News per Miccia corta

05 - 04 - 2009

Guerriglia a Strasburgo black-bloc all'attacco incendiato un albergo

 

(la Repubblica, domenica, 05 aprile 2009)

 

 

 

 

Gli incidenti hanno guastato il corteo pacifista accanto al Ponte che unisce alla Germania

 

I violenti non erano piú di duecento. Sassi e lacrimogeni, ma nessuno di loro è stato arrestato

 

 

 

GIAMPIERO MARTINOTTI

 

 


STRASBURGO - Al tramonto l'Hotel Ibis brucia ancora e i pompieri cercano di spegnere gli ultimi focolai. A qualche decina di metri, la vecchia dogana è completamente distrutta, come l'ufficio del turismo, una farmacia, altri negozi. Il ponte dell'Europa è stato trasformato in un inferno da poche centinaia di black bloc, venuti a Strasburgo con l'unico obiettivo di dar sfogo alla violenza. Non sono naturalmente riusciti a disturbare il vertice della Nato, ma hanno rovinato la manifestazione dei pacifisti, interrotta prima della fine, con migliaia di giovani presi in mezzo tra i violenti e le forze dell'ordine.

 

Poteva andare peggio: secondo il ministro dell'Interno, Michèle Alliot-Marie, c'è stato solo qualche ferito leggero, un agente e sei giovani, mentre tra i dimostranti si parlava di una cinquantina di feriti. Non è stato fermato nessuno, anche se in serata le forze dell'ordine setacciavano la zona industriale di Strasburgo alla ricerca dei piú esagitati. «Non sono dimostranti politici, sono criminali», ha detto ieri sera il sindaco di Strasburgo, il socialista Roland Ries.

 

Le immagini di quell'estremo angolo del capoluogo alsaziano in preda alle fiamme erano spettacolari, e la paura era palpabile fra i giovani venuti a manifestare pacificamente. Attorno all'una, quando il corteo avrebbe dovuto partire, i black bloc sono passati all'azione, appiccando il fuoco alla dogana, abbandonata da anni, e ad alcuni negozi. Ma il peggio è arrivato quando i piú esaltati hanno dato fuoco all'Hotel Ibis, fortunatamente vuoto. Solo in quel momento le forze dell'ordine sono entrate in azione.

 

All'inizio, infatti, poliziotti e gendarmi hanno lasciato campo libero ai dimostranti, «per evitare di essere accusati di voler provocare», ha spiegato il prefetto. Poi, a forza di lacrimogeni e pallottole di gomma, gli agenti in tenuta anti-sommossa hanno facilmente preso il controllo della situazione. I black bloc hanno risposto lanciando pietre e altri oggetti, evitando lo scontro fisico. Ma con le sirene, gli idranti, i gas lacrimogeni che prendono alla gola e irritano gli occhi, le alte colonne di fumo nero che lo ricoprivano, il quartiere si è trasformato in un focolaio di guerriglia urbana.

 

Il nocciolo duro dei piú radicali era composto da 100-200 persone. Vestiti in genere di nero, incappucciati, con un foulard per proteggere naso e bocca, hanno perseguito il loro unico scopo: appiccare il fuoco e lanciar pietre contro la polizia. I francesi, tuttavia, hanno adottato una tattica flessibile, favorita anche dalla zona in cui sono stati confinati i manifestanti, e hanno cercato, per quanto possibile, di isolarli. Mentre sul lato francese divampavano le fiamme, settemila persone provenienti dalla Germania (dove non ci sono stati incidenti di rilievo) sono state bloccate dalla polizia tedesca sull'altra riva del Reno. Dopo qualche minuto di tensione, alcuni organizzatori sono stati accompagnati sul ponte per vedere quel che stava succedendo, e hanno subito chiesto ai dimostranti di disperdersi.

 

Ad annunciare una giornata carica di tensioni erano stati, prima dell'alba, gli elicotteri che hanno sorvolato ininterrottamente il capoluogo alsaziano. Blindato dalle forze dell'ordine, il centro è stato trasformato in una cittá  fantasma, con la gente che prendeva il sole ai tavolini dei pochi caffè rimasti aperti. Verso le cinque del mattino, alcuni militanti anti-Nato avevano cercato di forzare a piccoli gruppi il dispositivo di sicurezza, senza riuscirci. Era cominciata cosí una piccola guerricciola fra agenti e ragazzi, senza gravi incidenti. Solo verso mezzogiorno, nella zona industriale, sono cominciati i primi veri scontri.

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori