News per Miccia corta

06 - 04 - 2009

Milano blindata, la destra fa il saluto romano

 

(la Repubblica, lunedí, 06 aprile 2009)

 

 

 

Nostalgici in prima fila, ammoniti dal servizio d'ordine Il leader Fiore: non li ho visti

 

 

 

SANDRO DE RICCARDIS

 

ORIANA LISO

 

 


MILANO - Una piazza e le sue vie d'accesso blindate da un migliaio di uomini tra polizia, carabinieri e vigili, camionette, elicotteri. Ingresso nella zona consentito solo ai residenti, ai giornalisti e, ovviamente, ai militanti di Forza Nuova. Che ieri, in una Milano che si è (in parte) schierata, hanno tenuto senza incidenti il loro convegno sulle tradizioni e sui poteri forti a poche centinaia di metri di distanza dal migliaio di ragazzi dell'happening culturale organizzato da comitati antagonisti e antifascisti e dalle corone in memoria dei caduti del nazifascismo deposte poche ore prima dai partigiani dell'Anpi dopo un corteo in galleria Vittorio Emanuele.

 

Meno di quattrocento persone i partecipanti al convegno di Forza Nuova: etá  media tra venti e trent'anni, arrivati in piazza Missori sugli autobus del servizio speciale dell'Atm, scortati da agenti in assetto antisommossa. A precederli, il loro leader, l'europarlamentare Roberto Fiore, salutato al suo ingresso nell'hotel sede del convegno dai "camerati" con il braccio teso, subito ammoniti dal servizio d'ordine. Saluti romani ripresi da fotografi e cameramen, anche se Fiore dice di non averli visti. L'unico sprazzo da nostalgici del Ventennio, quelle braccia tese, assieme alla presenza in sala di padre Giulio Tam, il sacerdote sospeso a divinis, candidato sindaco di Bologna per Forza Nuova, l'unico che in sala ha accennato un saluto romano. Perché ieri i militanti di Forza Nuova hanno mantenuto un profilo bassissimo: niente slogan e niente colore, tranne le solite teste rasate e gli abiti neri, per «dare spazio ai contenuti». Del resto da giorni sul forum del loro sito l'invito era quello di presentarsi «vestiti normali, con l'atteggiamento di militanti politici». Un basso profilo e una strategia da «noi siamo persone responsabili» anche nel tira e molla sui due presidi annunciati e poi annullati. Per Fiore «perché non vogliamo creare situazioni di tensione»: in realtá  perché non era stata chiesta l'autorizzazione a prefettura e questura, che non l'avrebbero mai concessa nel quadro di una attenta gestione di una situazione potenzialmente molto pericolosa.

 

Davanti all'hotel, a convegno in corso (per inciso, i giornalisti hanno pagato 30 euro per poter ascoltare le due ore di interventi) si è materializzato il deputato Pd Emanuele Fiano, per ribadire: «Penso che il governo e il sindaco di una cittá  Medaglia d'oro della Resistenza avrebbero dovuto prendere la parola sugli ospiti stranieri e sulle idee che hanno diffuso ed esprimere un giudizio». Al mattino Fiano, figlio del sopravvissuto ad Auschwitz Nedo, era alla cerimonia di commemorazione delle vittime del nazifascismo con il presidente nazionale dell'Anpi Tino Casali. Tre anni fa l'allora candidato sindaco Letizia Moratti partecipava al corteo del 25 aprile con il padre, deportato a Dachau. Ieri il sindaco Moratti diceva: «Per fortuna è andato tutto bene, grazie alle forze dell'ordine: era impossibile non permettere questa manifestazione, manifestare le proprie idee è garantito dalla Costituzione». Non erano d'accordo i manifestanti di piazza della Scala, ragazzi dei centri sociali, dei circoli Arci, dei partiti di sinistra, raccolti intorno allo striscione "L'antifascismo chiama, Milano accorre": lo stesso che la mattina una decina di ragazzi avevano srotolato davanti ai corridori della Stramilano. Non era d'accordo nemmeno il presidente della Provincia Filippo Penati, che peró ha sottolineato che «Milano ha saputo isolare l'estrema destra, scegliendo di essere da un'altra parte». Resta solo un episodio oscuro, avvenuto sabato notte: i responsabili di un circolo Arci hanno denunciato un'aggressione da parte di alcune persone entrate nel locale scandendo minacce contro gli omosessuali.

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