News per Miccia corta

30 - 03 - 2009

La lotta armata nata dal movimento. Basta con l`accanimento. Una lettera di Camillo Agnoletto

 

 Lettera aperta a Gabriele Romagnoli ("la Repubblica") e Paolo Mieli e Giangiacomo Schiavi ("Corriere della Sera")

 di CAMILLO AGNOLETTO


Ho letto attentamente gli ultimi interventi relativi al film su Prima linea tratto dal libro di Sergio Segio .

 

Mi chiedo il senso di censurare una pellicola che tratta con una forma d'arte un periodo tragico della nostra storia recente . Facevo e facevamo parte in centinaia di migliaia di giovani in un movimento che ha avuto un risvolto sicuramente sanguinario e drammatico.

 

Conosco personalmente Sergio Segio e l'ultima volta che ci siamo visti era indaffarato nello scrivere un appello e raccogliere fondi per i senzatetto a Milano .

 

Ora io credo che a differenza di quello che scrive il procuratore Spataro una volta che uno ha pagato i conti con la giustizia debba avere la possibilitá  di esprimere le proprie opinioni e vivere la propria vita come una persona assolutamente normale.  Ritengo  indispensabile sottolineare , anche per coerenza, che quel movimento quel periodo è stato un errore uno sbaglio enorme ma era , e andrebbe chiarito definitivamente , un movimento di massa. I dati che emergono anche dal recente libro di Anna Negri, racconta di 20000 (ventimila) incarcerati. Io non sono stato incarcerato e andrebbero aggiunti altre decine di migliaia di giovani. La conoscenza della storia di PL chiarisce una volta per tutte che la lotta armata non è stata l'artefice del movimento ma esattamente il contrario , il movimento si è trasformato in lotta armata. Voglio dire, anche per averlo vissuto in prima persona , che quelli che vengono oggi definiti terroristi erano la punta di un iceberg di un mondo molto numeroso e variegato. Sicuramente il vizio di perdere la memoria di cancellare le parte negative e drammatiche di una generazione è molto diffuso e a volte indispensabile come difesa anche psicologica all'esistenza. Gli storici peró dovrebbero per correttezza  analizzare dopo 30 anni gli elementi con distacco e luciditá  e chi cera avrebbe il dovere morale di non rinnegare o peggio stravolgere periodi della propria esistenza . Vorrei testimoniare in prima persona che personaggi come Sergio Segio  erano delle avanguardie adorati e stimati allora e oggi completamente abbandonati da chi partecipava e non vuole riconoscerlo o almeno ammettere delle corresponsabilitá , non per fini giudiziari ma per chiarezza e contributo alla veritá .

 

Chi legge attentamente i libri di Sergio Segio potrá  sicuramente notare come vi sia una rielaborazione profonda e sincera della sua/nostra storia senza peraltro, nel suo percorso, avere coinvolto nessuno per benefici personali. Qualcuno mi dimostri come personaggi come lui si siano arricchiti e/o abbiano approfittato di quel periodo storico a fini personali. Quasi tutti sono impegnati nel volontariato ad aiutare gli ultimi con coerenza e determinazione consapevoli degli errori che hanno/abbiamo fatto . Non è piú un problema giuridico e propongo per cui che venga analizzato con il coraggio di guardare la storia .

 

 

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