News per Miccia corta

26 - 03 - 2009

Luigi Scricciolo, vent`anni in attesa di giustizia

 

(L'Unione Sarda)

 


Giovedí 26 marzo 2009
Vedi le foto «Mi chiamo Luigino Scricciolo, autore del diario 20 anni in attesa di giustizia , nel quale ripercorro la mia vicenda...». Di messaggi come questo, chi si occupa di libri per la pagina della cultura di un quotidiano, ne riceve molti. Cosí quella e-mail resta nel cassetto. In coda. Fino a tre giorni fa, quando Luigino Scricciolo viene stroncato da un malore. Gli viene diagnosticato un aneurisma addominale, stesso male che uccise il padre. Quella storia riemerge. Con le parole del protagonista: «All'inizio degli anni '80 fui arrestato con accuse terribili, partecipazione esterna al terrorismo, tentativo di spionaggio, mentre ricoprivo la carica di responsabile esteri della Uil. Quando dopo oltre 20 anni, la Procura di Roma chiuse la istruttoria, fui prosciolto da tutte le accuse. Il proscioglimento in istruttoria chiudeva il "caso Scricciolo" ma nessuno ne diede notizia. Il mio arresto fu una notizia, il mio proscioglimento in istruttoria era una non-notizia. Questo mio Diario vuole essere occasione per ricordare la mia vicenda e la sua positiva conclusione. E per rivendicare quella veritá  che a lungo è stata negata».
La storia travagliata di Luigino Scricciolo rivivrá  in un romanzo che un suo amico sardo, lo scrittore Enrico Pili, ha appena concluso. I due condividevano la passione per la fantascienza, vista come chiave di lettura del presente, e si erano rivisti proprio il giorno precedente la tragica data. Pili nel 2007 partecipó alla presentazione del libro a Villaspeciosa sintetizzando in poche parole la forte ingiustizia subita da Scricciolo: «Tre dei cardini del nostro stato di diritto hanno tradito, voltato le spalle a Luigino Scricciolo: il sindacato, la magistratura e la stampa».
Quel nome con il diminuitivo e quel cognome da passerotto contrastano con la poderosa esperienza politica di Luigino Scricciolo, maturata prima nel Movimento Studentesco, poi in Democrazia Proletaria, poi nel Partito di Unitá  Proletaria. La sua visione del mondo era fondata sulla solidarietá  e la difesa dei diritti umani unitamente al ripudio della violenza. Scricciolo lavoró a lungo nella direzione della Uil ma si impegnó, come spiega la pagina di Wikipedia a lui dedicata, anche in campo internazionale: sostenne Charta 77 (la piú importante iniziativa del dissenso nella ex Cecoslovacchia), la resistenza afgana, i dissidenti sovietici e Solidarnosc: fu il primo italiano a parlare alla direzione nazionale del sindacato polacco nell'autunno 1980 e l'anno seguente invitó Lech Walesa in Italia, nel suo primo viaggio all'estero. Il 4 febbraio 1982, venne arrestato a Firenze con accuse di terrorismo e poi di spionaggio. Due anni e due mesi in carcere. Nel 1991 il Tribunale di Verona lo assolse da ogni accusa in merito al rapimento Dozier. Per tutti gli altri reati l'istruttoria venne chiusa con la formula del proscioglimento pieno il 6 settembre 2001: dopo 7.171 giorni dalla notifica del primo ordine di cattura. Per quell'errore giudiziario Luigi Scricciolo ha ricevuto un'indennitá  di ventimila. Ma non ha fatto in tempo a spenderli.
Cosí come non ha potuto riempire il suo blog - luiginoscricciolo.ilcannocchiale.it - nel quale si occupava, manco a dirlo, di diritti calpestati.
ANDREA MAMELI

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