News per Miccia corta

05 - 01 - 2006

Massacro fascista del Circeo del `75. E` morta Donatella Colasanti

(da "il manifesto", 5 gennaio 2006)

Morta a Roma Donatella Colasanti

Insieme a Rosaria Lopez fu vittima nel 1975 del massacro del Circeo. Ha passato la vita chiedendo giustizia

CARLO LANIA

Per chiunque conosca la sua storia, dimenticare Donatella Colasanti è impossibile. L`Italia la scoprí drammaticamente a metá  degli anni 70, quando il suo viso uscí dal bagagliaio di una Fiat 127 parcheggiata a Roma in una strada dei Parioli, quartiere bene quasi per definizione. Gli occhi spalancati per l`orrore, la faccia sporca di sangue, il corpo seminudo coperto a malapena da una coperta. Accanto a lei, nel bagagliaio, il corpo senza vita di Rosaria Lopez. A gettarle tutte e due lí dentro, dopo 36 ore di sevizie subite in una villa del litorale romano, erano stati Angelo Izzo, Andrea Ghira e Giovanni Guido, tre neofascisti ormai convinti di doversi semplicemente liberare di due cadaveri. Donatella si salvó perché si finse morta e perché una guardia notturna sentí i suoi lamenti provenire dall`interno della macchina. Era la notte del 30 settembre 1975. L`apertura di quel bagagliaio permise a Donatella Colasanti di continuare a vivere e all`Italia di scoprire uno dei crimini piú ignobili della sua storia. Esattamente trent`anni dopo quello che passó alla cronaca come il massacro del Circeo, il 30 dicembre scorso Donatella Colasanti è morta a 47 anni in un ospedale romano al termine di una lunga malattia e di una vita trascorsa fino all`ultimo minuto chiedendo giustizia per quanto subito da lei e da Rosaria. Non si era arresa neanche dopo il riconoscimento, avvenuto nel novembre scorso a Melilla, enclave spagnola in Marocco, del corpo di Andrea Ghira, l`unico dei suoi massacratori a non aver fatto neanche un giorno di carcere. A ricordarlo è stato ieri il padre dando l`annuncio della sua morte: «Donatella ha vissuto il suo dramma come se fosse accaduto ieri» ha spiegato Mario Colasanti, mentre il legale della famiglia, l`avvocato Mauro Cimino, ha ricordato come le sua ultime parole siano state ancora una volta la richiesta di continuare a battersi per cercare la veritá .

Seppure avvenuto nel pieno degli anni `70 il massacro del Circeo non si puó associare automaticamente agli anni di piombo, e tuttavia non a caso rappresentó subito, e continua a rappresentare, un evento dal fortissimo connotato politico e soprattutto sociale. Rivelava quel che erano allora i fascisti «pariolini». Metteva a nudo un rapporto tra uomo e donna non ancora rivoluzionato dal femminismo. Inoltre, se non un delitto politico, fu certamente un delitto di classe reso possibile dalla farneticante e sadica violenza di tre ragazzi per bene che all`ideologia neofascista accompagnavano la certezza di poter restare impuniti dopo aver ucciso due ragazze di periferia conosciute per caso e attirate in una trappola con la scusa di una festa al mare. E non è certo un caso se proprio Ghira riuscí a fuggire quasi subito all`estero dove restó al sicuro, grazie a una rete di complicitá  su cui adesso indaga la procura di Roma, fino al giorno della sua morte, avvenuta in segreto nel 1994.

Anche per questo Donatella Colasanti non ha mai smesso di chiedere giustizia. Perché se Izzo e Guido, condannati all`ergastolo, scontavano in carcere la loro pena, è forte il sospetto che Ghira in questi decenni sia venuto piú volte a Roma. Senza contare poi il fatto che quella del Circeo è una tragedia riportata piú volte alla luce dalla cronaca. Come accadde nell`aprile dello scorso anno, quando Angelo Izzo tornó a uccidere durante un permesso dal carcere di Campobasso dove era detenuto. Vittime ancora una volta due donne, la moglie e la figlia di un detenuto con cui aveva diviso la cella nel carcere di Palermo. Invitabilmente anche quella volta il pensiero di tutti corse a Donatella, e anche quella volta lei non si tiró indietro, tornando a chiedere a chi di dovere di non far mai uscire dal carcere il suo massacratore e arrivando perfino ad auspicare per lui la pena di morte.La stessa cosa è accaduta quando è stato ritrovato il corpo di Ghira. Donatella non ha mai creduto che la salma sepolta nel cimitero di Melilla fosse quella dell`uomo che si era accanito su di di lei e Rosaria Lopez. Per questo una volta uscita dall`ospedla pensava di convocare una conferenza stampa a Campobasso, cittá  nella quale Izzo ha ucciso pe l`ultima volta. «Si sarebbe vestita a lutto, perché Donatella non ha mai creduto alle ultime novitá  sul caso Ghira. E avrebbe lottato fino all`ultimo per la veritá . A costo di trovarla lei», ha spegato ieri l`avvocato Cimino. Suonano invece come una critica ai magistrati le parole di Letizia Lopez, sorella di Rosaria. «Donatella Colasanti è rimasta vittima di una giustizia che le è stata negata fino alla fine: abbandonata a se stessa, nessun si è accorto dei suoi problemi e del fatto che stava male», ha detto la donna. «Mi auguro che la sua morte faccia risvegliare ora le coscienze di chi non ha cercato come doveva la veritá ». Infine il commento sprezzante di Angelo Izzo: «Mi dispiace per la Colasanti. E` una donna che ha subito molta violenza», ha detto il massacratore del Circeo.
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