News per Miccia corta

05 - 04 - 2009

Giorgio Galli: ``La crisi aumenta i conflitti ma gli anni 70 sono lontani``

 

(la Repubblica, domenica, 05 aprile 2009, Pagina V – Milano)

 

 

 

 

Galli: la sinistra deve ritrovare un ruolo forte

 

 Se non ci fosse questo contesto sociale sarebbe passata inosservata Ora tutto dipenderá  dalle forze dell'ordine

 

Alla opposizione serve un salto generazionale perché negli ultimi quindici anni ha prodotto risposte culturali non all'altezza

 

 

 

STEFANO ROSSI

 

 


Una crisi che chiude un'epoca, non un ritorno agli anni Settanta. Giorgio Galli, politologo e docente della Statale, studioso dei partiti e delle relazioni fra ideologia politica e misticismo irrazionalistico, riassume cosí la sua analisi sul momento che sta vivendo la cittá .

 

Professor Galli, oggi si tiene il convegno di Forza Nuova. Alla Statale ci sono stati scontri fra studenti di destra e di sinistra. Stanno tornando gli anni Settanta?

 

«No. Anzitutto siamo di fronte a una enorme crisi economica. In secondo luogo, siamo all'esito di una crisi politica aperta 15 anni fa con Mani Pulite. In un certo modo, chiude un cerchio il fatto che Mario Chiesa sia stato arrestato di nuovo in questi giorni. Infine, negli anni Settanta c'era una sinistra che oggi manca».

 

Che cosa intende dire?

 

«Che all'epoca esistevano manifestazioni di estremismo ma ad esse rispondeva una politica forte del Pci, del Psi. Pure il Partito radicale fu capace di trasformare la protesta in rivendicazione di diritti civili. Ora questa sinistra è molto meno presente».

 

E gli incidenti alla Statale?

 

«Mi sembra si tratti di scaramucce. Lo stesso penso di altri segnali, come il corteo contro la chiusura del centro sociale Conchetta, un provvedimento che sarebbe stato meglio evitare per non suscitare reazioni. ሠvero peró che la crisi economica è anche crisi di valori. Sta montando una forte tensione, dovuta alla mobilitazione spontanea di soggetti molto diversi tra loro contro ingiustizie palesi, ad esempio i manager liquidati di milioni di dollari. Lo dice anche Obama, che non è socialista».

 

Perfino Forza Nuova è anticapitalista. Il convegno è intitolato "popoli e tradizioni contro banche e poteri forti".

 

«Forza Nuova appare anticapitalista e antiamericana ma nelle sue pubblicazioni è contro i migranti, le donne troppo emancipate, ostenta i valori del cristianesimo tradizionale. Infatti domani (oggi per chi legge) i dirigenti seguiranno la messa in latino. Se si è al fianco di una Chiesa che impone con una perentorietá  sconosciuta da decenni ai parlamentari italiani di votare una legge sul non testamento biologico, questo è populismo, non anticapitalismo».

 

Questo miscuglio ideologico puó pescare nel disagio diffuso cui lei faceva cenno?

 

«Non verso destra, perché lí c'è giá  la Lega, un fenomeno populista ben piú radicato di Forza Nuova. L'opinione pubblica di sinistra, invece, ha un altro problema: è scarsamente rappresentata. A Milano, negli ultimi 15 anni, la crisi ha prodotto risposte culturali a destra, non a sinistra, da dove non viene nulla di nuovo da tempo. Serve un salto generazionale».

 

Ha citato i centri sociali.

 

«La loro cultura politica guarda agli anni Settanta, è superata. Mobilitarsi solo sul piano dell'antifascismo è inadeguato rispetto alle emergenze attuali».

 

Lei descrive una Chiesa romana conservatrice e aggressiva. Quella milanese com'è?

 

«Tutto l'opposto. Cerca di aiutare chi è piú in difficoltá , capisce che dopo tutto questo nemmeno il capitalismo sará  piú quello di prima».

 

Per oggi ci sono da temere scontri?

 

«Se non ci fosse il contesto che sappiamo, l'iniziativa di Forza Nuova sarebbe passata inosservata, una manifestazione di libertá  del pensiero. Cosí assume un significato preoccupante e sarebbe stato sensato rinunciare. Ma tutto dipenderá  dalle forze dell'ordine. Non ci saranno migliaia di dimostranti come in questi giorni a Strasburgo, se la polizia agirá  con saggezza la piazza non si trasformerá  in una polveriera. Vanno evitati incidenti come quelli del marzo di tre anni fa in corso Buenos Aires».

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