazione del 25 aprile da parte di un'area sola della politica, ma sto riflettendo, ma probabilmente ci saró». Anche se non chiarisce ancora a quale delle manifestazioni in programma per il 64° anniversario della liberazione dal nazifascismo intende eventualmente partecipare.

 

Quanto basta, peró, a provocare la gelida reazione del ministro della Difesa Ignazio La Russa, che precisa subito: «Per quanto mi riguarda, parteciperó solo alle celebrazioni istituzionali. Per il resto, dipende da cosa si intende celebrare il 25 aprile. Se significa prendere gli insulti, io non ci sto».

 

Grande soddisfazione, invece, dal comitato organizzatore della manifestazione di Milano, che quest'anno sará  conclusa dal presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro e dal leader della Cgil Guglielmo Epifani: «La presenza del premier - sottolineano - sarebbe un fatto importante». Anche il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati del Pd rilancia l'invito: «Se Berlusconi teme che il 25 aprile sia solo di una parte politica, partecipi anche lui alle celebrazione. Mi auguro che lo faccia e lo invito anch'io a Milano». Ci sará  anche il candidato Pdl Guido Podesta'. Frena, al contrario, il segretario lombardo di Rifondazione comunista Alfio Nicotra: «Bisogna essere antifascisti 365 giorni l'anno. Berlusconi ha sempre avuto una relazione ambigua col fascismo. Sostiene che la nostra Costituzione è stata ispirata dai soviet. Non vorrei che scegliesse la piazza del 25 aprile per cercare l'incidente. L'ennesimo. In questo caso farebbe bene a restare a casa».

 

Nel 2006, infatti, il sindaco di Milano Letizia Moratti ancora in campagna elettorale fu costretta ad abbandonare il corteo coperta di fischi insieme al padre Paolo Brichetto Arnaboldi, ex deportato a Dachau. L'anno dopo, da sindaco, sfidó i fischi urlando dal palco: «Viva la Resistenza». E piazza Duomo applaudí. L'anno scorso, quello in cui il sindaco forzista di Alghero Marco Tedde vietó Bella Ciao, la Moratti cambió idea: «Non partecipo». Quest'anno non ha ancora deciso.

 

Anche il suo predecessore Gabriele Albertini aveva sollevato polemiche. Quando in occasione del 25 aprile aveva reso omaggio non solo ai caduti partigiani al campo della Gloria al cimitero Maggiore di Milano, ma anche ai quelli della Repubblica di Saló sepolti al campo 10. 

 

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