News per Miccia corta

13 - 03 - 2009

Caso Battisti, Genro: «Italia ha aggredito la sovranitá  del Brasile»

 

(Liberazione, venerdí, 13 marzo 2009)

 

 

 

 

 

Angela Nocioni

 

 


Rio de Janeiro

 

In Italia è stato detto che il Brasile è un paese di ballerine e non di giuristi? «Noi abbiamo l'orgoglio di essere un paese di ballerine e anche di grandi giuristi». E' uno dei passaggi ad effetto dell'audizione del ministro della giustizia Tarso Genro di fronte alle commissioni esteri e diritti umani del Senato sul caso Battisti. Il ministro ha detto di considerare «una aggressione alla sovranitá  brasiliana» alcune dichiarazioni arrivate da Roma al riguardo. Battisti, ex militante dei proletari armati per il comunismo, condannato in contumacia in Italia, non è stato estradato dal Brasile grazie alla concessione dello status di rifugiato politico. Nell'audizione, la cui richiesta era stata approvata all'unanimitá  dal Senato, il ministro ha difeso la decisione di concedere lo status di rifugiato. Sul caso deve esprimersi la Corte suprema brasiliana. Il verdetto è atteso per fine mese. Se il tribunale dovesse esprimersi diversamente dal governo, la decisione finale spetterá  al presidente Lula che potrebbe bloccare l'estradizione anche di fronte a un parere opposto della magistratura.

 

Nell'attesa del verdetto della Corte, Genro aveva detto giorni fa che se il tribunale manterrá  lo stesso atteggiamento avuto in passato rispetto a casi simili non sconfesserá  la sua decisione su Battisti. In una intervista il ministro la Russa ha definito questo commento «una previsione che tenta di influenzare la decisione del tribunale».

 

Al Senato Genro ha detto che ci sono stati altri casi simili riguardanti ex terroristi italiani, ma solo quello sull'ex membro dei Proletari armati ha avuto tanta risonanza. «Da parte dell'Italia non c'era mai stato tanto interesse come nei confronti di questo caso» ha continuato il ministro, che dovrebbe essere «de-ideologizzato e affrontato senza idee preconcette». Assicura che avrebbe preso la stessa decisione anche se al posti di Battisti ci fosse stato «un fascista». Continua a sostenere che secondo lui nei processi svolti in Italia sui 4 omicidi non sono stati rispettati del tutto i diritti alla difesa. Ha definito «legittima» la reazione dello Stato italiano contro le organizzazioni armate degli anni di piombo. Ha detto: «Quando diciamo che l'eccezione convive, eventualmente, con il diritto non stiamo aggredendo lo stato di diritto in Italia», ha citato come esempio gli Usa, dove c'è democrazia ma nella precedente amministrazione sono state dettate norme d'eccezione per ottenere la confessione sotto tortura».

 

La decisione di Genro su Battisti era stata difesa pubblicamente, anche se senza entusiasmi, dal presidente Lula.

 

Se il tribunale supremo brasiliano contraddice la scelta del governo, obbliga Lula a prendere una decisione politica esplicita sul caso Battisti. E poiché gli argomenti usati da Genro per accogliere la richiesta di Battisti sono politicamente legittimi ma tecnicamente molto fragili (rischio di persecuzione in Italia, per esempio) non è escluso che i magistrati brasiliani decidano di non aiutare con un parere favorevole il governo e rimettano il cerino acceso nelle mani di Lula obbligandolo cosí a trattare il caso Battisti non come un complesso caso giudiziario ma come un caso diplomatico.

 

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