News per Miccia corta

07 - 04 - 2009

Uguaglianza e democrazia

 

(la Repubblica, martedí, 07 aprile 2009)

 

 

 

La crisi economica coinvolge direttamente la vita di grandi masse in tutto il pianeta investendo identitá , ruoli, prospettive. Per questo alla politica spetta il compito di costruire un nuovo consenso 

 

 

 

 

ALDO SCHIAVONE 

 

 

--------------------------------------------------------------------------------

 

 

 

Nell'incipit di un saggio una volta famoso, oggetto di una polemica violentissima, Albert Camus scriveva che "l'uomo in rivolta", nel "dire no", afferma l'esistenza di una frontiera, di un limite intollerabilmente superato, e dunque formula in modo bruciante un giudizio di valore, che è insieme per lui "tutto" e "niente", ma in nome del quale vale comunque la pena di mettersi in gioco. E sono proprio uomini e donne "in rivolta", nel senso letterale di Camus, quelli che nei giorni scorsi sono improvvisamente comparsi per le strade d'Europa: non solo black bloc, rivoluzionari contro il capitale - agitatori "no global" carichi di ideologia - ma anche persone che dicevano semplicemente "basta", "non si puó andar oltre", e che sentivano, confusamente ma pure in maniera assai forte, che un confine era stato violato, e che ció non si poteva accettare in silenzio.

 

Episodi limitati, per ora. Che abbiamo tuttavia l'obbligo di capire: senza tragediare, ma anche senza addolcire. Nella mente di chi protestava, la misura appariva colma fino all'insopportabile per due ragioni, molto serie, e anzi cruciali: una ragione che chiamerei di legittimitá , e un'altra che definirei di eguaglianza. Entrambe arrivano a toccare i fondamenti stessi delle nostre democrazie.

 

In questi mesi, in queste settimane, la crisi economica sta cominciando a investire direttamente la vita di grandi masse, da un capo all'altro del pianeta: identitá , ruoli, prospettive. Essa non è un fenomeno "naturale" - anche se sono in molti ad affannarsi per farcela percepire cosí. Non era inevitabile. ሠun evento prodotto dalle scelte politiche, economiche e culturali (sí, anche culturali) del ventennio che ci ha preceduto. Chiama in causa responsabilitá , valutazioni, errori precisi, che rimandano a individui e cerchie altrettanto determinati e individuabili, che spesso hanno ricavato vantaggi enormi dalle loro decisioni. Si pone dunque in modo evidente un problema di discontinuitá , di rottura rispetto a questo passato. In altri termini, un problema di rapporto fra masse e (responsabilitá  delle) élite, fra governanti e governati. Se non si rende evidente la novitá , che si sta voltando drasticamente pagina - nelle persone, nelle idee, nei comportamenti - la legittimazione popolare di chi detiene il potere ne esce compromessa, se non completamente spezzata. Questo innanzitutto esasperava le donne e gli uomini in rivolta, in questi giorni: la mancata evidenza del cambiamento. Credo del resto che Obama lo abbia capito benissimo - e che stia cominciando a esplorare le strade per la costruzione di un nuovo consenso. Ma le classi dirigenti europee? E l'Italia?

 

C'è poi un problema di eguaglianza: una parola che dobbiamo reimparare a pronunciare. La crisi sta creando, soprattutto nei Paesi piú ricchi, una dismisura di diseguaglianze mai prima sperimentata. E non solo in termini di quantitá  (che pure non vanno certo trascurati). Ma soprattutto di qualitá , se cosí si puó dire, di proporzioni nei confronti di quei "nuovi esclusi" di cui ci hanno appena parlato Ezio Mauro ed Eugenio Scalfari su questo giornale. D'improvviso, nel cuore delle nostre societá , si stanno aprendo voragini di squilibrio che minacciano di inghiottire e di disintegrare intere trame del nostro tessuto comunitario, fasci interi di vincoli e di legami. Democrazia e disuguaglianza sono compatibili (e addirittura funzionali) solo se queste ultime non superano livelli di guardia prestabiliti. Oltre, c'è la comune rovina civile e democratica dei soggetti coinvolti in entrambi i lati dello squilibrio. Anche di questo gridavano le nostre inattese rivolte. 

 

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori