News per Miccia corta

06 - 04 - 2009

Il tribuno, il prete e i saluti romani l'onda nera dei trecento ``camerati``

 

(la Repubblica, lunedí, 06 aprile 2009, Pagina XVII – Milano)

 

 

 

 

 Padre Giulio Tam, lefebvriano, tende il braccio come giá  fece a Bergamo: "Non è un gesto fascista, lo faccio da sempre"

 

Teste rasate dall'hinterland e da Padova, Treviso, Napoli Tra le sigle: Veneto skinheads e White criminal crew

 

 

 

SANDRO DE RICCARDIS

 

 


Dovevano invadere la cittá , conquistare i simboli della fede e del mercato, sfilare e sfidare la cittá  medaglia d'oro alla Resistenza, alimentare il rancore degli antagonisti. Sono finiti stipati in un hotel, soffocati di sudore nei bus fino a piazza Missori, mentre uno di loro - accento veneto e cappellino "Credere, obbedire, combattervi" - si lasciava andare a una rapida riflessione: «Nemmeno gli ebrei li trasportavamo cosí».Nella cittá  blindata da polizia e carabinieri, arrivati anche da Bologna e Torino, la "marea nera" di poco piú di trecento teste rasate è rimasta nei recinti imposti dalle forze dell'ordine e del buon senso. Soprattutto da Milano e hinterland, poi anche da Bergamo, Padova, Treviso, Napoli, Sicilia - poche le presenze dall'estero - hanno riempito la sala dell'hotel Cavalieri e applaudito le parole delle destre europee piú radicali e dure. «Le uniche - dice Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova - in grado di dare risposte nette a questa societá  dalla globalizzata». Come quelle che strappano i primi applausi e agitano l'onda nera che straripa dalla sala fino alla hall. «Combattere l'invasione che sta stravolgendo le nostre cittá  - dice Fiore - per una vera politica di espulsioni». Allontanare gli stranieri, che monopolizzano risorse da investire invece sui giovani italiani e sulle famiglie italiane. «Ogni anno ci sono migliaia bambini che non nascono, al loro posto ci ritroviamo milioni di extracomunitari che devono restare nei loro paesi».

 

Parla Bruno Gollnisch, del Front National francese di Jean Marie Le Pen che quatto anni fa affermó che «le camere a gas sono un dettaglio della storia». Poi tocca a Simon Darby, del National Party inglese, che pregusta «i prossimi balzi elettorali» nelle provincia di mezza Inghilterra e fa gli auguri per altrettanti successi in Italia.

 

Mani che stringono braccia. Bandiere nere e rosse che sventolano. Saluti romani. Come quelli che accolgono il segretario nazionale. Fiore nega di averli visti, ma nelle foto si volta verso i camerati che alzano le mani tese, li guarda, sorride. Saluti romani come quelli di padre Giulio Tam, lefebvriano, che in abito talare nero concede interviste alla tv francese, poi saluta a mano tesa dicendo che quello è il saluto che lui fa da sempre, «qualcuno lo confonde con un saluto romano». Essere fascisti, senza dirlo. Almeno in pubblico. «Di medaglie d'oro ne sono state date molte dopo la guerra, ma è finita un'epoca - aggiunge Fiore - mi sento di pacificare quella fase, siamo davanti a un nuovo mondo». Applausi. E accuse ai giornalisti, che per entrare in sala devono pagare trenta euro.

 

Teste rasate e RayBan. Maglie nere, jeans attillati. Sigle che raccontano appartenenze: White criminal crew, Fronte Veneto Skinheads, All cops are bastards, Odio Livorno. Tatuaggi di aquile sulle braccia, di ragnatele che si allargano sui gomiti. E intorno un popolo di ragazzi, qualche ragazza, cinquantenni sparsi qua e lá , e tanti ragazzini. Occhi da duri e puri, sguardi cruenti che si sciolgono nella fragilitá  dei loro dialoghi da sedicenni. Due ore di lezione sul «mondo nuovo che verrá », poi tutti fuori, di nuovo in piazza Missori. Nel compiacimento di un pomeriggio che rafforza vecchie certezze, nella piccola zuffa intorno a Emanuele Fiano, deputato e figlio di un reduce di Auschwitz, che qualcuno cerca di fotografare col telefonino «per immortalare questa presenza», in un paio di slogan. Prima del ritorno ai pullman che riporterá  i neri al chiuso della periferia di piazza Aspromonte.

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori