News per Miccia corta

30 - 03 - 2009

Foto e filmati, sul web è ``caccia allo sbirro``

 

(la Repubblica, domenica 29  marzo 2009)

 

 

 

 

 

 

 

Il procuratore Piro: fatti di una gravitá  straordinaria, evidente contenuto intimidatorio

 

 

 

CARLO GULOTTA

 

 


BOLOGNA - Li hanno seguiti, ripresi con le videocamere, fotografati mentre fanno la guardia ai cortei o tengono d'occhio sit in di protesta davanti alle Procure durante i processi contro la sinistra radicale. E quelle foto, i ritratti di poliziotti in divisa e di funzionari in borghese col distintivo sulla giacca, le hanno riversate sul web. In un sito al quale hanno dato un titolo delirante e evocativo, "Caccia allo sbirro", con l'invito ai navigatori a inserire ┬źnomi e cognomi┬╗ dei poliziotti, a indicarne ┬źruolo, zona operativa┬╗ e persino ┬źgli indirizzi┬╗. Tutto questo ┬źper intimidire il repressore, per farli conoscere alle masse popolari┬╗.

 

Un ┬źsito di denuncia dei servi della borghesia┬╗ nascosto dietro un server d'oltralpe, in Francia, dove ha sede il (nuovo) Partito Comunista Italiano, che le immagini e l'invito alle ┬źliste di proscrizione via-web┬╗ le ha riversate per fare nuovi proseliti. E' attiva da febbraio, la schedatura telematica dei poliziotti. E gi├í┬á conta immagini da Bologna (il servizio di ordine pubblico sotto la Procura nel luglio 2008, mentre era in corso un'udienza contro i Comitati d'appoggio alla resistenza per il comunismo, fra i "fotosegnalati" anche il dirigente della Digos), Milano (10 gennaio, iniziativa per la Palestina) e Bergamo, 28 febbraio, corteo contro Forza Nuova. Ieri, proprio mentre a Bologna la Procura annunciava l'apertura di un'inchiesta, due nuove foto, da Napoli, con la scritta ┬źdove stanno gli sbirri? Dalla parte dei fasci, dagli un nome, un cognome e un epiteto┬╗. Una sessantina di visite in poche ore. Il procuratore reggente Silverio Piro, che in mattinata ha ricevuto l'informativa sul sito dalla Digos, dagli stessi investigatori ritratti su ┬źCaccia allo sbirro┬╗, parla di ┬źfatti di una gravit├í┬á straordinaria, ├Ę evidente il contenuto intimidatorio e cercare di porvi dei correttivi ├Ę il nostro compito fondamentale┬╗. Ipoteticamente, per gli autori si potrebbe configurare l'accusa di minacce, istigazione e la violazione della privacy. Ma nei mesi scorsi, un'inchiesta bolognese su un'operazione simile - senza l'invito a fare nomi e cognomi dei poliziotti - fin├ş in pratica con un nulla di fatto: per bloccare le foto degli agenti "postate" sul blog di Indymedia, la polizia avrebbe dovuto bloccare l'intero sito.

 

┬źLa polizia politica basa la sua forza anche sul fatto che i suoi agenti, infiltrati, spie e collaboratori non sono conosciuti alle masse popolari. Farli conoscere ├Ę un modo pratico per rendere il loro sporco lavoro se non impossibile, almeno difficile┬╗, scrivono gli autori del ┬źsito di denuncia dei servi della borghesia┬╗. Forte preoccupazione fra i sindacati di Polizia. ┬źE' un gravissimo atto di intimidazione col preciso scopo di inibire chi difende lo Stato - dice il segretario Sap Gianni Tonelli, che chiede di oscurarlo - Una minaccia inaccettabile alle forze dell'ordine, indicate come bersagli da colpire┬╗.

 

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