News per Miccia corta

27 - 03 - 2009

Un euroraduno fascista benedetto da De Corato

 

(il manifesto, 26 marzo 2009)

 

  • di Alessandro Braga -
  • MILANO
    Quando si dice gettare benzina sul fuoco. Giá  basterebbe il fatto che il 5 aprile Forza Nuova possa organizzare un mega raduno con tutta la peggiore destra europea a Milano, medaglia d'oro per la Resistenza, a far accapponare la pelle. E proprio a ridosso del 25 aprile. Ma ormai, sdoganati dal centrodestra al governo, i forzanovisti non si accontentano.
    E ieri il segretario nazionale di Forza Nuova, l'onorevole (?) Roberto Fiore, ha pure rilanciato. Con un invito che piú provocatorio non si puó: «Venga anche l'Anpi al nostro convegno». Le sue «motivazioni», semplici: «Quello che abbiamo organizzato è un incontro che vuole creare un propositivo confronto tra le forze identitarie d'Europa sulle principali tematiche odierne, partendo dalla crisi economica mondiale». Quindi per lui «le polemiche scatenate dall'Anpi sono ridicole e strumentali». Di piú, «quei signori evidentemente null'altro hanno di meglio da fare se non disturbare dispoticamente le pacifiche iniziative altrui per partito preso».
    A dimostrare l'infondatezza delle accuse di Fiore all'Anpi, e a tutta la Milano antifascista che ormai da giorni si sta mobilitando per impedire questo ulteriore sfregio alla cittá , dopo l'apertura proprio nel capoluogo lombardo della prima sede italiana del Fronte nazionale europeo nel novembre del 2007, basterebbe l'elenco degli ospiti previsti per la giornata: oltre a Roberto Fiore, ora europarlamentare grazie all'accordo con il centrodestra che gli ha permesso di entrare nel parlamento di Strasburgo, ma fino a qualche anno fa latitante, ci saranno i «migliori» elementi della peggiore destra continentale. Innanzitutto i francesi del Front National di Jean Marie Le Pen, quello che «le camere a gas sono un dettaglio della storia della seconda guerra mondiale». E ci si potrebbe giá  fermare qui. Poi ci sará  il vice presidente del British National Party Simon Darby, che forse resta ancora il meno peggio. E Stratos Karanikolau, responsabile delle relazioni con l'estero del movimento greco-cipriota Proti Grammi, che ha come cavallo di battaglia il divieto di ingresso in Europa della Turchia per la difesa della cristianitá  del continente. Per arrivare infine al meglio: i neonazisti tedeschi del Nationaldemokratische Partei Deutschland di Ugo Voigt, condannato a quattro mesi di carcere per incitamento all'odio e alla violenza, che ha come sogno la ricostituzione di una grande Germania fondata su principi nazionalisti e gerarchici. Una forza che poco tempo fa non si è vergognata neppure di firmare un'alleanza con i naziskin della Skinheads Sachsiche Schweiz, un gruppo di «simpaticoni» che si firma SSS. Dulcis in fundo, i neonazisti ungheresi del Miep, il Partito della giustizia e della vita. Gente che ha piú volte portato avanti campagne per riscattare le immagini della Croci frecciate, i nazisti di Budapest sotto il terzo Reich. Ma per Angelo Ballotta, segretario milanese di Forza nuova, il 5 aprile sará  solo «una grande occasione per costituire un blocco europeo».
    Che non sará  solo un convegno, ma che i forzanovisti vorranno forzare la mano e organizzare un corteo e sfilare per le vie della cittá , è abbastanza chiaro. Solo un mese fa a Bergamo hanno potuto farlo indisturbati, mentre la polizia si accaniva contro gli antifascisti orobici scesi in piazza per protestare. Sul forum di Forza nuova giá  arrivano adesioni da tutta Italia: Catania, Bologna, Modena, Monza, hanno giá  risposto «presenti». Qualcuno si chiede se «ci sará  da divertirsi come a Bergamo». La risposta è «non so perché ma ho l'impressione di sí». L'opposizione in consiglio comunale ha chiesto al sindaco Letizia Moratti di impedire ai neofascisti di sfilare, ma il loro ordine del giorno non è stato discusso per l'opposizione dei capigruppo di maggioranza. E il vicesindaco Riccardo De Corato se n'è lavato le mani: «Il problema non è nostro, ma della questura». Perché difendere la dignitá  della cittá , per lui, è solo un problema di ordine pubblico.
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